Nuovo appuntamento con la rubrica “Cinema Tips”, il primo per questo mese di Novembre. Questa settimana apriamo nuovamente le porte a un genere cinematografico indubbiamente adatto ai bambini ma che, in fin dei conti, permette anche a noi adulti di poter riflettere su tematiche importanti e sempre attuali. Sto parlando del genere di animazione ed il film in questione di oggi è “Happy Feet”.
Per quanto il titolo possa apparentemente essere innocente e divertente, in realtà il lungometraggio presenta, oltre a momenti simpatici, anche situazioni di profonda riflessione. Il pubblico più piccolo, così, non solo ha modo di poter guardare un film con leggerezza, ma ha la possibilità di comprendere certe dinamiche. Non c’è da sorprendersi che il lungometraggio sia diretto da George Miller e che abbia vinto il Premio Oscar come Miglior Film d’Animazione nel 2007. Inoltre sono presenti tanti brani musicali di fama internazionale che hanno scritto la storia della musica pop e rock contemporanea: si spazia, infatti, da Elvis Presley ai Queen, passando da Stevie Wonder, Frank Sinatra, Beach Boys, Prince. Insomma, una vera goduria per chi ama la musica.
Parliamo adesso delle tematiche affrontate dal film, il quale prende il punto di vista degli animali (in questo caso i pinguini in Antartide). È importante sottolinearlo in quanto gli esseri umani sono visti come alieni e nella fattispecie per creature crudeli e spietate. Le loro azioni, infatti, oltre a far sciogliere i ghiacciai, stanno portando alla carestia gli animali che vivono in quell’ambiente privandole del loro cibo primario, ossia il pesce. La pesca massiccia, dunque, è un altro tema centrale che viene qui presentato. La presenza troppo forte dell’uomo sul pianeta e la sua vorace nutrizione danneggia gli altri abitanti della Terra, in questo caso i pinguini, ma anche gli altri animali che incontriamo, come ad esempio i gabbiani stercorari. La feroce crudeltà dell’uomo, inoltre, raggiunge il suo picco più alto quando il protagonista del film finisce all’interno di un acquario dove le condizioni di vita, seppur apparentemente agiate, in realtà è una trappola che chiude queste creature in una sorta di prigione e le loro emozioni finiscono per essere soffocate dalla vanità dell’uomo, desideroso di poterle esporre quasi come fossero trofei. È la solita vergogna umana che considera gli animali (o comunque quelli che non hanno facile destinazione domestica) privi di emozioni e incapaci a provare dolore, sofferenza, amore. È l’ora di smettere di credere che soltanto l’uomo sia in grado di provare emozioni. Tutti gli animali, essendo tali, sono in grado di provare emozioni.
Essendo, tuttavia, i pinguini “umanizzati”, anch’essi stessi hanno, dunque, dei comportamenti che potrebbero avere gli umani. Dando per appurato (per noi adulti) il fatto che non c’è niente di più cinico della selezione naturale, qui siamo all’interno di un film. Il comportamento che i pinguini imperatori hanno nella loro comunità, con una gerarchia sociale e delle prassi abitudinarie, ci permette di comprendere, in realtà, che troppo spesso siamo noi esseri umani a giudicare troppo facilmente qualcuno e a considerare chi ha comportamenti diversi dai nostri come insoliti. Insomma, il disprezzo verso ciò che è diverso, che qui viene fatto passare attraverso il comportamento sociale della comunità dei pinguini imperatori al centro del film, in realtà è un comportamento tenuto da noi uomini, che non sappiamo far altro che giudicarci tra noi, senza, invece, valorizzare ciò che è insolito, per non dire unico.
Insomma, un film d’animazione sorprendente che può essere tranquillamente visto in famiglia ma che lascia spunti di riflessione anche a noi adulti, oltre a far emozionare i bambini.
Lorenzo Simonini è nato a Viareggio nel 1988. Iscritto al corso di laurea in Cinema e Produzione Multimediale alla Sapienza di Roma, si laurea a pieni voti nel 2014 all’Università di Pisa con una tesi di ricerca sul cineasta amatoriale Costantino Ceccarelli (sul quale pubblica un saggio nel 2015). Ha scritto e diretto cortometraggi e videoclip.
