CINEMA TIPS. “Wonder”, Julia Roberts e Owen Wilson

Il lungometraggio del 2017 diretto da Stephen Chbosky ha per protagonista un bambino di 10 anni con una malformazione craniofacciale dovuta alla sindrome di Treacher Collins

Nuovo appuntamento con la “Cinema Tips” la rubrica che settimanalmente cerca di tenervi compagnia con un semplice consiglio cinematografico per stimolare la vostra curiosità e il cinefilo che potrebbe essere in voi. Questa settimana diamo spazio a un film statunitense prodotto, però, in maniera indipendente: “Wonder”.

“Wonder” è un lungometraggio del 2017 diretto da Stephen Chbosky che vede come protagonisti due stelle hollywoodiane: Julia Roberts e Owen Wilson. Il protagonista è un bambino di 10 anni con una malformazione craniofacciale dovuta alla sindrome di Treacher Collins. Nonostante gli innumerevoli interventi chirurgici estetici, il suo viso risente della malformazione e ciò gli impedisce di avere una vita normale. Se fino a quel momento i genitori erano riusciti a crescerlo ed educarlo in casa, al momento di entrare alle scuole medie decidono che per lui è giunto il momento maturo per interagire con i coetanei e la società. L’inserimento, tuttavia, risulterà tutt’altro che facile, specialmente a causa dei pregiudizi e delle offese che alcuni bambini gli rivolgono contro.

Un lungometraggio molto delicato su un argomento sempre attuale legato al mondo scolastico, ossia quello del bullismo, ma anche di come sia importante sottolineare che ogni famiglia e qualsiasi membro delle stesse affronta delle battaglie, che superficialmente non conosciamo. Questo significa che gli episodi di bullismo accadono a causa delle problematiche situazioni che sono presenti nelle famiglie e la mancanza di educazione e rispetto verso il prossimo. Per di più esiste un aspetto peggiore, una questione che le scuole si ritrovano ad affrontare quotidianamente e in modo piuttosto duro: i genitori sordi. Cosa intendo dire? Sono quei genitori che non hanno alcuna minima intenzione di ascoltare quali problemi possono avere il proprio figlio, in quanto lo ritengono perfetto, ma soprattutto credono che sia inattaccabile il loro modo di averli educati e cresciuti. Questo provoca episodi disgustosi di bullismo e di mancanza di rispetto, proprio perché dai genitori, che dovrebbero essere l’esempio, arrivano impulsi e modi di porsi sbagliati. E questo è un grave male di questa società che meriterebbe di essere estirpato, ma è una situazione talmente sfaccettata e gigantesca che risulta impossibile estinguerla completamente. È necessario, quindi, non soltanto che le scuole segnalino certi episodi, ma che da parte di tutti ci possa essere sensibilizzazione nei confronti del rispetto verso il prossimo, specialmente per chi, magari, ha qualche difficoltà. E il caso del nostro protagonista è tutto una questione di estetica: il bambino, infatti, è sveglio, intelligente e adeguatamente sensibile. Insomma, perfettamente capace di provare profondi sentimenti che oltrepassano la sua deturpazione. Altro non è che un valore aggiunto di quella scuola e della nostra società. Insomma, il film tratta questo delicato argomento con un taglio sensibile ed efficace. Indubbiamente una pellicola che, a nostro avviso, merita di essere portata nelle aule delle scuole medie e non solo.