L’avevo scritto che Giorgio Del Ghingaro sarebbe sopravvissuto al veleno dei traditori. Il Consiglio Comunale di ieri ha confermato l’esistenza di una maggioranza. GDG, dunque, rimane sindaco di Viareggio: del resto, è ciò che avevano voluto i cittadini elettori che per due volte consecutive hanno messo una croce sul suo simbolo nella cabina elettorale.
Il “premierato” applicato alle Regioni e ai Comuni è anche questo: il popolo (avremmo detto una volta) sceglie la persona dalla quale vuole essere amministrata, e i partiti sono solo il treno per arrivare in stazione (il commissario prefettizio rappresenta la negazione della volontà popolare, piaccia o meno).
Se così è (e mi pare molto difficile dimnostrare il contrario), un sindaco “civico” non può essere, per definizione, di destra, sinistra o centro: è semplicemente un sindaco eletto dalla maggioranza (poca o grande che sia – ma questo è un altro tema) dei cittadini: sulla base della sua faccia, del suo programma, e dei suoi metodi di amministrare. Ne consegue l’inconsistenza delle grida sollevate poiché il sindaco di Viareggio rimane in carica grazie al voto di Fratelli d’Italia e della Lega del generale Vannacci: riprova, che i membri della Giunta Comunale sono stati nominati dal sindaco e che nessuno di loro partecipa all’amministrazione comunale per mandato di Fratelli d’Italia o di Vannacci.
Il civismo delghingariano, dunque, presenta molte sfaccettature e contraddizioni, ma su questo piano introduce nel panorama politico italiano una novità sulla quale si dovrebbe riflettere: non esiste paragone di un sindaco eletto in nome del “civismo” che sfugge completamente alla logica delle appartenenze politiche.
Quanto sia il peso politico del civismo delghingariano è dimostrato dalla sua visione personalistica e al tempo stesso oltre: di oggi è la notizia che “Nasce Area Civica Viareggio: un progetto che da forma e voce a un civismo maturo, responsabile e di governo. Non è un partito, non è una sigla in competizione con altre: è uno spazio politico comune, aperto e plurale, che mette al centro la città e il suo futuro. Area Civica riunisce esperienze civiche diverse, autonome e riconoscibili, che in questi anni hanno contribuito in modo determinante al governo e allo sviluppo di Viareggio” si legge nel comunicato. Lista Blu Del Ghingaro, Progetto per Viareggio, Viareggio Democratica, Viareggio Vale, Viareggio Solidale e Per Viareggio e Torre del Lago Puccini. Sei liste civiche.
Giorgio Del Ghingaro, dunque, non considera più l’esperimento viareggino solo come il suo trampolino di lancio verso mete stellari (sindaco di Lucca, la Regione, il Parlamento nazionale, l’Europa?), ma la radice dalla quale espandere (iniziando dalla Toscana) un nuovo modello di governo delle città.
Che Del Ghingaro riesca o meno in questa ambizione lo vedremo. Intanto, è certo che alle prossime elezioni comunali, né a destra né a sinistra potranno raggiungere la maggioranza necessaria per eleggere il sindaco (non mi pare che nessuno dei puledri o dei vecchi ronzini in corsa sia all’altezza di vincere al primo turno) senza i voti di Giorgio Del Ghingaro.
(P.S.: senza considerare che il Principe potrebbe avere un asso nella manica che potrebbe accucciare tutti alle prossime elezioni comunali)
(foto: pagina Facebook di Giorgio Del Ghingaro)
