Coronavirus come canzonette, ora basta!

Direi: BASTA! Basta con le trasmissioni televisive che ti aumentano lo stress coronarico del terrore gettandoti in un panico incontrollabile…Basta con le fake news dei social e le notizie ad effetto…bomba… dei media. Basta! Oggi dico basta. Spegnerò la radio e la tv appena sentirò pronunciare la parola “coronavirus”. Al massimo cambierò canale su un film, un documentario di natura/storia o mi metterò sul divano a leggere. Sapete? E’ quell’attività che rilassa i nervi e tranquillizza l’umore perché ti coinvolge emotivamente nel profondo. Oppure, questo è un consiglio per pochi fortunati, farò all’amore con il mio/la mia partner.

Ora che siamo rilassati, parliamo del coronavirus. Cos’è? Una simil-influenza. Ha colpito persone? Sì, assolutamente sì. I contagiati ad oggi (29 febbraio), in Italia, sono 1.128. Ovvero lo 0,0018 per cento su una popolazione di  60 milioni e 480 mila abitanti. Ovvero 1 persona ogni circa 54.000 abitanti (pari alle dimensioni, più o meno, di una città come Pisa). Una cifra da far tremare i polsi…vero?!?! Andiamo avanti. Ha fatto vittime, ha fatto morti? No. Assolutamente NO. Perché le persone morte non sono morte a causa del coronavirus ma “con il coronavirus” il che significa che il virus è andato a sommarsi ad una situazione patologica pregressa e decisamente grave. Quindi: niente allarmismi da prime pagine. Fermiamoci a riflettere. Cos’è questa paura che ci stanno inculcando lentamente, giorno dopo giorno, nel cervello e che ci obbliga a cambiare i nostri stili di vita, le nostre relazioni amicali, familiari, di amore? E’ la paura dell’ignoto, del non conosciuto, è la paura degli uomini primitivi verso la scoperta del fuoco che non conoscevano prima ma che, poi, si rivelò di grande utilità sociale per loro stessi. E’ come il razzismo e la paura del diverso. “Se lo conosci lo eviti”. Sì, siamo sullo stesso piano, se si conosce il coronavirus possiamo evitarlo.

Cosa ha detto il professor Matteo Bassetti nell’audio che ho pubblicato ieri su Toscana Today? Rispettare le norme (basilari) igienico sanitarie (in primis il lavarsi le mani spesso e non portarle a contatto con le mucose di bocca, naso ed occhi) e rafforzare il nostro sistema immunitario. Io sto già provvedendo da tempo. Da anni mi rafforzo il mio sistema immunitario con un vaccino antinfluenzale omeopatico che non ha effetti collaterali come i vaccini chimici e recentemente ho comprato in farmacia un integratore che rafforza il sistema immunitario. Oltre, naturalmente, a lavarmi le mani 20 volte al giorno…si fa per dire…ma comunque spesso. Vivo a Pisa e sto bene. Anche qui ci sono casi di persone costrette alla quarantena. Ok. Loro stanno in quarantena ed io vivo la mia vita senza rinunciare a incontrare i miei amici, a baciarli sulle guance, ad abbracciarli, ad andare al cinema, a teatro, nei ristoranti e nei bar.

Ma qui siamo in Toscana. Gente mezza anarchica che non si fa condizionare la vita dai diktat senza senso e dai video di chi ha incarichi istituzionali e si mette la mascherina storta per far vedere che è ligio al dovere. Ma quale DOVERE? Se è noto, e lo ribadisce il professor Bassetti (vedi mio articolo di ieri) che le mascherine NON SERVONO A NIENTE per chi non è INFETTATO perché hanno fori più grandi della dimensione del coronavirus. Ma chi vogliamo mettere di mezzo? Chi vogliamo imbrogliare? La gente comune, le persone che non sono pratiche di sanità, di problemi sanitari, di emergenze e che non sanno certo distinguere tra un’epidemia ed una pandemia. Comunque queste persone, e tutti noi italiani, saremo anche le stesse persone che pagheranno di tasca propria il prezzo, altissimo, di una catastrofe economica mai vista prima d’ora in Italia.

Un buco netto calcolato da Ref Ricerche tra i 9 ed i 27 miliardi di euro che andranno in fumo non per colpa dei cittadini inermi, ma per colpa di chi, addetto all’informazione, ha preferito cavalcare l’onda dello sciacallaggio mediatico per accaparrarsi l’audience di una sera terrorizzando l’opinione della gente (tra cui anche amministratori pubblici e presidenti di Regione) piuttosto che dare informazioni oggettive ed utili alla comprensione ed alla gestione del fenomeno.

Domanda: chi pagherà? Risposta ovvia: NOI tutti. Con l’aumento delle tasse, con l’aumento delle utenze, con l’aumento dei mutui, con la decurtazione dei salari, con i licenziamenti, con le casse integrazioni, con il dimezzamento dell’orario di lavoro. Se tutto torna, altrimenti, anche peggio. Non viviamo in un paese socialista dove è lo stato che si accolla gli oneri ed i debiti, viviamo in un paese a carattere capitalistico per cui le perdite ricadranno sulle teste di tutti noi. Per cui, un ultimo consiglio. Ribellatevi alla paura indotta ad arte. Tornate a vivere, riappropriatevi dei luoghi di lavoro e di studio. Rivendicate il diritto costituzionale di essere pienamente CITTADINE e CITTADINI! Vivete ed agite! E ribellatevi!