34 trilioni di debito pubblico USA ci cambieranno presto la vita

di FRANCESCO SINATTI – I BRICS, Brasile Russia India Cina Sud Africa, leadership mondiali nelle materie prime e con tanto oro nel piatto.

Dal 1 gennaio 2024, come accennato nel precedente articolo, ha “debuttato” un nuovo circuito di pagamenti internazionali in “concorrenza” con il circuito “swift” (circuito finanziario occidentale per il regolamento delle transazioni) costituito dai BRICS in diretta concorrenza con il dollaro.

La convenzione internazionale, introdotta nel 1944 con gli accordi di Breton Woods, stabiliva la parità fra dollaro e oro, questo meccanismo “costringeva” a garantire, con oro, la stampa di “nuova valuta”, evitando così d’inflazionare il circolante.

15 agosto 1971, FINE DEL REGIME DI PARITÀ

A Camp David, il Presidente degli USA Richard Nixon annuncia la sospensione della convertibilità del dollaro con l’oro, di fatto, lo sforzo economico imposto dal lungo conflitto con il Vietnam, costringeva la superpotenza americana a ripristinare una regime ad “alto tasso inflattivo”, cioè stampare dollari senza “collaterale oro”.

Dal 1971, sarà un crescendo sui mercati che favorirà la “finanza creativa” e “bolle speculative”, degli anni 80, lentamente, ma progressivamente, fino ai giorni nostri, sottraendo sempre più valore all’economia reale, a favore della “finanza di carta”; alimentando così il debito pubblico USA e delle nazioni in genere.

34 TRILIONI DI DEBITO PUBBLICO USA

Ultimo ritocco (al rialzo) al livello massimo di debito pubblico, da parte del congresso, è stato votato nell’estate del 2023, pena il “default” del dollaro, ha di fatto soltanto rimandato il regolamento dei conti ad un altra data, senza risolvere il problema.

Prima o dopo, l’instabilità colpirà di nuovo il circuito bancario, come nella primavera del 2023, si rifarà viva con il fallimento delle banche USA più esposte al debito (di cui detengono i titoli “tresury”)

Il sistema finanziario internazionale ha solo cercato di ricapitalizzare le banche mantenendo più a lungo i tassi elevati, con l’alibi dell’inflazione, ma appena dovesse venire meno questa crescita drogata dai signori delle banche centrali, il “bubbone debito USA” rischia di far saltare la finanza di mezzo mondo!

DISINNESCARE LA “BOMBA USA”

Quanto appena detto, pare sia diventato più chiaro, se non a tutti, almeno alla maggioranza degli Stati che un tempo (a inizio XXI secolo) erano denominati “economie emergenti”, ma che oggi sono già da tempo economie protagoniste del grande RESET, sotto l’acronimo BRICS: BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUD AFRICA, che da sole rappresentano almeno quattro miliardi di persone sul globo.

La proposta di questi cinque grandi paesi, al resto del mondo, è quella di creare un circuito parallelo per le transazioni internazionali, NON garantito dal dollaro, bensì da le loro cinque valute riunite in un circuito alternativo il “5R plus” (cioè: rial, rublo, renminbi, rupia e rand) alternativo, appunto, allo “swift”, nel tentativo di sfuggire all’elevato rischio di default del dollaro che minaccia le loro economie, come del resto le nostre.

L’iniziativa ha il grande pregio di essere lanciata da Stati che hanno, non solo una leadership mondiale nelle materie prime, ma che hanno soprattutto tantissimo ORO FISICO, raccolto nei propri forzieri negli ultimi anni, nel tentativo di trovare un “collaterale ” indiscutibile (appunto l’ORO) per fungere da contrappeso “all’economia di carta” creata dagli USA negli ultimi cinquant’anni.

“LA SCOMMESSA DEI BRICS”

Ovviamente, quanto appena descritto, è il tentativo, nemmeno troppo velato, di soppiantare il dollaro nelle transazioni internazionali, pur cercando di ottenere una sorta di “soft landing” per l’economia USA, viste le grandi quantità di titoli al debito sottoscritti da questi paesi, se il dollaro dovesse svalutarsi troppo in fretta i loro titoli USA sarebbero solo “carta straccia”!

Quanto tempo ci resta prima che questa operazione di “sgancio” possa salvare l’economia mondiale dal default ? Nessuno lo sa.

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