Home CAMPO DI MARTE - di Aldo Belli 5G – Pistoia vieta gli impianti sul territorio comunale

5G – Pistoia vieta gli impianti sul territorio comunale

Alessandro Tomasi, sindaco di Pistoia

Tecnologia 5G: il Comune dice no, con un’ordinanza vieta la sperimentazione e l’installazione di impianti sul territorio comunale

Un ‘ordinanza del Comune di Pistoia vieta la sperimentazione e l’installazione sul territorio comunale di impianti con tecnologia 5G. La telefonia di quinta generazione ha suscitato nei mesi scorsi discussione ovunque, potremmo dire a livello planetario se ancora non esistessero parti del mondo dove la tecnologia è ancora un miraggio o un pane sconosciuto. Tutto ciò che non si vede richiama sempre il buco nero delle nostre paure, anche se siamo stati ormai abituati a considerare normale tutto quello che il mercato ci propina indipendentemente dal piatto della bilancia costi-benefici: incluso quelli della nostra salute. Il sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi, è convinto che per questa nuova tecnologia manchino idonei studi preliminari sulla valutazione del rischio sanitario per le persone e per l’ecosistema: nel territorio comunale di Pistoia, dunque, da sabato è vietato a chiunque di sperimentare e installare impianti con tecnologia 5G, nonché di modificare gli impianti esistenti finalizzati alla trasmissione con tecnologia 5G, in attesa di provvedimenti da parte degli organismi competenti, anche sulla base di dati scientifici più aggiornati. “E’ una questione di salute pubblica per cui entra in campo il principio di precauzione” dice il sindaco, “per questo ringrazio i comitati per aver preso contatti con l’Amministrazione Comunale al fine di illustrare i possibili rischi che questo tipo di nuova tecnologia potrebbe comportare. Governare certi fenomeni dovrebbe sempre essere sotto il controllo dei Comuni poiché la sicurezza del territorio è responsabilità del primo cittadino”. Tomasi è un uomo libero, non è sul libro paga dei potenti, per cui può permettersi di dire ciò che pensa e ritiene migliore per i propri cittadini. Della sua dichiarazione vorrei evidenziare quando dice, in sostanza, che iniziative come queste impattanti sull’ecosistema e la salute dei cittadini dovrebbero essere sempre materia decisionale dei Comuni: non solo concordo, ma aggiungo che questa è la Repubblica democratica nella quale io credo. Certo è che non sfugge il solito paradosso italiano: non sono in grado di stabilire se il 5G sia pericoloso o no per la salute nostra e dell’ambiente nel quale viviamo, ma come cittadino ho il diritto di saperlo. Mi sento sicuro, invece, nel dire che solo in una repubblica delle banane una nuova tecnologia di questo tipo può tranquillamente essere impiantata a nostra insaputa sotto le nostre case, perché è questo che avviene da mesi, senza che lo Stato dica una parola. D’altronde, a differenza degli altri paesi occidentali, l’Italia avrà come minimo quattro o cinque diverse burocrazie competenti sulla materia, ministeri, agenzie, istituti superiori… Quale altro modo migliore per consentire a chiunque di fare i propri comodi sulla pelle degli altri? Traendo, ovviamente, vantaggio per i soliti noti e non per i cittadini.

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