A TAVOLA APPARECCHIATA – Frutta di primavera: le nespole

Frutto di pianta in tutto e per tutto, non una bacca o altra produzione della pianta. La più diffusa in Europa è la variante giapponese

La nespola è il frutto, come segnalano le enciclopedie online tra cui Wikipedia e Treccani interpellate a riguardo, dell’albero da cui trae il suo nome: il nespolo. Si può considerare un frutto primaverile perché la sua variante più conosciuta, la nespola giapponese, viene raccolta nei mesi primaverili. Mentre invece la variante germanica, che produce delle nespole diverse sia nel colore che nella forma, viene raccolta in autunno. La nespola, anche in Europa pur se da un paio di secoli, più conosciuta è quella gialla sporca, che è la variante giapponese. Ed è proprio di quella di cui qui parleremo.

Fossi in voi non proverei a mangiare una nespola appena raccolta. Perché le nespole, come le sorbe, hanno bisogno di maturazione fuori dalla pianta, per far si che le sostanze nel frutto si trasformino e rendano la polpa gialla mangiabile o per lo meno lavorabile per ricette e preparati. Il frutto ha bisogno di un posto asciutto e ventilato per maturare, che altro è che uno spappolamento naturale della sua polpa da cui, come segnala Treccani alla voce “nespola”, salta fuori un proverbio molto particolare: col tempo e con la paglia si maturano le nespole. A significare che ci vuole tempo e il giusto ambiente per far maturare il frutto. Alla pari: nelle cose e nella vita, il tempo e il giusto assetto possono portare un risultato.

La sua pianta madre è una pianta molto resistente al freddo. Proprio per questo i climi più freddi anche europei permettono la vita di questa pianta, a differenza di altre piante da frutto che necessitano del caldo o di un clima più temperato.

Non ci sono molte ricette in particolare su cui fare affidamento anche scavando sulla pagina di Youtube che qui vi segnalo: https://www.youtube.com/results?search_query=ricette+nespole. La nespola è un frutto da cui fare, come la maggior parte della frutta, marmellata e liquori. Non per questo si può non apprezzarlo come sotto un certo aspetto ha fatto lo scrittore Giovanni Verga, che nel suo libro “I Malavoglia” da al nespolo il nome di una casa.

Oggigiorno si apprezzano molto di più altri frutti più pubblicizzati dai programmi di cucina, come le mele e altri frutti stagionali. Nel passato anche le nespole avevano un valore, perché facevano parte di un ciclo naturale contadino su cui gli uomini facevano più affidamento per il proprio lavoro e per la propria sopravvivenza. Rispetto ad oggi che la frutta la vai a cercare nel supermercato e non dal contadino che la produce. Con tanti correlati culturali tra cui anche lo spreco e la trasformazione delle colture, relegando determinati frutti a coltivazioni casalinghe o semplicemente ornamentali.

(Foto: https://pixabay.com/it/photos/nespolo-frutta-giallo-natura-3424956/)