COMMENTI, IL VASO DI PANDORA - di Beatrice Bardelli

A Pisa il 25 Aprile 2021 nel nome di Uliano Martini

di BEATRICE BARDELLI – Un protagonista della Resistenza, amministratore pubblico, artista e docente, per 25 anni presidente ANPI di Pisa.

25 aprile 2021, Festa della Liberazione. “E’ il momento di una nuova Resistenza”. E’ questo l’auspicio, ma anche l’impegno civile e politico con cui Bruno Possenti, coordinatore regionale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e presidente Anpi per la provincia di Pisa dal 2015, ha posto ad incipit del comunicato inviato alla stampa per ricordare questa data storica. “Settantasei anni fa ebbero fine la dittatura fascista e l’occupazione tedesca, l’Italia ritrovò l’unità perduta dopo l’8 settembre del ’43 – si legge –. Iniziò allora il percorso verso Ia Repubblica, la Costituzione, la democrazia. Quest’anno, la Festa della Liberazione è stata dedicata al ricordo di UIiano Martini, protagonista della Resistenza, costruttore e difensore della democrazia, amministratore della cosa pubblica, artista e docente, per 25 anni presidente provinciale dell’ANPI di Pisa.

Un esempio per le nuove generazioni

Un esempio di amore per la pace e per la libertà. Quest’anno celebriamo la Festa della Liberazione in una situazione molto difficile. Abbiamo alle spalle un anno di lutti e di sofferenza. Si intravede l’uscita dal tunnel della pandemia, ma crescono la povertà, le difficoltà economiche, le disuguaglianze. C’è il rischio di una grave crisi occupazionale. Come sempre, nei momenti di disagio c’è chi specula sulle lacerazioni sociali per riportarci indietro. Non possiamo permetterlo. Per uscirne con un’Italia migliore dobbiamo ispirare il nostro impegno ai valori della Costituzione: il lavoro, la dignità della persona, la solidarietà, l’uguaglianza, la pace. Occorre una grande alleanza che unisca le associazioni, i movimenti, i sindacati, i partiti che si riconoscono in questi valori. Una nuova Resistenza”.

Uliano Martini, il partigiano

A Pisa tutti lo ricordano come un uomo “mite, onesto, paziente”, portatore di grandi ideali e valori, umani e politici, grande maestro di vita per i giovani che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e grande pittore. Uliano era di Asciano, una frazione del comune di San Giuliano Terme dove era nato il 7 aprile del 1922. Dopo la maturità al Liceo Scientifico di Pisa, il giovane Uliano volle seguire la sua prima passione, quella artistica, iscrivendosi alla Facoltà di Architettura di Firenze.

Nella patria di Michelangelo ,Uliano visse in diretta lo sfregio dell’occupazione di quella splendida città d’arte da parte delle truppe naziste. La sua reazione fu immediata ed immediata fa la sua decisione di opporsi all’invasione tedesca. Ad Asciano ed a Pisa c’erano altri giovani che la pensavano come lui, tra questi nomi che diventeranno storici come quello di Danilo Pacchini o di Giorgio Vecchiani di qualche anno più giovane, detto “lupo” perché era lungo e magro. Quei giovani si strinsero intorno ad un solo ideale, diventare partigiani sul proprio territorio, i Monti Pisani. Nonostante molti anziani del luogo fossero recalcitranti all’idea di creare una formazione partigiana perché quel terreno, così sassoso ed impervio, non si poteva prestare ad una avventura tanto rischiosa, molti uomini si unirono a quel gruppo di giovani coraggiosi per formare la XXIII Brigata Garibaldi che sarà guidata da Ilio Cecchini, ex tenente dell’esercito di Pisa. 185 partigiani di tutte le età, di cui, gli ultimi due, sono scomparsi lo scorso anno, 2020. Era il giugno del 1944. Ad Uliano Martini fu affidato il comando del distaccamento che agirà sul monte Faeta, poco sopra Asciano. Poche settimane dopo, quella formazione partigiana che opererà sui Monti Pisani fino alla Liberazione, decise di prendere il nome di “Nevilio Casarosa” in onore e memoria di quel coraggioso falegname di Cascina (Pisa) che, diventato Comandante di una formazione GAP, era stato ucciso dai tedeschi il 1° luglio 1944.

Uliano Martini, l’educatore

Dopo la Liberazione Uliano riuscì a realizzare il suo sogno ed a diplomarsi all’Accademia di Belle Arti di Carrara. Da allora portò avanti le sue passioni, sia quelle civili, di insegnante di Storia dell’Arte e di pittore, che quelle dell’impegno politico. Impegnato nel Partito Comunista, Uliano Martini fu prima assessore al Comune di San Giuliano e poi assessore alla Provincia di Pisa occupandosi sempre di Cultura. Da insegnante e da uomo politico perseguì il suo ideale, univoco, quello di trasmettere, attraverso i segni della bellezza nell’arte, altri segni, altrettanto belli ed immortali, quelli scritti nella Carta Costituzionale, nata il 2 giugno del 1946. Una pietra miliare nella storia dell’Italia per Uliano Martini perché quella data suggellava, definitivamente, in quell’opera omnia dei diritti dei cittadini italiani, i valori fondanti di quella Libertà conquistata con la vita di tanti caduti il 25 aprile del 1945. Proprio nel 1945, il primo sindaco eletto democraticamente a Pisa, Italo Bargagna, creerà la sezione pisana dell’Anpi di cui divenne primo presidente. Alla sua morte, avvenuta nel 1970, quel ruolo passò a Uliano Martini che lo onorò per 25 anni, fino alla sua morte avvenuta a Pisa il 1° marzo 1995.


