A Cuba la famiglia è la cellula della società

di BEATRICE BARDELLI – Il nuovo Codice riconosce e protegge le famiglie, in qualunque forma, come cellula fondamentale della società.

Cuba riconosce il diritto alla felicità di tutti i suoi cittadini, senza discriminazioni di sesso, età,  abilità fisiche. Nel segno della uguaglianza, pluralità, solidarietà, socioaffettività, nell’interesse superiore di bambini ed adolescenti e nel rispetto delle volontà e dei desideri degli anziani e dei disabili.

Con la vittoria del SI’ al referendum che si è svolto a Cuba il 25 settembre il nuovo “Codice delle famiglie” sostituisce il “Codice della famiglia”, la legge n. 1289 del 14 febbraio 1975, nello spirito dell’art. 81 della Costituzione che sancisce che “Ogni persona ha diritto a formare una famiglia” e che “Lo Stato riconosce e protegge le famiglie, qualunque sia la loro forma di organizzazione, come cellula fondamentale della società e crea le condizioni per garantire che sia favorito integralmente il raggiungimento dei loro fini”.

Il nuovo Codice va a regolare tutte le istituzioni relative alla famiglia: matrimonio, divorzio, relazioni con i figli, l’obbligo di sostentamento,  adozione e tutela. Il matrimonio non sarà più tra “un uomo ed una donna” ma tra “due persone”.

A Cuba i rapporti omosessuali svolti in privato tra adulti consenzienti erano già stati legalizzati nel 1979 ma la proposta di riconoscere il matrimonio tra persone omosessuali, già introdotta nella bozza della Costituzione del 2018, aveva suscitato una tale ondata di rivolte popolari che fu immediatamente ritirata. Oggi, dopo 4 anni e dopo un lavoro capillare di informazione a tutta la popolazione sui diritti LGBT, con la vittoria del referendum diventano legali non solo il matrimonio ma anche le adozioni e la gestazione per altri per le coppie dello stesso sesso. Regolamentate da precise ed inderogabili disposizioni di legge: per loro come per i cittadini eterosessuali. Il trionfo del SI’ è stato definito da Miguel Díaz-Canel Bermúdez, presidente della Repubblica e primo segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista, come “una victoria más de la Revolución”, “un’altra vittoria della Rivoluzione” perché “Fu un voto per Cuba, fu un sì per Cuba, fu un sì per la Rivoluzione”. 

Una grande partecipazione

Dal 16 luglio 2019 quando fu costituito il Gruppo temporaneo di lavoro coordinato dal Ministero della Giustizia e formato da numerosi esperti istituzionali, sono stati elaborati ben 24 testi provvisori l’ultimo dei quali è stato pubblicato sul sito del Ministero di Giustizia per sottoporlo al giudizio dei cittadini e di una commissione formata da deputati, rappresentanti di varie istituzioni, organizzazioni sociali e di massa prima di passare al vaglio del referendum. Un percorso che si è arricchito dei contributi della popolazione cubana nella consulta realizzata tra il 29 settembre ed il 15 ottobre 2021 e la consulta popolare effettuata tra il febbraio e l’aprile 2022 dove hanno partecipato quasi 6 milioni e mezzo di elettori con 336.595 interventi in oltre 79.000 riunioni i cui risultati sono stati resi noti dal Consiglio Elettorale Nazionale il 15 maggio 2022 dove il 61,96% dei partecipanti hanno espresso parere favorevole al testo.

Risultati finali

Un testo che, dicono a Cuba, è impregnato di saggezza popolare e di un alto contenuto umano. Il referendum popolare ha ottenuto il 66.85% di voti favorevoli (3.950.288elettori)contro il 33.15% di NO (1.959.097votanti). Su un corpus aggiornato di 8.457.978 elettori hanno esercitato il diritto di voto il 74.12% dei cittadini (6.269.427), tuttavia i voti validi sono stati 5.909.385 (94.25% dei votanti) con il 3.22% di schede bianche ed il 2.51% di schede nulle. Un risultato che non meraviglia la responsabile politica dell’Ambasciata di Cuba in Italia, Claudia Morgade Donato: “Che ci siano state persone che non hanno condiviso la nostra proposta lo consideriamo non un ostacolo ma una ricchezza. Perché per noi, la diversità è sempre una ricchezza. E’ uno stimolo positivo a lavorare meglio con tutti i nostri cittadini, anche con le comunità cattoliche che sono contrarie alle famiglie omosessuali”.  

