Covid19 – Proposta di moratoria del vaccino ai bambini

di BEATRICE BARDELLI – L’appello da Associazioni mediche e singoli sanitari ed esercenti professioni sanitarie, con dati scientifici.

Da mesi associazioni mediche italiane, medici ed operatori sanitari impegnati in vari settori del Sistema Sanitario, nel campo della ricerca di base e universitari, così come nel campo della prevenzione e della cura dei malati di Covid-19 stanno inviando al governo italiano appelli per una moratoria alla vaccinazione antiCovid-19 dei bambini e degli adolescenti. Appelli documentatissimi che fanno seguito a quella dei medici israeliani che sostengono che non si debba procedere con la vaccinazione ai bambini. Appelli che fanno riferimento alle prove scientifiche attualmente disponibili e che dimostrano che:

1) la pandemia è poco diffusa tra i bambini, rispetto agli adulti; 2) l’infezione si manifesta con un quadro clinico più favorevole rispetto all’adulto. Il 4,4% è totalmente asintomatico ed il 94,1% presenta quadri clinici lievi o moderati; 3) sotto i 20 anni di età la suscettibilità all’infezione è circa la metà rispetto a chi ha più di 20 anni; 4) in Europa i casi di malattia in età pediatrica sono tra l’1 ed il 5% dei casi totali di Covid-19; 5) in Italia poco meno dell’1% dei casi positivi ha compiuto 18 anni; 6) la letalità nella fascia di età 0-15 anni è pari allo 0,08%; 7) i bambini reagiscono in modo diverso rispetto agli adulti ai vari stimoli antigenici, con differenze profonde nelle varie fasce di età; 8) inserire nuove vaccinazioni nei calendari vaccinali pediatrici potrebbe comportare una riduzione delle coperture delle vaccinazioni di routine e causare interazioni sconosciute.

L’appello dei medici

Questo appello, che può essere sottoscritto solo da Associazioni mediche o singoli sanitari ed esercenti professioni sanitarie e che è corredato da una corposa bibliografia scientifica “che viene messa a disposizione delle istituzioni, delle autorità e dei decisori politici”, hanno scritto i promotori, è stato lanciato, il 14 maggio scorso, dalla Rete Sostenibilità e Salute ed è già stato sottoscritto da oltre duemila operatori sanitari per richiedere una moratoria alla vaccinazione ai bambini per due motivi fondamentali: 1) i vaccini in uso non azzerano la trasmissione dell’infezione, hanno durata sconosciuta ed efficacia ridotta su alcune varianti sinora emerse […]. E’ sconosciuto l’effetto di una eventuale immunizzazione periodica; 2) a fronte di benefici minimi o trascurabili riteniamo che non sia opportuno esporre i bambini al rischio di eventi avversi a lungo termine ancora non individuati, ma possibili.

La reazione del governo

Sul fronte del governo tutto tace.

Nessuna reazione di fronte alla richiesta di migliaia di medici italiani che si sono dichiarati contrari, prove scientifiche alla mano, alla vaccinazione a bambini ed adolescenti. Tantomeno di fronte alla opposizione alla “sperimentazione pediatrica” di cittadini “comuni”, come gli aderenti al “Movimento 3V”- Partito politico (preoccupati dell’attuale mancanza di dati “sulla sicurezza e sull’efficacia” dei vaccini antiCovid-19 che hanno ricevuto “l’autorizzazione all’immissione in commercio subordinata a condizioni” ma che non sono stati ancora approvati in via definitiva. Ovvero sono vaccini sperimentali. Una preoccupazione ben motivata, quindi, dal momento che, come è noto, la sperimentazione di massa, globale di questi vaccini terminerà nel dicembre 2023 e, per quanto riguarda il vaccino Johnson&Johnson, sembra che termini, addirittura, nel 2027.

