Viva Viva gli infermieri nostri eroi ma il contratto non si fa

di ALDO BELLI – Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto sanitario è scaduto nel 2018, i “nostri eroi in camice bianco”

In un paese dove la Costituzione è ormai carta unta come quella della pizza, nessuno si stupisce che i lavoratori della Sanità pubblica attendano dal 2018 il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.

I pochi che si stupiscono, come noi, sono rassegnati all’idea di vivere in un paese nel quale il 50% dei diritti dei cittadini viene sistematicamente umiliato dallo Stato e l’altro 50% cerca di arrangiarsi come può sulla pelle dello Stato. Considerata la somma matematica, rimane lo zero: anche se non di un numero intero si tratta poiché almeno un qualche virgola decimale rimane a sentirsi offeso nella propria dignità di lavoratori e di cittadini di una Repubblica.

Il problema è che i decimali non hanno la forza di smontare un sistema, e tuttavia anche questo è parzialmente vero: nel 2019, ad esempio, 28 dipendenti della Asl Roma 3 (sostenuti dalla Uil Fpl) presentarono un ricorso al Tribunale di Roma e il giudice dette ragione al loro diritto di avere pagata la quota di iscrizione all’albo professionale per infermieri e tecnici sanitari in servizio nelle Asl e negli ospedali da parte del Servizio Sanitario Nazionale.

La sentenza, va da sé, si applica ai ricorrenti. Non so dire se le Asl in Italia, vale a dire il Ministero della Sanità, abbia ritenuto di accogliere le motivazioni del giudice estendendole a tutti i lavoratori infermieri e tecnici sanitari d’Italia. Da un rapido giro di telefonate, pare che non sia così. Comunque sia, se invece di 28 in Italia a rivendicare i propri diritti fossero stati 280.000 probabilmente le cose funzionerebbero meglio.

Colpa del Covid, naturalmente. Mentre infuriava l’emergenza della pandemia, il Ministero della Salute aveva altro a cui pensare che al contratto nazionale di lavoro degli infermieri, dei medici e di tutto il comparto sanitario pubblico. Non saprei dire esattamente quanti dirigenti, funzionari, legali addetti alla legislazione, segretari, consulenti, usceri, portaborse, autisti, truccatori per il passaggio in televisione, asciugasudore e traduttori, telefonisti e telefonati, siano in servizio al Ministero della Sanità italiano: l’unica certezza di cui disponiamo è che dal 1 gennaio 2019 tutti quanti – ministeriali e sindacalisti – erano impegnati a distribuire mascherine e banchini con le rotelle anticovid per le scuole. E l’Italia sui terrazzi a battere le mani srotolando striscioni per i nostri eroi in camice bianco.

Dimenticavo. Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro relativo al comparto Sanità Triennio 2016-2018″ sapete quando è stato firmato? Il 21 maggio 2018 alle ore 14.30. Non si tratta di un refuso.

“Battiam battiam le mani, arriva il direttor, battiam battiam le mani, all’uomo di valor, gettiamo tulipani e mazzolin di fior, cantiamo tutti in coro, evviva evviva, ed una coppa d’oro doniamo al direttor”. Festival di Sanremo 1954, cantavano: Carla Boni – Gino Latilla – Quartetto Cetra.