Brevi Luoghi mai accaduti
LA CULTURA

A Pisa “Brevi Luoghi Mai Accaduti” e “Cantamaggio”

di BEATRICE BARDELLI – Al Teatro Nuovo di Pisa prosegue la stagione, sabato 15 maggio giornata dedicata alla danza ed al canto.

Sarà dedicata alla danza ed al canto la giornata di sabato, 15 maggio, al Teatro Nuovo di Pisa, dove saranno presentati due spettacoli, alle ore 18.00,  “Brevi Luoghi Mai Accaduti”, una performance originale dell’artista di danza Marianna Miozzo, ed alle ore 19.30 il “Cantamaggio” del Collettivo Folcloristico Montano. Due spettacoli dedicati, ognuno a suo modo, alla scoperta e riscoperta dei luoghi di vita che la gente vive spesso frettolosamente senza rendersi conto ed apprezzare i pieni ed i vuoti, i suoni ed i silenzi degli spazi con cui interagiamo sia fisicamente che emotivamente. Luoghi ricchi di passato e di presente.

“Brevi Luoghi Mai Accaduti”

E’ un progetto performativo nato nel 2017 dalla danzatrice e coreografa Marianna Miozzo. Il progetto è il contenitore di diverse azioni performative realizzate in residenze artistiche che privilegiano la creazione in contesti non teatrali e strettamente legate ad un luogo. “Brevi Luoghi Mai Accaduti” si può definire come un formato che l’artista, motivata dalla ricerca coreografica sulla relazione tra corpo e luogo, applica per stabilire un vincolo con lo spazio/luogo che le viene assegnato o che lei stessa sceglie in accordo con l’organizzazione. Durante un periodo di residenza (5/7 giorni), la performer si immerge nella vita del luogo, abita gli spazi e ne assorbe le qualità e le caratteristiche, e crea un’azione performativa che verrà presentata di fronte a un pubblico e che potrà essere replicata solo nel luogo in cui è stata concepita o in alcuni casi in luoghi di simili caratteristiche. La durata dell’azione e il numero di spettatori a cui è rivolta possono variare a seconda della natura dell’azione e della capienza del luogo prescelto. L’approccio è quello di creare le condizioni affinché la poetica e la danza di ogni performance emerga dal luogo e non da un’idea preconcetta. Il linguaggio performativo dell’artista Marianna Miozzo è caratterizzato da un approccio viscerale con il movimento, una fisicità forte, una spiccata ironia e una innata teatralità. Ad oggi, il progetto si è concretizzato con sei performance in cinque luoghi diversi: un fiume, un mulino a pietra, un parco di castagni, le strade di un vecchio paese e una sala storica del Palazzo Comunale di Modena adibita ai matrimoni. “Brevi Luoghi Mai Accaduti” è un progetto di Drama Teatro, realizzato al Festival Teatri del Cimone di Čajka Teatro 2017 e 2018 e nella rassegna ARTISTI VS VIOLENZA promossa dell’Assessorato alle Pari Opportunità di Modena.

Marianna Miozzo

E’ danzatrice, performer e coreografa diplomata al RCPD di Madrid. È stata selezionata per partecipare a percorsi per giovani coreografi e operatori culturali come “Costruire Cultura 2012” (Progetto Giovani Padova), “Nuove Traiettorie2014” (Anticorpi) e “Ifa2015” (Inteatro). Attualmente sta frequentando la formazione di BMC® in Spagna. Ha lavorato con La Cabra Cia (Argentina/Spagna), Cia Nada Que Ver (Spagna) con Dance Why Project (Italia), La Pochanostra (Messico) e i coreografi Sharon Fridman (Israele/Spagna) e Carmen Werner (Spagna). Dal 2014 ha firmato LITOST – The Otherness (finalista Premio Outlet 2016), “Fisica di un legame”, duetto con la danzatrice Suzanne Foster, “Again”, progetto internazionale in tournée tra Palestina e Italia, “La Vedova”, figura ironica sull’universo femminile e questo “Brevi Luoghi Mai Accaduti”, un progetto di creazione site-specific. Di recente, la ricerca sul campo del site- specific ha portata Marianna Miozzo a collaborare con l’artista visivo Bernardo Vercelli (collettivo Quiet Ensemble) presentando il primo studio di Kinesis, progetto che vede coinvolti 12 cittadini. Parallelamente, Marianna condivide questa pratica attraverso il percorso formativo “Coreografie Di Quartiere”. Inoltre, Marianna ha ideato e curato la realizzazione di Dancewoods Festival, Ugo Festival e Cinedanza Festival. Dal 2014 lavora a Drama Teatro di Modena per la produzione di spettacoli, realizzazione di rassegne e festival e percorsi formativi.

Il “Cantamaggio”

Il “Cantar Maggio” è sinonimo di festa popolare e affonda le radici nelle tradizioni del nostro Appennino Tosco-Emiliano. Questa usanza deriva dalla vita rurale delle comunità della montagna, per le quali la primavera, e in particolare il mese di Maggio, portava speranza di buoni raccolti, di abbondanza e di serenità. Il giorno 15 Maggio alle ore 19:30 il Teatro Nuovo ospiterà questo evento di tradizione e folclore, le Ottave, i canti del lavoro, sociali e di protesta, ma anche d’amore e di rispetto per la civiltà dei Maggi e antichi brani dedicati alla donna.  I brani saranno suonati e cantati dal Collettivo Folcloristico Montano, un gruppo aperto che accoglie tutti coloro che vogliano partecipare con rispetto per la tradizione e il sentimento di ricerca e recupero delle tradizioni musicali autentiche e popolari.  Va aperta una piccola parentesi riguardo a questa filosofia di gruppo professata per primo da uno degli elementi storici del collettivo, Sergio Gargini. «In un mondo in cui prevale la volgarità e si dimenticano le tradizioni – osserva Sergio -, per le nostre radici, (“nel tempo degli dèi falsi e bugiardi”, per dirla con Dante), abbiamo sentito il bisogno di tornare al lavoro anche perché c’è voglia di recuperare una tradizione della montagna e restituirla alla gente».  Alle origini del gruppo “storico”, nel ’73, ci fu un’iniziativa di carattere politico e culturale che riportava in primo piano le persone, i loro problemi, le loro storie drammatiche fatte di fatica e sfruttamento e che i lavoratori e le donne potevano raccontare con l’unico strumento che avevano: la musica, la poesia, il racconto orale. Sergio per mesi percorse la montagna con un registratore e scavò nei ricordi della gente perché non si spezzasse il filo della memoria. A 30 anni dal suo esordio (che avvenne l’8 marzo 1973, in occasione della Festa della Donna) e a quasi 20 dall’ultimo concerto (1984), il «Collettivo» si è ricomposto, con alcuni elementi che facevano parte del nucleo “storico” (Sergio, Anna… e alcuni altri), e tanti ragazzi e ragazze di varia estrazione e professione accomunati dalla passione per il canto popolare.

Biglietti

Per info contattare: [email protected] o il numero +39 3923233535.

I biglietti possono essere acquistati sul sito di Ciaotickets.it, mentre la biglietteria del teatro sarà aperta il martedì dalle 16.30 alle 18.30 e il venerdì dalle 11.30 alle 13.30.