di GREGORIO PARRINI – Lettera aperta sul servizio dei controllori appaltato sui bus in città da Autolinee Toscane.
Riceviamo e pubblichiamo.
di GREGORIO PARRINI
Autolinee Toscane ha in organico alcuni verificatori che svolgono il compito del controllo dei titoli di viaggio a bordo dei bus, compito difficile, a tratti delicato e non sempre senza rischi. Va loro riconosciuto il merito di lavorare in modo equilibrato, ovvero di saper fare le valutazioni, caso per caso, facendo multe solo in quelli di conclamata irregolarità senza motivi che la giustifichino; talvolta, li vediamo anche chiedere l’intervento delle forze dell’ordine nei casi in cui l’evasore crei delle complicazioni in sede di identificazione, necessaria per l’emissione del verbale. Il loro lavoro, svolto un po’ su tutta la rete, permette arginare il fenomeno dilagante dell’evasione andando a colpire i veri evasori, facendo loro passare il corretto messaggio che esiste e deve esistere una forma di controllo.
Da qualche tempo, però, a fianco dei verificatori di AT c’è un esercito di ragazzi dipendenti di una ditta esterna, la Holacheck con sede a Modena, alla quale AT ha esternalizzato parte di questa attività di controllo anche a Pisa. Vorrei porre all’attenzione una certa situazione che solleva più di un dubbio sul nuovo servizio.
Il primo dubbio sorge dal fatto, ovviamente legittimo, che questa società esterna presumibilmente ottenga delle provvigioni sui verbali che i propri verificatori emettono: se questo, però, fosse il motivo principale del numero di multe che risulterebbe incredibilmente aumentato dal loro arrivo, verrebbe da pensare che l’azione dei nuovi controllori non sia tanto mirata alla lotta dell’evasione quanto a “far cassa”. Trattandosi pur sempre di un servizio pubblico, e con un impatto di immagine importante per Pisa considerando la sua vocazione turistica, sarebbe opportuna una risposta da chi di dovere alla lamentela protrattasi nel tempo sulla mancanza della minima tolleranza nei confronti di nessuno che sia trovato a bordo in posizione di irregolarità.
Toni bruschi a quanto pare. Verbali di preferenza a quei passeggeri che non danno loro nessun problema di identificazione e che il più delle volte assicurano la “pagata a bordo”; prediligerebbero i ragazzini e gli anziani, ma il vero “business” (per capirci) girerebbe attorno ai turisti stranieri: è vero che questi controllori sono praticamente sempre sulle linee che dal centro città o dal parcheggio di Via Pietrasantina vanno verso la zona turistica della Torre? E’ scena costante, dicono, vederli a terra in corrispondenza delle fermate con turisti stranieri, e clamoroso è il caso dei Giapponesi con in mano i biglietti non convalidati. Tolleranza zero sul problema della lingua o della non comprensione del procedimento di obliterazione, che non denoterebbe una precisa volontà di evasione. Tolleranza in tanti casi come questi non significa indifferenza, piuttosto un segno con il quale la buona educazione e la civile interazione con il turista straniero, con il biglietto in mano!, contribuiscono anch’essi ad offrire il senso dell’ospitalità.
Di questa situazione si trovano numerose tracce anche su Internet. “Abuso di potere e maleducazione” si legge ad esempio su una pagina di altroconsumo. “I colossi emiliani del trasporto pubblico locale dietro i “sanzionatori” sugli autobus di Rimini” (Rimini2.0 quotidiano on line). “ll ragazzo Down multato, e sembra anche preso in giro, per un biglietto insufficiente sul bus Seta Reggio-Albinea” (reggioreport.it). Ma capita anche di leggere articoli come questo: “Calci alla verificatrice a bordo della navetta, poi scatta il parapiglia con gli studenti alla fermata”(Lucca inDiretta).
Ora, attenendoci alla logica, se l’obiettivo primario del servizio è quello di fare cassa comunque, nasce spontanea la domanda se questo tipo di “tolleranza zero” derivi o meno da un input aziendale proveniente dall’alto: c’è chi dice trincerandosi dietro l’anonimato per ovvie ragioni, che i controllori siano soggetti ad indicazioni operative (pressioni?) per le quali il numero dei verbali non scenda mai sotto una certa soglia, ritenuta dall’azienda essenziale per la copertura dei costi e per generare un profitto. In quanto voci anonime, tali rimangono e però rappresentando un ipotesi possibile meritano comunque un’attenzione.
In conclusione, giacché di un servizio pubblico stiamo parlando, e poiché si tratta di un servizio che impatta con l’efficienza del trasporto urbano e con l’immagine del “Sistema Pubblico” nei confronti degli utenti che poi si chiamano cittadini, turisti e così via, mettiamola così: rispetto a questi dubbi (pur ripetutamente segnalati nelle cronache locali) su metodi, comportamenti e finalità nello svolgimento di questo servizio appaltato, qualcuno che siede nelle alte stanze può dare una risposta pubblicamente anche a Pisa?
E più precisamente: 1) è vero che con l’inserimento dei controllori di Holacheck il numero delle multe è salito in maniera esorbitante? 2) Se questo è vero, significa che la precedente gestione diretta dei controlli era inefficiente e la sua inefficienza ha provocato danni alle casse pubbliche? 3) E’ vero che i turisti stranieri sono particolarmente presi di mira? E infine, 4) è vero che i giovani controllori sono alla fine spinti , di fatto, anche a rimanere coinvolti in situazioni a dir poco pericolose per l’incolumità stessa loro e dei passeggeri, sentendo a rischio il proprio posto di lavoro dovendo raggiungere, sempre e comunque, quello che sarebbe il budget di multe loro assegnato dall’azienda?
Nessuna accusa a priori, dunque. Semplicemente il riepilogo di una storia per come è stata conosciuta e riferita, che merita un chiarimento trasparente. Nell’interesse di tutti.
Come sempre nello stile di TOSCANA TODAY rimaniamo a disposizione di quanti interessati per pubblicare la loro opinione e versione dei fatti contenuti in questo articolo, e di quanti interessati al suo contenuto. (art.8 Legge Repubblica Italiana N. 47/1948).
Considerando la rilevanza pubblica del problema sollevato, al fine della corretta informazione dei nostri lettori, da parte nostra inviamo questo articolo all’assessore alla Mobilità urbana ed extraurbana del Comune di Pisa dottor Massimo Dringoli (email: m.dringoli@comune.pisa.it) che anticipatamente ringraziamo se vorrà darci un riscontro (A.B.)
