Cronaca dalle Città

1 milione e mezzo di posti di lavoro persi in Italia

Confcommercio: per la prima volta da 25 anni il terziario di mercato ha smesso di spingere il Pil e l’ occupazione.

Il rapporto dell’Ufficio Studi Confcommercio presenta dati impietosi: tra il 1995 e il 2019 l’agricoltura ha perso 433.000 posti di lavoro e l’industria 877.000. La pandemia, poi, è arrivata a colpire tutti i settori produttivi; “ma in particolare quello che fino al febbraio del 2020 era diventato il fiore all’occhiello della nostra economia e che offriva il contributo più pesante al Pil e all’occupazione con quasi 3 milioni di nuovi posti di lavoro creati tra il 1995 e il 2019: il terziario di mercato”. La quota di valore aggiunto del terziario si è ridotta del 9,6% rispetto al 2019: i settori del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti perdono complessivamente il 13,2%; la filiera turistica -40,1% per i servizi di alloggio e ristorazione, le attività artistiche, di intrattenimento e divertimento -27%) e i trasporti -17,1%. Secondo Confcommercio la pandemia ha prodotto 130 miliardi di spesa persa di cui l’83%, pari a circa 107 miliardi di euro, in soli quattro macro-settori: abbigliamento e calzature, trasporti, ricreazione, spettacoli e cultura e alberghi e pubblici esercizi. Cifre, appunto, corrispondenti ad una perdita di un milione e mezzo di occupati.