Patrizia Valpiani, scrittrice

Da Vila Real, Patrizia Valpiani al 63° congresso dell'Unione Mondiale dei Medici Scrittori 

Dal 10 al 14 settembre si è svolto a Vila Real, in Portogallo, il 63° congresso internazionale di U.M.E.M. (Union Mondial Ècrivains Médécins). La prestigiosa associazione accoglie medici-scrittori di ogni branca sanitaria a loro volta affiliati ad associazioni mediche con intenti letterari e provenienti da ogni parte del mondo. Erano presenti delegazioni dal Portogallo, Francia, Italia, Polonia, Bulgaria, Svizzera, Germania, Brasile, Uruguay e Mozambico.
Passando tutti noi da un “non luogo” come è ogni aeroporto dove un turbinio di persone vive di corsa senza cura per gli altri, ci siamo ritrovati in un ambiente pregnante umanità e reciproco interesse.
Il presidente in carica, dottor Roland Noell, francese già presidente di G.E.M. (Groupement Ècrivains Médecins) affiancato dalla vice presidente, la portoghese dott. Maria José Leal ha aperto i lavori. La Sopeam (Societade Portuguese de Escriptores e artistas Médicos) ci ha accolto con grande calore.
Ogni anno ai convegni UMEM viene proposto un tema; in questo settembre 2019 abbiamo parlato di letteratura, medicina ed emigrazione.
Il programma letterario era molto ricco, ma altrettanto lo era il programma conviviale. Si sono avvicendati ospiti della cultura locale, siamo stati accompagnati in escursioni, l’ottima enogastronomia proposta ha donato energia e allegria.
Il Portogallo è terra di storia, di vento, di sangue caliente, di piatti caratteristici e di vini generosi. E di musica, tanta musica! Abbiamo ascoltato un gruppo di Cantores Regionals in costume e con un repertorio folkloristico, la serata successiva si è esibito il gruppo Vitor Blue, giovani con velleità internazionali, la terza sera è stata la volta di un concerto classico al Conservatorio di Vila Real. Infine, due fiori all’occhiello nei giorni successivi: un intrattenimento “Al medioevo” con strumenti d’epoca nel suggestivo castello di Vila Pouca de Anguiar e, dulcis in fundo, un indimenticabile recital di Fados con il gruppo Bruno Cerca. In ogni occasione, eravamo accolti da un brindisi, non posso dimenticare il profumo e il sapore di quei bicchierini di Porto.
In questa atmosfera si sono alternate relazioni, saggi, racconti, poesie.
La delegazione italiana comprendeva oltre me che di A.M.S.I. (Associazione Medici Scrittori Italiani) sono presidente, il dottor Simone Bandirali, medico di famiglia da Crema, sempre presente e instancabile segretario internazionale di U.M.E.M accompagnato dalla moglie prof.ssa Nicoletta e il dottor Marco Pescetto, anestesista da Genova, che è segretario di A.M.S.I. Ma i titoli non contano, siamo tutti amici veri; questo è lo spirito che alimenta le nostre capacità narrative e poetiche.
Simone ha presentato una silloge di liriche composte con struggente sensibilità dal titolo “Il paziente inglese” (con traduzione in francese e inglese). Marco ha calamitato l’attenzione e aperto interessanti interventi con due saggi: “Emergenza e porti chiusi” e “Stephen Zweing, la fuga di un europeista” (con traduzione in francese e inglese) Per mio conto, ho presentato una articolata composizione poetica: “Il primo raggio dell’ultimo sole, emergenza migranti”: un grido contro i trafficanti di uomini e un invito alla speranza. La traduzione in portoghese di Maria Sao Sabino, che ringrazio, mi dicono i portoghesi abbia conservato drammaticità e musicalità. Mi ha commosso un lungo applauso al termine.
Il programma internazionale è stato molto articolato e non potendo per ragioni di spazio presentarlo in toto ricorderò per tutti la relazione particolareggiata e drammatica del presidente Roland Noell: “Exodus 1947, une aventure migratoire traumatisante source d’euvre littéraire” .
Una sezione del meeting è stata dedicata all’interscambio dei nostri libri editi. In questa cornice noi italiani oltre ai nostri lavori personali abbiamo presentato l’ ultima antologia dei soci A.M.S.I. “Venti di guerra, profumi di pace” e ne abbiamo fatto dono ai presenti.
Il tempo è volato in fretta e non ci siamo annoiati mai. Noi medici e scrittori rimaniamo sempre dicotomizzati, alle prese con la quotidianità sanitaria e con l’attività alternativa che abbiamo scelto, ricreativa per l’anima e costruttiva per la mente: scrivere.
Voglio ricordare che l’Italia è stato uno dei paesi fondatori di U.M.E.M, il cui primo congresso si è svolto a Sanremo sessantadue anni or sono. L’ultimo in ordine di tempo svolto in Italia è stato nel 2016 a Garlate (Lecco).
Noi medici scrittori ci siamo salutati con tanti abbracci nella lingua della condivisione che è internazionale. Arrivederci al prossimo anno, a Versailles (Francia).