CAMPO DI MARTE - Editoriale di Aldo Belli, OPINIONI

A Viareggio il 5G sotto casa finisce in Procura

di ALDO BELLI – Quando in democrazia la maggioranza si trasforma in privilegio della forza, non c’è più distinzione tra sindaco e podestà.

La situazione di sicurezza ambientale nel centro città di Viareggio ha subìto in questi giorni un’accelerazione. Il ricorso alla Procura della Repubblica di Lucca suona come l’ultimo gesto disperato di un gruppo di cittadini di fronte al silenzio perdurante di chi dovrebbe considerare i cittadini meritevoli, sempre, di una risposta, fosse solo per il fatto di rappresentare coloro che gli pagano ogni mese lo stipendio. Non si tratta di populismo né di retorica demagogica, ma di un ennesimo esempio del declino della democrazia nel nostro paese: l’astensionismo dal voto anche nell’ultima tornata elettorale amministrativa, del resto, cos’è se non il segno più acido e amaro del rifiuto di una parte larga di cittadini che non si sentono rappresentati dal sistema di governo delle città? Quando i cittadini per ricevere delle risposte ai problemi pubblici sono costretti a ricorrere alla magistratura, significa che la democrazia è in coma. La democrazia si fonda sul consenso e sul confronto, non sull’esasperazione. E ciò che rende il quadro allarmante, nel caso specifico di Viareggio, è che si tratta di un sindaco e di un’amministrazione comunale non solo di sinistra ma anche rieletta con una maggioranza schiacciante di voti. In democrazia governa la maggioranza, ma quando la maggioranza si trasforma dal rispetto della fiducia dei cittadini in un privilegio di disprezzo in virtù della forza del consenso nei confronti dei cittadini, allora non c’è più distinzione tra un sindaco e un podestà, tra la democrazia e una dittatura. Anche quando la dittatura si basa sul consenso della maggioranza, tale rimane. La storia insegna.


La lettera dei cittadini alle Autorità Comunali

ALL’ASSESSORE ALL’AMBIENTE – AL PRESIDENTE DELLA COMISSIONE AMBIENTE – AI COMPONENTI DEL CONSIGLIO COMUNALE – AL SEGRETARIO COMUNALE – AL COMANDANTE DI POLIZIA MUNICIPALE

Oggetto: Richiesta di incontro per chiarimenti.

E’ appena il caso di ricordare che il Consiglio Comunale ha approvato in data6/06/2018 il Piano della Telefonia Mobile. Dove per il sito di via Matteotti e Via Burlamacchi di proprietà delle RFI è previsto: 1) lo spostamento della centrle3 elettrica della sotto-stazione RFI; 2- la delocalizzazione dell’antenna della Vodafone e 3- la bonifica dell’area inquinata da elettrosmog. Ricordiamo inoltre che il 16 dicembre 2018 in Consiglio Comunale per il Piano della Telefonia mobile, il sindaco Del Ghingaro ha dichiarato, “Che l’area in questione è fortemente inquinata”.

Ad oggi non ostante le nostre ripetute richieste e denunce sono rimaste inevase e non è cambiato niente. Stamani 13 ottobre come Comitato Via Matteotti, abbiamo rilevato che sul sito, ci sono gli operatori della Vodafone, sentiti gli stessi, ci hanno detto che stanno potenziando l’antenna.

Domanda: Chiediamo a tutti i consiglieri comunali, come è possibile approvare un piano e poi non rispettarlo? Infine facciamo presente che il sindaco Del Ghingaro sarebbe, il garante della salute e sicurezza dei cittadini.

Firmato: Rete Ambientale della Versilia – Comitato Via Matteotti – Comitato Marco Polo – Comitato Pedona ambiente e salute.

L‘esposto alla Procura della Repubblica di Lucca

(foto: allegate al Comunicato – In alto: via Matteotti 13.10.2021 lato mare ore 12:30; in basso: via Matteotti 13.10.2021 lato monti ore 17:30).