CAMPO DI MARTE - Editoriale di Aldo Belli

10.000 famiglie povere nella ricca e vanitosa lucchesia

di ALDO BELLI – Cresce il disagio sociale anche senza la pandemia, nascono nuove solidarietà, l’unica grande assente è la politica

Coldiretti è nuovamente intervenuta in questi giorni per ricordare che 10.000 famiglie nella provincia di Lucca vivono al di sotto della soglia povertà. Solitamente, sono attento a leggere i numeri confrontandoli con l’intero per ricavare un significato dalle percentuali: in questo caso non mi interessa a quale percentuale della popolazione corrispondano 10.000 famiglie, mi basta il numero.

Dice il presidente di Coldiretti della provincia di Lucca, Andrea Elmi, che la pandemia ha fatto salire il numero di nuovi poveri bisognosi di aiuto anche per mangiare: “Non stiamo parlando di poveri cronici, ma di famiglie che fino a qualche mese fa erano indipendenti ed autonome e che si sono ritrovate costrette a bussare alla porta della solidarietà. Fra i nuovi poveri ci sono coloro che hanno perso il lavoro, piccoli commercianti o artigiani che hanno dovuto chiudere, le persone impiegate nel sommerso che non godono di particolari sussidi o aiuti pubblici e non hanno risparmi accantonati, come pure molti lavoratori a tempo determinato o con attività saltuarie”.

Nel novembre scorso pubblicammo il dossier della Caritas lucchese: le persone accolte nell’ultimo anno hanno registrato 419 nuovi accessi sul totale di 1.904; nella grande maggioranza dei casi, giovani: a Lucca e nella Piana la fascia di età maggiormente rappresentata è quella 35-44 anni, mentre nelle altre zone (Versilia e Valle del Serchio) è 45-55 anni. In generale il 68,61% delle persone accolte ha meno di 44 anni.

Il punto sul quale si dovrebbe riflettere, dunque, non sono gli effetti della pandemia, ma il fatto che 10.000 famiglie vivono in povertà nella ricca provincia di Lucca sulla quale riflettono le luci del capoluogo nobile e della riviera balneare. La loro età anagrafica mi pare significativa.

In questi anni è cresciuta l’attività delle organizzazioni assistenziali, come la fila sul marciapiede delle mense dei poveri. Sono stati aperti ambulatori sociali grazie al volontariato di medici e di semplici cittadini, l’ultimo a Torre del Lago Puccini. Coldiretti e Campagna Amica distribuiscono pasta di filiera ed altri prodotti di prima necessità ai centri di distribuzione alimentare, alla Parrocchia San Concordio di Lucca, alla Misericordia di Marlia e alla Parrocchia di Lammari, ai centri di ascolto a Massarosa, alla Parrocchia di Sant’Antonio a Viareggio; durante le festività natalizie ha preso vita la “Spesa sospesa” nei mercati settimanali degli agricoltori. Nuove solidarietà si vanno aggiungendo a quelle tradizionali come le Pubbliche Assistenze e le Misericordie, il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. L’unica grande assente è la politica.

(foto: Makalu – licenza pixabay https://pixabay.com/it/photos/italia-tuscany-lucca-centro-storico-3603911/ )