A Lucca sindaco Del Ghingaro, a Viareggio Alberici

di ALDO BELLI – Crisi lucchese, il Partito Democratico e la Bonafé pronti a svendere anche Lucca, dopo Viareggio, a Giorgio Del Ghingaro.

Il Partito Democratico è ormai una società per azioni, per cui è normale che abbia deciso di giocare in Borsa anche a Lucca. Nella finanza Pecunia non olet, il denaro non ha odore, ciò che conta è accrescere potere di acquisto sul mercato. Il pacchetto azionario di maggioranza è attualmente posseduto dagli ex democristiani che hanno tradito i padri democristiani come Giuda nel Giardino dei Getsemani, alleato con un piccolo gruppo di ex socialisti che hanno rinnegato Craxi come Pietro prima del terzo canto del gallo, e infine una minoranza di ex compagni che hanno preferito le merende al sol dell’avvenire. In mezzo a tanta brava gente, ci sono poi i Berluscones, tipo il senatore miliardario Marcucci per rimanere su Lucca, che saltellano dagli uni agli altri secondo la convenienza del momento. E come succede in Borsa, l’azionariato del PD si completa con la diffusa partecipazione azionaria di singoli iscritti e attivisti, dirigenti e amministratori locali, gente per bene e sincera, che pur rappresentando la vera maggioranza, nei fatti non conta niente.

La premessa è d’obbligo per spiegare quanto sta per verificarsi a Lucca in parallelo con Viareggio. Dovrei soffermarmi su cosa significa Lucca, augusta città antecedente la nascita di Gesù. Ma anche su Viareggio, almeno per quanto ha rappresentato nella vita italiana. Non lo faccio per brevità. Ma lo cito per dire che si sta parlando di ciccia e non di coriandoli.

Antefatti. Il sindaco di Viareggio, Giorgio del Ghingaro, lunedì ha licenziato in tronco la vicesindaco PD per sopravvenuta perdita del rapporto fiduciario, sostituendola con il suo portaborse storico Valter Alberigi, ma non ha “rotto” con il PD. Il PD è passato all’opposizione sì, ma “costruttiva”. Del Ghingaro aspira a diventare sindaco di Lucca, dove si voterà tra pochi mesi, ma a Lucca il PD ha già scelto un proprio candidato benedetto da Padre Enrico Letta, tale Francesco Rampini. Il PD toscano (non quello lucchese) è terrorizzato dalla scesa in campo di Del Ghingaro, perché risulterebbe vincente o tale da fare vincere il candidato del centro-destra (della serie, autostima zero).

La legge prevede questo. L’art.52 del Testo Unico degli Enti Locali stabilisce che Il sindaco cessa dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata dalla maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio Comunale, il Consiglio viene sciolto e viene nominato un commissario. L’art.53 stabilisce, però, che in caso di decadenza del sindaco il Consiglio Comunale e la Giunta rimangono in carica fino alla scadenza naturale della legislatura e le funzioni del sindaco sono svolte dal vicesindaco.

Il sindaco di Viareggio, quindi, che fa? Del Ghingaro ha buona esperienza dei meccanismi del PD, e gioca sullo stesso terreno, come del resto fece nel 2015 per diventare sindaco di Viareggio grazie al PD. Il terreno è quello della premessa: il partito dei traditori.

Se faccio cadere la giunta di Viareggio, dice in sostanza GDG (un paio di giannizzeri disponibili a votare la sfiducia non mancano mai in Italia), la responsabilità ricadrà sul Partito Democratico che è andato all’opposizione per una vile questione di poltrone. Uguale: PD sputtanato pubblicamente, e Giorgio vittima della cattiva politica e libero a quel punto di candidarsi sindaco a Lucca essendo stato” disciolto” a Viareggio. GDG offre quindi al PD una via d’uscita: voi mi candidate sindaco a Lucca, io sono costretto a dimettermi per incompatibilità dalla carica di sindaco di Viareggio, e l’Amministrazione prosegue non essendo stato sfiduciato (art.52). Nessun scioglimento del Consiglio Comunale. Alberici sindaco facente funzioni fino al 2024 e il posto di vicesindaco rimasto libero per il PD. Insomma, dice GDG: prendere o lasciare, sono io a tenere in mano il boccino.

Il consiglio di amministrazione del PD di Viareggio poco può fare, se non eseguire gli ordini dei suoi azionisti, nel caso specifico rappresentati dall’amministratore delegato del PD Toscana, onorevole Simona Bonafè. La quale ad oggi non ha ancora fiatato su quanto accaduto con il sindaco da lei imposto a Viareggio nel 2015.

Nel Partito dei Tradimenti, così come nel 2015 fu tradito il candidato sindaco deciso dall’assemblea degli iscritti del PD (Sandro Bonaceto), tradire anche il candidato sindaco scelto dal PD a Lucca (Francesco Raspini) per candidare Del Ghingaro e contemporaneamente tradire gli elettori di Viareggio con un sindaco che loro non hanno eletto (Valter Alberici) per la bella Simona sarà come bere un bicchier d’acqua.

Per GDG la squadra lucchese è già in formazione, in prima linea gli amici del senatore Marcucci. E un posto di assessore già in pista per Francesco Colucci, l’ex segretario del PSI lucchese degli anni d’oro caduto nell’oscurità, e da decenni in attesa di riprendersi la rivincita sul destino cinico e baro.

Pecunia non olet! E per i cittadini rimane sempre buona la famosa vignetta di Altan, quella di Cipputi con l’ombrello nel culo.