Sull’oltraggio a Giulio Turcato il PD (Luca Poletti) si rivolge al Prefetto di Lucca

Roba da Terzo Mondo. Prosegue l’incresciosa vicenda della scultura ‘Oceaniche’ maltolta da parte dell’Amministrazione Comunale Del Ghingaro e finita in un campo del deposito comunale.

Non solo l’ingiuria, ma pure la beffa. Delibere di autorizzazione tardive e con false premesse, mancato rispetto delle disposizioni della Soprintendenza alle Belle Arti, motivazioni dello smontaggio senza un pezzo di carta di motivazione, e adesso pure la scomparsa.

Il capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Luca Poletti, si è rivolto al Prefetto per conoscere il destino dell’opera “Le Oceaniche” di Turcato, dopo che non ha trovato risposta alla sua richiesta di conoscere il luogo dove l’opera è stata riposta, dopo essere stata tolta dal deposito comunale. L’8 gennaio scorso Poletti aveva protocollato la richiesta di informazioni e di poter vedere l’opera stessa, esercitando un diritto di ispezione. In data 16 gennaio il segretario comunale ha sollecitato i dirigenti comunali competenti ricordando loro che “i consiglieri hanno diritto di ottenere dagli uffici comunali tutte le notizie e le informazioni in loro possesso per l’espletamento del mandato, ai sensi dell’art. 43 del D. Lgs. n. 267/2000”. Due dei tre dirigenti in indirizzo (Cultura e Territorio, riferisce Poletti) hanno scritto di non conoscere l’ubicazione e, in specifico il dirigente del settore  Cultura, ha affermato di non avere notizie in merito alla vicenda, se non quelle lette sulla stampa. Ad oggi non hanno  risposto  né la dirigente al settore Patrimonio, né il sindaco.

“La vicenda delle “Oceaniche” di Turcato sta assumendo contorni grotteschi e preoccupanti– afferma Poletti- e credo sia necessario un serio chiarimento su tutta la vicenda da parte dell’Amministrazione Comunale”. In gioco, conclude Poletti non c’è solo il diritto di informazione dei cittadini, “ma anche rispetto delle prerogative dei consiglieri comunali eletti dal popolo. Ecco perché mi sono rivolto al Prefetto”.