Il rispetto della dignità delle persone

E’ l’asse portante del nuovo Codice insieme alla non discriminazione, uguaglianza, solidarietà, ricerca della felicità e rispetto reciproco. Si basa su tre principi fondamentali: 1) pluralità familiare: vengono riconosciuti tutti i tipi di famiglia che già esistono nella realtà cubana; 2) inclusione: per offrire protezione giuridica ai diversi modelli familiari esistenti; 3) affetto: come sostegno base delle relazioni familiari insieme all’amore,  solidarietà e responsabilità dei membri della famiglia che viene rafforzata dal punto di vista emozionale, educativo, formativo ed economico.  

Gli aspetti innovativi

Innanzitutto il nuovo concetto di responsabilità parentale che sostituisce la patria potestà e che sostiene principi come l’uguaglianza di genere, l’obbligo dei genitori di fornire ai figli, elevati a soggetti di diritto, stabilità emotiva e libero sviluppo della propria personalità. In secondo luogo la tutela degli interessi degli anziani e delle persone in situazioni di vulnerabilità per evitare loro l’esclusione sociale e rafforzare il loro ruolo nella trasmissione intergenerazionale delle tradizioni, cultura, educazione, valori ed affetti. In terzo luogo la tutela dei diritti delle persone in situazione di disabilità facilitando la loro integrazione ed il pieno godimento della vita nella società, rispettando il loro diritto di vivere in famiglia ed evitando il loro ricovero quando questo non sia adeguato o desiderato. In quarto luogo l’ampliamento dei diritti degli assistenti familiari per i quali è previsto il diritto alla successione. Cuba si trova tra i primi tre Paesi dell’America Latina con il maggior numero di anziani e rischia di diventarne il capolista. Per questo il Codice delle Famiglie ha voluto riconoscere l’importante ruolo dei cuidadores, di coloro che si prendono cura dei propri genitori anziani concedendo loro di chiedere aiuto, anche economico, ai familiari e in caso di decesso rivendicare il doppio dei beni da ereditare. 

Gestazione solidale (artt. 130-135)

La disposizione dell’art. 130 ne spiega la ragione: favorire il diritto di ogni persona ad avere una famiglia nel rispetto della dignità umana come valore supremo. Non si tratta, tuttavia, del cosiddetto “utero in affitto” che viene concordato tra le parti con un contratto privato che ne fissa regole ed eventuale retribuzione. Il Codice cubano fissa criteri ben precisi a cui non si può derogare.

Può essere concesso soltanto per motivi di solidarietà umana, tra persone unite da vincoli familiari o da vicinanza affettiva ma devono essere esclusi pericoli per la salute delle parti, a beneficio di chi vuole diventare madre o padre ma non possono per motivi medici che rendono impossibile la gestazione o quando si tratta di uomini soli o di coppie di uomini. E’ proibita qualsiasi remunerazione o elargizione benefica salvo la compensazione delle spese dovute per la gravidanza ed il parto.

In tutti i casi è richiesta una autorizzazione giudiziaria. Per ottenerla le parti devono avere 25 anni compiuti, avere tentato altre tecniche di riproduzione assistita ed aver tenuto in conto l’interesse superiore del nascituro secondo le linee guida degli articoli 7, 100 e 102 del Codice delle famiglie. Inoltre, la futura gestante non deve avere fatto altre gestazioni solidali, deve essere pienamente consapevole, in buona salute fisica e psichica per portare a termine senza problemi la gravidanza e non deve dare il proprio ovulo. Senza autorizzazione giudiziaria i centri sanitari non possono procedere al trasferimento degli embrioni nella futura gestante (pratica che deve iniziare al termine di 365 giorni dall’autorizzazione) pena l’esclusione permanente dalla professione medica oltre alla responsabilità penale. Se l’autorizzazione preventiva non viene concessa, la filiazione segue le regole della procreazione naturale.

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