A Viareggio è finita la dittatura delghingariana

di DAVIDE SGUINCIO – Si è svolto in questi giorni l’ultimo Consiglio Comunale di Viareggio con la presenza del sindaco Giorgio Del Ghingaro paladino del civismo.

Molti nostri cittadini ne saranno contenti e non si sentiranno orfani, a parte i suoi luogotenenti e quelli che lo hanno incensato e leccato per gli 11 anni in cui ha governato. Quelli, insomma, che gli hanno sempre ubbidito da bravi soldatini ottenendo così di stare aggrappati alle poltrone (e anche quelli, in verità, che dopo avere ubbidito per anni a u certo punto hanno disubbidito credendosi ormai grandi per camminare da soli, qualcuno direbbe: i traditori).

Del Ghingaro si è sempre vantato di non avere il sostegno dei partiti: non è proprio così, visto che alle ultime elezioni senza l’apporto dei voti del PD non avrebbe vinto al primo turno. È vero che poi i piddini sono usciti dalla maggioranza, però i loro voti sono stati determinanti per fargli ottenere la maggioranza del 50% + 1 dei voti validi necessari per la sua elezione.

I suoi figliocci hanno appreso la lezione, ossia quella di rinnegare i partiti politici ma di utilizzarli per raggiungere gli obiettivi. “Il fine giustifica i mezzi” sosteneva il Machiavelli nel Principe e i nostri civici l’hanno capito benissimo. Infatti, per raggiungere il loro scopo, sono passati dai voti della sinistra delle ultime elezioni a quelli della destra nelle prossime. Naturalmente, per cercare di salvare la faccia, hanno fatto la manovra più ipocrita che si potesse immaginare, ossia, presentano Fratelli d’Italia Lega e Forza Italia in una lista (sigh!) civica, senza simboli dei partiti di appartenenza. … Non so se devono vergognarsi più i rappresentanti del civismo o i “politucoli” di destra che hanno accettato questa subdola manovra.

Il sindaco uscente si è comportato da Principe dittatore. Infatti, è andato contro a tutti gli ideali del civismo che predicava.

I partiti sono superati perché rappresentano il vecchio nel peggiore dei modi: verticismo, non sono democratici, gli interessi personali prevalgono su quelli collettivi, sono famiglie di potentati che non premiano la meritocrazia ma il nepotismo più becero e così sia.

Ma le critiche più grandi sono sempre state quelle di mancanza di trasparenza e di confronto con i cittadini. Mentre le liste civiche favoriscono il confronto e la partecipazione delle comunità alla vita pubblica perché sono state create e formate dagli elettori che vogliono essere rappresentanti di se stessi e non si riconoscono più nelle ideologie e nella disciplina dei partiti.

Mi farebbe piacere sapere quanti cittadini hanno incontrato il sindaco in questi 11 anni e a quante assemblee pubbliche il buon Giorgino ha partecipato. Per non dire a quali istanze popolari ha dato seguito. Credo che la risposta la conoscano tutti: a nessuna. Alla faccia della chiarezza, della partecipazione ecc.

Il Principe, d’altra parte, non deve dare conto a nessuno di ciò che fa perché non si mette mai in discussione con nessuno e se qualcuno critica lo banna perché non ha tempo da perdere, lui deve fare. Nessuno sa cosa o se qualcuno lo sapesse preferirebbe non saperlo.

Non mi mancherà l’ex sindaco e nemmeno il suo civismo. Di dittatori, perché questo è stato, spero di non vederne più (anche di politici ipocriti, ma questo probabilmente è più difficile con l’aria che tira non solo a Viareggio). Come dire: abbiamo già dato.