di PATRICIA FRAGAPANE (da Mendoza, Argentina). I nostri antenati che fondarono aziende vinicole divenute famose per la qualità dei loro vini.

Gli immigrati italiani che arrivarono nella provincia di Mendoza, in Argentina, tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo furono le forze trainanti dietro la trasformazione della provincia in una potenza vitivinicola.
Prima di questo, nel XVIII secolo, i vini di Mendoza avevano guadagnato fama grazie all’apporto degli Agostiniani e dei Domenicani, ma il grande sviluppo enologico avvenne con l’arrivo degli italiani, più precisamente piemontesi, veneziani e toscani, passarono per Buenos Aires fino a trovare il loro posto ai piedi delle Ande. Molti di loro hanno portato con sé conoscenze, strumenti e vitigni che hanno arricchito la produzione locale. Alcuni dei cognomi più riconoscibili del vino argentino sono di origine italiana, come Giol, Tirasso, Tomba, Toso, Catena, Zuccardi e Bianchi. I vitigni autoctoni cominciarono a confrontarsi con il Barbera d’Asti, il Moscat, la Bonarda, il Refosco e il Lambrusco.
Gli italiani si integrarono nella società di Mendoza e contribuirono con la loro cultura, lingua e gastronomia. Hanno anche contribuito allo sviluppo di altre attività economiche, come l’edilizia, le ferrovie, l’elettricità e l’industria. Inoltre, hanno lasciato il segno nell’architettura, nelle arti e nelle scienze della provincia.
Oggi, Mendoza è una delle regioni più italiane dell’Argentina, con una pletora di discendenti, associazioni ed eventi che celebrano il patrimonio italiano. Il loro contributo alla nostra terra è stato fondamentale per renderla prospera, poiché attraverso la loro capacità, esperienza e conoscenza, hanno arricchito l’attività locale. A queste si aggiunsero altre iniziative, come la creazione di colonie, cooperative, cantine e scuole che promuovessero la crescita e l’innovazione nelle aree appropriate per il loro sviluppo.
La viticoltura era una forma di adattamento e integrazione degli italiani a Mendoza, in quanto permetteva loro di generare reddito, stabilire legami sociali e partecipare alla vita politica e culturale della provincia. Allo stesso tempo, era un modo per esprimere e mantenere la loro identità italiana, attraverso la produzione di vini con caratteristiche proprie, che rispecchiassero la loro origine, la loro tradizione e il loro gusto.
Attualmente, la viticoltura è ancora un’attività molto importante per gli italiani a Mendoza, e anche per la provincia in generale, in quanto è una delle principali fonti di ricchezza, occupazione e prestigio. I discendenti degli immigrati italiani portano avanti l’eredità dei loro antenati e portano la loro passione, creatività e qualità nella produzione di vini riconosciuti a livello nazionale e internazionale.
Mendoza è l’Italia, i suoi immigrati hanno dato il massimo nella terra che li ha accolti e ha permesso loro di incanalare il loro patrimonio di conoscenze introducendo nuove tecniche, varietà e metodi per fare vini di qualità.
Gli immigrati italiani fondarono molte aziende vinicole a Mendoza, alcune delle quali sono molto famose e riconosciute per la qualità dei loro vini. Alcuni esempi: Huarpe Wines, fondata nel 2003 da José Hernández Toso, discendente di Pascual Toso, uno dei pionieri dell’industria vinicola argentina; Bira, un’azienda con un patrimonio culturale italiano e un focus sulla produzione di vini da taglio a base di ‘sangiovese’, una varietà proveniente da vecchi vigneti della Valle dell’Uco; Cantina Bonfanti, fondata da Roberto Bonfanti che seguì le usanze dei suoi genitori e nonni dall’Italia nel 1915.
L’idea è quella di ottenere un’interpretazione “super corretta“, quasi identica a quello che sarebbe un vino toscano, ma made in Mendoza.
Giornalista, corrispondente di TOSCANA TODAY dall’Argentina, vive e lavora a Mendoza, si occupa di benessere e cultura.
