Arriva in Italia il Musical tratto dal film d’animazione della DreamWorks, la casa di produzione di Steven Spielberg.
Un kolossal mai visto in teatro. Il debutto è previsto al Teatro Rossetti di Trieste dal 14 al 17 maggio. Poi volerà al Teatro degli Arcimboldi a Milano e al Brancaccio di Roma. Musiche e parole di Stephen Schwartz: tre premi Oscar, sono sue le colonne sonore di Pocahontas, Il Gobbo di Notre Dame e Wicked; con When You Believe ha vinto l’Academy Award for Best Original Song, l’Oscar per la migliore canzone originale: il tema principale del lungometraggio era cantato in duetto da Whitney Houston e Mariah Carey, un brano che ha venduto oltre 10 milioni di copie nel mondo.
Il musical, debuttato nel West End di Londra nel 2020, arriva ora in una nuova edizione italiana con la regia di Federico Bellone, testo di Philip LaZebnik. Bellone è considerato uno dei principali punti di riferimento nel mondo per il musical. LaZebnik, laureato all’Harvard College, nel 1998 ha vinto come migliore sceneggiatura d’animazione l’Annie Award per la sceneggiatura di Mulan; oltre alle sceneggiature di Pocahontas, La strada per Eldorado, ha scritto episodi per Wings, Star Trek The Next Generation e Deep Space Nine. Oltre cinquanta artisti sul palcoscenico, un cast giovane nel quale spiccano le voci straordinarie di Michelle Perera (Miriam) e Giulia Sol (Tzipporah): sentirle cantare in duetto alla conferenza stampa di presentazione del tour è stata un’emozione indescrivibile.
La trama del musical è semplice: epica e umana. Quella del bambino affidato alle acque del Nilo che diventerà Mosè liberatore degli schiavi d’Egitto. La forza del cartoon trasferita nello spettacolo dal vivo trova la sua sublimazione nel musical. La pellicola uscita nel 1998 è costata 70 milioni di dollari e ne ha incassati circa 218 milioni, diventando il film d’animazione non disneyano di maggiore incasso nella storia del cinema fino al 2007.
Il musical è lo spettacolo per eccellenza che rende l’amalgama dei linguaggi – parola, musica, immagine, spazio e luce – un’arte dell’entertainment senza tempo, come in questo Principe d’Egitto. L’anagrafe scompare e rimane solo la magia. Lo spettacolo proposto da Broadway Italia – già produzione di The Phantom of the Opera e di Anastasia – ha, in più, il coraggio di incorniciare il kolossal nel palcoscenico di un teatro: ricorda un ponte tra la tradizione e la modernità, l’epoca d’oro dell’Opera con l’assalto corale delle masse sceniche di Nabucco e della musica di Verdi. Non è casuale la partecipazione all’evento da parte del Teatro Rossetti di Trieste, uno dei più antichi Teatri Stabili italiani, reso disponibile per l’allestimento dell’opera: la strada intrapresa dal presidente Mario Granbassi e dal Comune di Trieste è un esempio di come pubblico e privato possano fare la differenza anche in campo culturale.
Il privato, in questo caso, Broadway Italia, porta la firma di uno dei più geniali imprenditori italiani, Luca Montebugnoli, “un biglietto per il mondo” lo definì il Corriere della Sera nel 2017: “partito a 15 anni come maschera, il fondatore di Best Union punta a diventare il terzo operatore globale di ticketing, sognando l’Nba”. Non stupisce che abbia scelto Massimo Fregnani dietro le quinte, inossidabile direttore di produzione di Notre Dame de Paris ai tempi di David Zard, che ha aggiunto nel palmares il recente successo di Anastasia diretto verso i 100.000 spettatori.
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