Una preoccupazione che è aumentata alla notizia, uscita lo scorso febbraio, che il vaccino anti-Covid della Johnson&Johnson verrà sperimentato sui bambini dai 2 mesi ai 18 anni in vari centri internazionali tra cui l’ospedale Buzzi di Milano. Il motivo di tale scelta lo ha spiegato chiaramente Gianvincenzo Zuccotti, direttore della clinica pediatrica del Buzzi (l’Ospedale dei bambini) e preside della facoltà di Medicina dell’Università Statale, che ha sostenuto la sperimentazione, affermando che è fondamentale proteggere anche i minori per interrompere la catena di trasmissione perché i bambini possono agire da vettori del virus, anche da asintomatici: Da qui l’importanza di vaccinare anche i più piccoli “Il problema grosso lo conosciamo tutti – ha spiegato a Repubblica – anche chi non ha sintomi contagia gli altri”. Poco dopo, in marzo, è uscito anche l’annuncio di Pfizer e Biontech di uno studio globale per testare in vaccino antiCovid-19 nei bambini dai 6 mesi agli 11 anni. Notizie decisamente preoccupanti dal momento che sia l’ente europeo, EMA, che l’ente italiano, AIFA, hanno autorizzato, solo alla fine del mese di maggio 2021, l’inoculazione dei vaccini sopra i 12 anni.  A chi spetta il controllo se non al Ministero della Salute ed al governo? 

Negli altri paesi

In nessun paese europeo esiste l’obbligo vaccinale, neppure ai sanitari al contrario dell’Italia che ha promulgato il DDL 44 lo scorso 1 aprile diventato legge (n. 76/2021). Lo ha sostenuto il 25 gennaio scorso il Consiglio d’Europa approvando la Risoluzione n. 2361. E, per quanto riguarda il tema della vaccinazione ai bambini ed agli adolescenti, l’ondata delle voci contrarie si sta facendo sempre più forte non solo in Europa ma in tutto il mondo. A partire dall’OMS che, in una intervista alla pediatra indiana, Soumya Swaminathan Yadav, Chief Scientist dell’Organizzazione mondiale della sanità, ha riportato che la vaccinazione dei bambini non è una priorità e che le scuole possono riaprire in sicurezza senza necessità che i bambini siano vaccinati.

In Israele un centinaio di medici hanno inviato al governo una lettera di protesta per non usare il vaccino antiCovid-19 sui bambini dal momento che, hanno osservato, “l’opinione sempre più diffusa all’interno della comunità scientifica è che il vaccino non può portare all’immunità di gregge, quindi al momento non esiste una giustificazione “altruistica” per vaccinare i bambini per proteggere le popolazioni a rischio” per cui “Crediamo che nemmeno una manciata di bambini dovrebbe essere messa in pericolo attraverso la vaccinazione di massa contro una malattia che non è pericolosa per loro”. Infine, conclude la lettera “Va sottolineato all’opinione pubblica che anche le persone vaccinate possono essere infettate e infettare e che le stesse regole di condotta si applicano a tutti coloro che non hanno alcun legame con lo stato vaccinale. Dobbiamo smettere di puntare il dito contro i non vaccinati e smettere di violare i diritti dell’individuo. Dobbiamo immediatamente porre fine a tutte le forme di esclusione e separazione tra le persone nella sfera pubblica”

Anche nel Regno Unito esperti qualificati hanno richiesto la sospensione delle vaccinazioni ai ragazzi e “ci auguriamo che anche in Italia si faccia come in Germania: si sospenda subito la vaccinazione anti COVID a ragazzi e adolescenti, prima di nuove dolorose tragiche morti” ha scritto il noto pediatra pisano, Eugenio Serravalle, presidente dell’Associazione di Studi e Informazione sulla Salute.

