Presidente cubano, Miguel Díaz-Canel Bermúdez

Trump ripristina Cuba terrorista

di BEATRICE BARDELLI – Il presidente cubano: “il suo obiettivo è continuare la crudele guerra economica contro Cuba con fini di dominio”.

Una gioia soffocata sul nascere. Non era mai successo che la decisione di un presidente degli Stati Uniti venisse rinnegata ed abolita tout court dal suo successore. Negli Stati Uniti questo è stato possibile. L’enorme gioia che aveva riempito i cuori e le speranze del governo cubano e del suo popolo lo scorso 14 gennaio quando Joe Biden aveva liberato Cuba dall’infamia pluriennale di essere un paese sponsor del terrorismo si è tramutata in dolore.

Un dolore profondo unito ad un senso di impotenza e di umiliazione che ha colpito al cuore Cuba. Appena una settimana dopo la decisione di Biden, il neopresidente Donald Trump ha deciso di reinserire Cuba nell’ignominiosa black list con tutte le conseguenze ben note ai cubani.

“Il Presidente Trump, con un’azione arrogante e di disprezzo per la verità, ha appena ristabilito la fraudolenta designazione di Cuba come Stato patrocinatore del terrorismo” ha scritto immediatamente su X (ex Twitter) il presidente cubano, Miguel Diaz-Canel Bermúdez. “Non sorprende – ha continuato – . Il suo obiettivo è continuare a rinforzare la crudele guerra economica contro Cuba con fini di dominio”. Il 21 gennaio è stata pubblicata e diffusa a livello mondiale la “Dichiarazione del Governo Rivoluzionario: di fronte all’attacco imperialista, Cuba vincerà”

Il presidente cubano, Miguel Diaz-Canel Bermúdez: “Patria o muerte, venceremos”. Il testo integrale.

L’Avana, 21 gennaio “2025.- Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha attaccato Cuba fin dal primo giorno e senza alcun pretesto. La decisione di ripristinare le ferree misure di guerra economica contro Cuba, che il suo predecessore aveva eliminato solo pochi giorni prima, è una dimostrazione dell’aggressività dell’imperialismo statunitense contro la sovranità, la pace e il benessere del popolo cubano. Tra questi c’è l’inclusione del nostro paese, ancora una volta, nell’elenco arbitrario degli Stati che presumibilmente sponsorizzano il terrorismo, una designazione che dimostra un totale disprezzo per la verità. Questo non ci sorprende.

La dichiarazione del Ministero degli Affari Esteri del 14 gennaio avvertiva già “che il governo di quel paese potrebbe revocare in futuro le misure adottate oggi, come è accaduto in altre occasioni e come segno della mancanza di legittimità, etica, coerenza e ragione della sua condotta contro Cuba”. Ha anche affermato che “i politici americani di solito non si fermano a trovare giustificazioni…”.

Così si governa in quel Paese. Trump ha interpretato la sua ascesa al potere come l’incoronazione di un imperatore. La sua ambizione include, tanto per cominciare, la conquista del Canada, l’usurpazione della Groenlandia, la ridenominazione del Golfo del Messico e l’espropriazione dei panamensi del loro canale.

L’egemonia della Dottrina Monroe e del Destino Manifesto, che sono stati imposti con il sangue e il fuoco in America Latina e nei Caraibi, sono la guida della nuova squadra di governo. A questa si associano i gruppi ed i politici che hanno fatto dell’aggressione contro Cuba uno stile di vita, hanno approfittato per decenni dell’attività anticubana ed oggi condividono l’ebbrezza del nuovo presidente.

Tutti hanno una grande responsabilità per la difficile situazione economica del paese e per l’aumento del flusso migratorio da Cuba verso gli Stati Uniti.

Questo nuovo atto di aggressione del governo degli Stati Uniti contro il popolo cubano dimostra, ancora una volta, l’obiettivo vero, crudele, spietato, di queste e di tante altre misure di assedio e asfissia che a scopo di dominio vengono applicate contro Cuba. Costituisce la reazione dell’impotenza di fronte all’incapacità di piegare la nostra volontà e di fronte al rispetto, alla simpatia e al sostegno che la Rivoluzione suscita tra i popoli del mondo. Il blocco economico, il suo rafforzamento e le nuove misure aggressive continueranno a pesare, con effetti molto dannosi, sulla nostra economia, sul tenore di vita, sul potenziale di sviluppo e sui legittimi sogni di giustizia e di benessere del popolo cubano, come è stato negli ultimi anni.

Non ci distoglieranno dal corso socialista, dalla determinazione di risanare l’economia, dalla promozione della massima solidarietà, creatività, talento, spirito di lavoro, e dalla difesa della libertà, dell’indipendenza, della sovranità e del privilegio di costruire un futuro senza interferenze straniere come bastione inespugnabile.

Il popolo di Cuba è grato per le numerose espressioni di sostegno e solidarietà ricevute da tutto il mondo, dai governi, dai cubani che vivono all’estero, dai parlamenti, dalle organizzazioni politiche, religiose, sociali e da personalità politiche degli Stati Uniti e di altri paesi. Nessuno dovrebbe essere ingannato. I

Il popolo cubano si è espresso con chiara determinazione e forza nella marcia dello scorso 20 dicembre. Qui prevale la convinzione che Cuba vincerà. Patria o morte, vinceremo”.