Ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò
Il primo giorno della settimana, Maria di Magdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti. (Gv 20,1-9)
Risulta difficile per le donne e gli apostoli ricordarsi quello che Gesù aveva loro detto per tre anni: “il Figlio dell’uomo verrà preso, malmenato, crocifisso ma il Terzo Giorno Risorgerà”. Arrivano al sepolcro e prevale la paura che lo abbiano portato via.
Può accadere anche a noi, nonostante abbiamo la fede, preghiamo, partecipiamo all’Eucarestia, che in alcuni momenti ci sentiamo pieni di dubbi. In questi giorni le conseguenze del Covid e la Guerra ci rattristano e ci fanno vivere sentimenti di impotenza e di incertezza. Perché? Perché? Perché? Ci ripetiamo.
Eppure, oggi siamo certi che la Risurrezione di Gesù è un evento che veramente si realizza e cambia le sorti anche di un’umanità, che spesso rimane a Lui lontana e indifferente.
È Pasqua perché l’ingiustizia si trasforma in giustizia, l’egoismo in generosità, il peccato in grazia e la morte definitamente diviene vita senza fine. Come grida San Paolo: “Se Cristo è risorto anche noi risorgeremo”, vogliamo in questi giorni gridarlo anche noi, perché l’umanità che incontriamo, possa tornare a sperare.
È la certezza della Resurrezione che riempie la vita e ci illumina nonostante il tentatore non manchi ci indurci al pessimismo e alla negatività.
IL SIGNORE È VERAMENTE RISORTO. ALLELUIA!
IL SIGNORE VI BENEDICA
(Foto: https://pixabay.com/it/illustrations/grotta-caverna-struttura-argilla-2112698/)

Don Luigi Pellegrini è parroco della Chiesa di Santa Rita, a Viareggio, artefice della Casa Famiglia e del Campo della Casa Famiglia, nel 2008 è stato nominato Cavaliere della Repubblica.
