A Lucca le elezioni con lo spezzatino

di PAOLO PESCUCCI – L’occasione persa di una candidatura espressione dei gruppi e comitati e partiti all’opposizione della giunta Tambellini.

Si va chiarendo il panorama dei candidati che a giugno concorreranno alla carica di sindaco di Lucca.
Si è ormai persa la speranza che i tanti gruppi e liste politiche che avevano animato l’opposizione civica ai 10 anni di giunta Tambellini potessero confluire in un’unica coalizione con un unico candidato sindaco che avesse la possibilità di vincere o comunque andare al ballottaggio. Troppi i personalismi, troppi interessi particolari che si nascondevano dietro quelle disparate sigle. Un’occasione persa, una possibilità in cui tante persone, compreso il sottoscritto avevano creduto e sperato.

Ecco, quindi, che da una parte avremo il candidato Raspini, in continuità con gli anni di Tambellini, per il quale è stato assessore in vari ruoli. Candidato sostenuto da una miriade di liste, secondo quello schema elettorale tipico delle comunali, ove ogni lista porta un gruppo di persone, di interessi. Campagna elettorale già iniziata da gran tempo, grande presenzialismo, sui social, agli eventi, nei giri elettorali.

Dall’altra quel Mario Pardini che perseguendo un obbiettivo che a volte è sembrato impossibile è riuscito a farsi indicare come candidato del centro-destra. Un candidato da conoscere, ma che stando ai primi sondaggi avrebbe già un notevole sostegno, così da rendere difficile l’elezione al primo turno del suo avversario. Probabilmente a quel punto le possibilità che ha di coagulare su di lui tutte le forze di opposizione al decennio Tambelliniano lo renderanno un avversario temibile e con la possibilità di arrivare alla vittoria.

Ma non saranno soli a correre, sicuramente corre il Barsanti di Difendere Lucca che si unisce ad Italexit e potrebbe dare delle sorprese, andando rappresentare l’elettorato di destra e quello della protesta contro vaccini, green-pass, etc.

Poi avremo il M5S con candidato Massimiliano Bindocci, che in questi 5 anni di opposizione è stato uno dei riferimenti politici per gruppi e comitati. Un’attività di opposizione precisa ed attenta che gli è costata anche personalmente, ma che gli viene riconosciuta ed apprezzata.

Le sinistre e gli ambientalisti-animalisti si sono riconosciute nella lista Ambiente e Giustizia sociale
che esprime il candidato Aldo Gottardo, che precedentemente aveva collaborato con la giunta Tambellini staccandosene nel 2021.

Azione ha invece scelto il noto Alberto Veronesi come suo candidato, candidato che parrebbe poter contare anche sull’appoggio di quel Del Ghingaro che per lungo tempo si era pensato potesse candidarsi a Lucca.

Poi abbiamo l’architetto Cecchini espressione di Lista Civile che si è anche collegata al gruppo dell’ex-assessore Marchini anch’esso uscito dalla collaborazione con Tambellini nel 2021.

Poi Colombini che dovrebbe essere il candidato dei gruppi che si erano riconosciuti nelle proteste no-vax, no green pass, etc.

Speriamo di aver finito e che non spunti qualche altro candidato, di qui al 13 maggio ci sono ancora giorni non privi di sorprese, le liste devono raccogliere oltre 200 firme di elettori lucchesi per sostenerle e non è detto ci riescano. In vari casi le segreterie nazionali dei partiti devono ancora dare il loro assenso formale alle candidature ed infine la mole burocratica dei documenti può sempre generare qualche sorpresa.

Comunque, dalla possibilità di avere a Lucca una forte candidatura di opposizione, espressione delle lotte dei gruppi e comitati e partiti che avevano combattuto le storture dell’amministrazione Tambellini, si è arrivati a questo spezzatino politico che un poco delude.

(foto: Paolo Pescucci)