In Germania, infatti, Il Robert Koch Institut, l’ente che fa capo al Ministero federale della Salute tedesco, si legge, “ha deciso di raccomandare la vaccinazione con il vaccino mRNA Comirnaty (BioNTech/Pfizer) tra i 12 e i 17 anni solo nei soggetti fragili, che potrebbero presentare un decorso complicato in caso di Covid, in particolare adolescenti che soffrono di obesità o patologie del sistema immunitario, a chi ha manifestato insufficienza cardiaca, alcune forme di ipertensione e per le malattie in cui la funzione polmonare è compromessa in maniera permanente, per alcune patologie renali”. Inoltre “In Svezia un gruppo di 28 esperti medici ha recentemente esortato, in una lettera aperta inviata al quotidiano Göteborgs-Posten, a vaccinare solo i gruppi a rischio contro la Covid-19, ma non i giovani e i sani.  “Dovremmo vaccinare solo coloro che hanno 65 anni e più o sono a rischio. Altrimenti rischiamo di ripetere gli errori fatali della vaccinazione antinfluenzale suina quando si verificarono numerosi casi di narcolessia conseguenti alla vaccinazione contro l’H1N1”.

Urge un serio confronto scientifico

E’ uscita in questi giorni la Proposta di moratoria sulla vaccinazione dei bambini contro la Covid-19 firmata da 58 medici italiani. Sono pediatri, epidemiologi, igienisti e medici di ogni specialità che si rivolgono alle Istituzioni sanitarie per discutere del “controverso problema della vaccinazione antiCovid-19 di bambini e adolescenti“ così “come già richiesto in altre occasioni, finora senza risultato”. Nel chiedere questo i medici firmatari premettono e puntualizzano di: 1) “attenersi alle conoscenze scientifiche e di ispirarsi ai valori etici (…), non soggiacere a interessi, imposizioni e suggestioni di qualsiasi natura” così come loro richiesto dall’art. 4 del Codice di Deontologia Medica; 2) non volere “essere strumentalizzati da posizioni antivacciniste, ma nemmeno rinunciare a discutere nel merito di specifici vaccini e strategie vaccinali, come si considera normale poter fare con qualsiasi altro farmaco”; 3) “non avere conflitti di interessi, e chiedono a coloro che aprissero un auspicato confronto scientifico di effettuare a loro volta una dichiarazione in merito”.

I firmatari

Primo firmatario Eugenio Serravalle, Medico specialista in Pediatria preventiva Puericultura Patologia Neonatale e presidente di ASSIS, secondo firmatario Alberto Donzelli, Medico specialista in Igiene e Medicina Preventiva, già direttore del Servizio Educazione Appropriatezza ed EBM, ex ASL Milano, del Consiglio direttivo e Comitato Scientifico della Fondazione Allineare Sanità e Salute, terzo firmatario, Adriano Cattaneo, Medico Epidemiologo, già Ricerca su Servizi Sanitari e Salute internazionale, Centro Collaboratore OMS per la Salute Materno Infantile, Istituto per l’Infanzia di Trieste e membro del Gruppo di Coordinamento NoGrazie. Tra gli altri firmatari, medici molto noti come Sergio Bernasconi, professore ordinario di Pediatria, già direttore Cliniche pediatriche dell’Università di Modena-Reggio Emilia e Parma, membro del Comitato scientifico di ISDE (Medici per l’Ambiente), Paolo Martino Allegri, pediatra, del gruppo Ippocrate.org, Sergio Conti Nibali, pediatra di famiglia e direttore editoriale di UPPA (Un Pediatra Per Amico) magazine di Messina, membro del Gruppo NoGrazie, Paolo Bellavite, Medico specialista in Ematologia, già professore di Patologia Generale, Patrizia Gentilini, Medico specialista in Oncologia Generale e in Ematologia, Giunta Esecutiva di ISDE, Franco Berrino, Medico Epidemiologo già direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Tumori di Milano, del Comitato scientifico della Fondazione Allineare Sanità e Salute, Gennaro Valerio, Medico Epidemiologo e specialista in Oncologia, del Comitato scientifico di ISDE.   