Uliano Martini, ai giovani

Benché malato e sofferente, il 26 novembre 1994 (primo governo Berlusconi, n.d.r.), Uliano Martini, volle essere presente con un proprio intervento alla presentazione del volume “La Resistenza nel Comune di San Giuliano Terme” tenutasi nella Sala Consiliare del Comune.

Fu il suo ultimo discorso in pubblico. Un lungo intervento, rivolto in gran parte alla memoria dei compagni partigiani caduti che commosse tutti: “La fratellanza, che allora ci forgiò nella lotta e nel sacrificio, resta integra dentro di noi” disse, e rivolto ai giovani presenti, nel ricordo della Resistenza vissuta in prima persona, riuscì a trasmettere anche un monito di speranza per un futuro migliore. Vale la pena riportare quelle parole.


“Carissimi giovani, quando noi fummo giovani la bufera della guerra travolse le nostre vite. Il fascismo, dopo vent’anni di dittatura, ci trascinò in una guerra terribile a fianco della Germania nazista e ci gettò nel baratro e nella sconfitta. Fu la Resistenza a salvare di fronte al mondo l’onore dell’Italia che il fascismo aveva infangato. La guerra durò cinque lunghi terribili anni, al termine dei quali tutta l’Europa era a ferro e fuoco. Città e villaggi distrutti, i relitti delle case si ergevano paurosi come spettri ed i morti non si contavano. Oltre 55 milioni di uomini, donne e bambini perirono sui campi di battaglia, le bombe, sepolti sotto le macerie, nell’orrore dei campi di sterminio con le eliminazione in massa nelle camere a gas, nei lager dove erano internati i militari che rifiutarono di tornare in Italia per non servire la Repubblica di Salò. E poi nelle stragi compiute dai nazifascisti, come qui da noi a Molina, come a Binca a Sant’Anna, fino all’immane strage di Marzabotto. Sì, furono anni terribili di distruzione e morte. Ma anche voi, cari giovani, vivete in un mondo difficile con tanti interrogativi per il nostro futuro, in cui è minacciato addirittura anche il sacrosanto diritto a un posto di lavoro. Vivete in un mondo dove ancora la guerra distrugge e uccide e che è segnato da mostruose ingiustizie: da una parte vi sono ricchezze immense, spropositate e sprechi inauditi; dall’altra la miseria più disumana colpisce intere popolazioni e milioni di bambini muoiono ogni anno per fame e malattia.E poi vivete in un’Italia sgovernata, malgovernata, in una situazione degenerata al collasso, paradossale, dove addirittura il Presidente del Consiglio è indagato. Una situazione, quindi, che presenta gravi pericoli. C’è da ricostruire questa nostra Italia, da ricostruire la sua identità, la sua anima, il suo volto che discendono solo dai valori4permanenti della Resistenza e della Costituzione, unica base per un suo vero, profondo, irresistibile rinnovamento umano, culturale, politico e morale. C’è quindi tanto da fare per l’Italia e per il mondo, ed è necessario che ciascuno si appresti a fare la sua parte. Sono di buon auspicio le belle e pacifiche manifestazioni di tanti studenti in molte città d’Italia e le grandi manifestazioni di
lavoratori e lavoratrici, giovani, di disoccupati e pensionati. Sono di buon auspicio i recenti risultati elettorali, che indicano una volontà ed un anelito di cambiamento”.

Uliano Martini, oggi.

A lui è intitolata la Biblioteca Comunale del Comune di San Giuliano ed a Pisa, a 20 anni dalla morte, gli è stato intitolato Largo Uliano Martini, di fianco all’ex Palazzo della Provincia dove svolse per anni il ruolo di assessore. Un suo grande quadro sui partigiani campeggia tutt’oggi nella Sala consiliare del Comune di San Giuliano e nella Biblioteca di Pisa sono raccolti i suoi dipinti sulla Resistenza.

Non sono molte, tuttavia, le persone che conoscono le sue opere di grande pittore. Uomo schivo per natura, Uliano non amava esporsi in pubblico. Solo dopo la sua morte, gli estimatori e gli amici hanno voluto ricordarlo con alcune retrospettive organizzate anche dalla Provincia e dal Comune di Pisa (1997) e dal Centro Arte Moderna di Pisa nel ventennale della morte. Attualmente sono in corso i preparativi per una sua prossima mostra con data ancora da definire. Per commemorare Uliano Martini, durante la Festa della Liberazione, verrà consegnata una pergamena al figlio Alberto, medico (la figlia Beatrice non potrà essere presente, n.d.r.) e sarà rivolto un pensiero commosso alla moglie, Mila Antonini, scomparsa pochi giorni fa.

A Pisa il 25 aprile

La giornata si apre alle 9.15 con l’iniziativa istituzionale, in Comune, prima con la deposizione delle corone, sia del Comune che dell’Anpi, alle lapidi poste sotto i loggiati, subito dopo con gli interventi delle autorità e del Presidente ANPI, Bruno Possenti, nella sala consiliare che verranno trasmessi in diretta sulla pagina Facebook del Comune. Seguirà, alle 11.30, la deposizione della corona ANPI ai Martiri della Resistenza, nella omonima piazza. Nel pomeriggio, aderendo alla Campagna Nazionale dell’ANPI “ Le strade della Liberazione”, a partire dalle 16, verranno deposti fiori rossi sulle insegne o presso le lapidi delle strade intestate a personaggi dell’antifascismo. A Pisa ne sono state individuate 5 nel Centro storico, 10 a Porta a Lucca, 7 in Gagno, 5 a Cisanello, 6 in San Biagio ed altre ad Oratoio oltre che nel Cimitero suburbano.