20 luglio 1944, l’attaccante Sergio Angelini di Querceta tra i bombardamenti a Milano

NEI GIORNI DELLA LUNA della Luna, restiamo sulla terra andando a pescare un altro 20 luglio (in questo caso del 1944, quindi tre quarti di secolo fa, in piena Seconda guerra mondiale), che a Milano, fra un bombardamento e un altro, vide la conclusione del campionato di calcio di serie A Alta Italia. A vincerlo – pur non scendendo in campo quel 20 luglio – fu la squadra dei Vigili del Fuoco della Spezia, che nelle prime due partite del girone finale a tre squadre, aveva pareggiato 1-1 con il Venezia e battuto a sorpresa i campioni in carica del Torino per 2-1. La terza partita vide il Torino superare per 5-2 il Venezia consegnando il titolo (ma non lo scudetto: ci sarebbe voluto mezzo secolo per il riconoscimento da parte della Figc) ai Vigili del Fuoco della Spezia.
QUALCUNO dirà: ma cosa c’entrano Viareggio e la Versilia in questa storia? C’entrano, eccome se c’entrano: ne abbiamo già parlato in altre occasioni, ma vale la ripeterlo (repetita juvant, ripetere le cose aiuta, consigliavano i latini) anche per ricordare atleti, semi-sconosciuti alle nuove generazioni, dei quali invece andrebbe coltivata la memoria. Su tutti l’attaccante Sergio Angelini di Querceta, cresciuto  nelle squadre giovanili del Querceta e poi passato alla Nuova Italia (la società nata negli anni ’30 dalla fusione del Forte dei Marmi e del Querceta), con trascorsi nel Viareggio in serie B e nel Livorno ancora in B e in A, che proprio nella gara contro il Torino mise a segno le due reti che consegnarono il successo e in pratica il titolo ai Vigili del Fuoco. Angelini è considerato uno dei migliori attaccanti che il calcio viareggino e versiliese ha lanciato sul palcoscenico calcistico italiano. E’ stato anche un ottimo allenatore soprattutto con i giovani. Della rosa dei Vigili del Fuoco della Spezia che vinse il titolo, facevano parte anche i viareggini Giovanni Tavoletti (portiere), Renato Tori (centrocampista) e Vinicio ‘Garone’ Viani (attaccante).