I motivi della Proposta di moratoria

Vengono elencati 10 motivi con la possibilità, per chi volesse approfondire, di aprire il pdf allegato a questo articolo e cliccare sulle parti sottolineate per attingere ai documenti citati. 1) In Italia i minori di 18 anni hanno una probabilità di contagiarsi più bassa rispetto alla popolazione generale; 2) Quando si infettano con il SARS-CoV-2 presentano in genere manifestazioni lievi o sono asintomatici; 3) I rischi di ricovero in ospedale sono molto ridotti, quelli di morte minimi (meno di 1 su 400.000 soggetti in età pediatrica) e riguardano di regola bambini con altre patologie; 4) La sindrome infiammatoria multisistemica correlata a COVID-19 (MIS-C) ha un’incidenza modesta (3,16 su 10.000 bambini infettati con Sars-CoV-2 negli USA, dove colpisce soprattutto bambini neri, ispanici e asiatici) e non è chiarito se le vaccinazioni la evitino; 5) Con la vaccinazione, bambini e adolescenti sarebbero esposti a rischi di reazioni ed eventi avversi frequenti e anche severi a) immediati e noti, come reazioni avverse nella prima settimana: ad es. 1,5% di dolore locale grave [severe, disabilitante] nella fascia 12-15 anni, 3,4% nella fascia 16-21, come risulta dallo studio pubblicato sul NEJM (The New England Journal of Medicine, a pag. 5); b) come pure a 1 evento avverso grave nello 0,6% (pag. 6), cioè 1 ogni 167 vaccinati da 12 a 15 anni, e nell’1,7%, cioè 1 ogni 59 vaccinati da 16 a 25 anni); c) e a possibili eventi avversi a medio e lungo termine ancora non emersi, come è stato per i 1.300 casi di narcolessia in bambini e adolescenti in Europa causati dal vaccino contro l’influenza suina Pandemrix;  6) L’OMS afferma che vaccinare i bambini non è una priorità e che il rientro a scuola deve avvenire a prescindere dalla vaccinazione. Il Robert Koch Institut, che fa capo al Ministero della Salute tedesco, non raccomanda la vaccinazione dei bambini, salvo che in soggetti tra 12 e 17 anni con patologie croniche e in certe condizioni;  7) La suscettibilità all’infezione nei ragazzi sotto i 20 anni è circa la metà rispetto a chi ha più di 20 anni. I bambini non sono determinanti nella diffusione del virus. Non è affatto scontato che vaccinandoli migliori l’immunità di gregge. Vaccini che contrastano l’infezione meno della gravità della malattia possono favorire varianti più virulente: meglio non usarli con chi non ha chiari guadagni diretti vaccinandosi; 8) Se anziani e soggetti fragili sono immunizzati, i rischi di trasmissione derivanti dalla mancata vaccinazione dei bambini sono ridotti al minimo; 9) Questi vaccini riducono ma non interrompono la trasmissione del virus ad altri, sono meno efficaci su alcune varianti già emerse, non è nota l’entità né la durata della protezione; 10) Se il contagio da Sars-CoV-2 avviene da bambini, si svilupperà un’infezione quasi sempre lieve o asintomatica, e l’immunità naturale sembra persistere a lungo. Se l’infezione avviene in età più avanzate via via aumentano le possibilità di un decorso più grave, insieme a possibili effetti indesiderati anche a livello di comunità.

Conclusioni: rialzare la testa

E’ giunta l’ora che la gente comune si svegli dal torpore mentale in cui è stata spinta dal martellante battage terroristico del main stream mediatico nazionale e riprenda le redini della propria vita, delle proprie scelte di cittadina/o consapevole e rilegga, o legga per la prima volta, gli articoli di quella insostituibile Bibbia laica che è la nostra Costituzione. Vogliamo abbandonare i nostri bambini, il futuro del nostro Paese, nelle mani di Big Pharma che ha come unico interesse quello economico di vendere vaccini al mondo intero e accumulare miliardi di dollari sulla pelle dei nostri figli e nipoti?