l'email - A Eugenio Giani
CAMPO DI MARTE - Editoriale di Aldo Belli, FOCUS

13.500 tonnellate di rifiuti di Roma scaricati in Toscana

di ALDO BELLI – Un sacrificio della Toscana per il superiore bene della Patria? O più amaramente, il frutto della solidarietà di partito?

Signor Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani,

Risulterebbe che nell’aprile scorso lei ha firmato un Accordo con il suo collega presidente della Regione Lazio e compagno di partito Nicola Zingaretti, convenendo di scaricare in Toscana 13.500 tonnellate di rifiuti prodotti a Roma. Se non erro, la notizia è passata pressoché inosservata nella terra di Dante. Le scrivo per chiedere una sua conferma.

La Giunta Regionale del Lazio con la delibera n.204 del 20 aprile 2021, ha approvato lo schema di accordo tra Regione Toscana e Regione Lazio, “per il trattamento temporaneo di una quota dei rifiuti”, così si legge: intanto, sarebbe interessante sentire dalla sua viva voce, conoscendo come vanno le cose provvisorie in Italia, se quel “temporaneo” è da ritenere tale a tutti gli effetti o se i toscani devono aspettarsi un ulteriore omaggio nella calza della Befana. La domanda non è provocatoria, perché – guada caso – la Regione Toscana aveva già approvato un precedente trasloco di rifiuti da Roma alla Toscana nella Giunta del 24 febbraio 2020: anche allora si trattava di 13.500 tonnellate di rifiuti urbani non differenziati.

L’Accordo prevede una durata di sette mesi dalla data della sottoscrizione; un quantitativo massimo di 13.500 tonnellate di rifiuti urbani non differenziati provenienti dalla Regione Lazio, prodotti nel territorio di Roma Capitale; e la destinazione è la seguente: 8.700 tonnellate per l’impianto della società Cermec Spa, in località Gotara, provincia di Massa Carrara; 2.200 tonnellate per l’impianto della società Scapigliato Srl, in provincia di Livorno; 2.600 tonnellate per l’impianto della società Belvedere Spa, in località Legoli, provincia di Pisa.

L’ordinanza emessa dal presidente Zingaretti, naturalmente, non ha mancato nelle sue premesse giuridiche di inserire anche la pandemia: “Considerato che l’Organizzazione Mondiale della Sanità il 30 gennaio 2020 ha dichiarato l’epidemia da COVID-19 un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale”. In Italia, ormai, il Covid è diventato come il prezzemolo, per il Potere pubblico è una manna. E’ evidente che l’emergenza sanitaria dichiarata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha niente a che fare con i rifiuti di Roma Capitale che da secoli non è in grado di gestire.

La Toscana è diventata lo scarico dei rifiuti di Roma? Potrebbe trattarsi di una nuova politica economica regionale: insieme al turismo, incrementiamo i rifiuti, del resto anche i rifiuti producono reddito. Nel qual caso, signor Presidente, dovrebbe dire ai cittadini toscani il guadagno materiale che entrerà nei loro bilanci familiari da queste 13.500 tonnellate prodotte dall’immondizia romana (volendo, anche di quelle scaricate nel 2020): altrimenti non si capisce dove sta il guadagno a mettersi in casa i rifiuti degli altri.

Un ultima domanda. Questo Accordo dobbiamo considerarlo un esempio di unità nazionale, un inevitabile sacrificio della Toscana per il superiore bene della Patria? O più amaramente, il frutto della solidarietà di partito?

Cordialmente, Aldo Belli