di ALDO BELLI – 49 classi tagliate in tutta la provincia, mancanza di infrastrutture scolastiche, classi ancora collocate nei container.
Per chi ha i capelli bianchi sentire parlare di riforma della scuola è come la novella de’ bisconti.
“La novella de’ bisconti vòi che te la dica o che te la conti?” Se il bambino rispondeva: «Che me la conti” l’adulto ribatteva: “Non si dice che me la conti, ma che me la dica. Allora ricominciamo… “La novella de’ bisconti vòi che te la dica o che te la conti?» E il bambino: “Che me la dica”. E l’altro: Non si dice che me la dica, ma che me la conti». E così via, finché il bambino, stufato si arrendeva (ed ho sempre pensato, considerandolo un gioco scemo piuttosto che divertente).
Dal 1904 quando la legge Orlando prolungò l’obbligo scolastico fino al dodicesimo anno di età, e istituì il “corso popolare” (le classi quinta e sesta dopo la scuola elementare), dopo la stabilizzazione della cosiddetta Riforma Gentile (stiamo parlando dei primi anni Venti e di Mussolini), la scuola in Italia ha avuto lo stesso ritmo della novella de’ bisconti. Una tiritera infinita il cui esito è sotto gli occhi di tutti. O quasi, poiché in verità gli occhi che non vedono sono ancora troppi, vuoi per indifferenza e vuoi per incapacità politica.
Non desta meraviglia, quindi, che in un’epoca dove la pessima gestione della pandemia che ha frantumato anche le ultime energie positive dell’educazione nazionale, ovvero la vita in comune degli studenti e tra studenti e docenti, si legga ciò che si sta consumando nella nobile Lucca. A denunciarlo sono stati un gruppo di genitori, studenti e docenti della provincia.
“Nonostante i 200 miliardi circa stanziati dall’Unione Europea per il PNRR italiano e le gravi criticità evidenziate dalla pandemia, il Governo, il MIUR e gli Uffici Scolastici Regionali e Provinciali sembrano non aver nuovamente chiare le esigenze della comunità scolastica, visto il taglio di 49 classi In Provincia di Lucca rispetto alle richieste delle scuole e l’inaccettabile stato delle infrastrutture scolastiche, considerata la condizione di classi (in alcuni casi intere scuole) ancora collocate nei container”.
Nell’elenco dei disfattisti merita osservare che anche i Provveditori agli Studi (così almeno si chiamavano un tempo) rientrano nel disastro del sistema scolastico italiano, appesantiti di compiti attraverso l’accorpamento di più provincie e contemporaneamente sviliti di compiti, praticamente come Don Abbondio era come un vaso di terracotta costretto a viaggiare con molti vasi di ferro. Tra le giuste lamentele sulle classi affollate e la mancanza di potere di realizzare nuove strutture. Praticamente, figure altamente professionali utilizzate dal governo centrale solo come trincea e pure disarmata; inascoltati dal Ministero e al tempo stesso tenuti inermi in quanto esecutori e sottoposti alla gerarchia del dipendente pubblico.
Le denunce degli ultimi giorni – dice il Coordinamento docenti, Ata, RSU, studenti della Provincia di Lucca, – sono arrivate dagli insegnanti del Liceo Paladini e del Comitato genitori e insegnanti nato alla Scuola Secondaria di·primo grado “Chelini” di San Vito per il possibile taglio di una classe. E’ solo uno degli ultimi casi dopo una lunga serie di denunce e proteste davanti alle scuole di ogni ordine e grado da parte di genitori, studenti e personale scolastico: agli Istituti Comprensivi di Porcari, Camaiore e della Media Valle, al Polo Fermi-Giorgi e al Liceo Barsanti e Matteucci. Per tagli di classi o accorpamenti in pluriclassi previsti dall’UST in risposta alle richieste pervenute dagli Istituti. In alcuni Istituti, in cui non sono state autorizzate le classi richieste dai dirigenti, ci saranno classi anche da 29/30 studenti, oltre 20 con due-tre alunni con grave disabilità, violando la normativa vigente (DPR 81 del 2009), anche in materia di salute e sicurezza. Nelle scuole superiori segnalano i maggiori disagi negli istituti tecnici
e professionali, caratterizzati da una maggior dispersione scolastica.
E i lavori? Costanti i rinvii dei lavori al Paladini-Civitali e al Carrara, che continuano da ormai tre anni a fare lezione nei container o in aule inadeguate, e il recente spostamento nei container anche del Liceo Vallisneri, per finire con gli spazi assolutamente insufficienti e inadeguati al Polo Fermi-Giorgi, che, dopo i cambi di sede del Giorgi dello scorso anno con numerose criticità
incontrate, rischia la rimozione del container dal piazzale del Fermi con ulteriori spostamenti di classi in altre sedi già sature.
Quanto al personale, l’organico Ata assegnato in organico (personale amministrativo, tecnico e ausiliario) è ampiamente inadeguato, un esempio: al Comprensivo Pietrasanta Il sono stati assegnati 15 collaboratori scolastici, a fronte di 9 plessi da gestire.
Classi in container, genitori docenti e studenti che non chiedono la luna nel pozzo. E Lucca purtroppo è l’Italia. E la politica dov’è? Dov’è lo Stato?
(foto: licenza pxhere – https://pxhere.com/it/photo/1111488)
