Fortestomaco_Il PD a Viareggio non ha neppure una sede in città

A Viareggiograd il PD cerca casa

di FORTESTOMACO – Il Piddì si riunisce nella clandestinità, si candida a governare la Casa Comune e non tiene neppure una sede in città.


di Fortestomaco

Ottobre di un anno che non sappiamo, su una panchina di Piazza del Popolo a Viareggiograd si incontrano due anziani combattenti, Giovanni Leninino e Carletto Marxino.

Giovanni Leninino – Vorrei andare ad iscrivermi al Piddì di Viareggiograd… Già! Ma dov’è la sede?

Carletto Marxino – All’Uncino di Columbus, oppure ai Calmufati e Maestri d’Accetta ma sono variabili, non li trovi sempre, solo in rare occasioni… Sai, c’è ancora bisogno di coperture, sono ancora un po’ clandestini… Il Piddì sta cercando casa! Era moroso e i proprietari pur con dispiacere gli hanno dato lo sfratto!

Giovanni Leninino – Ma chi sono i dirigenti, le figure più significative che lo rappresentano in città?

Carletto Marxino – Ma come non lo sai? Sono famosi, sulla bocca di tutti! Filosofo Ciucco fu eletto alla fine del commissariamento del Partito… Sì sì! il Commissario, quello deciso dal Comitato Centrale che oggi fa il parlamentare alla Duma, il Sirmianciuk. Sostituì il primo commissario lo Sfranco perché era entrato a far parte dei collaboratori del sindaco Del Gangheroff I di Sassonia detto anche il Conquistatore. Ma veramente non lo sai? che Filosofo Ciucco è anche consigliere comunale tra quei tre che avevano votato e sostenuto l’attuale Sindaco tessendone le lodi e votando in Consiglio Comunale programmi e scelte amministrative per due anni e passa. Poi c’è il Broccoloski il segretario della Federazione vandeana; quello sì che è insostituibile. Era lì con già con Mattia Renzovich e poi con Zinogarettiov , poi con Lettosky e dopo con la Schleniatova

Giovanni Leninino:– Allora è bravo, davvero insostituibile.

Carletto Marxino – Purtroppo, però, lo potremmo perdere: è candidato alle prossime regionali, il Piddì ha bisogno di uomini forti alla Duma Toscana!

Giovanni Leninino – Un vero peccato. Come farà il Piddì a riaversi?

Carletto Marxino – Non ti preoccupare: c’hanno la Matrioska,, quella che era in Levaya Ecologiya i Svoboda e consigliera provinciale … Però fu folgorata sulla strada di Damasco come il Magnagallich che era consigliere comunale quando Levaya Ecologiya i Svoboda decise di togliere la fiducia al Bettinosky il sindaco del Piddì di allora.

Giovanni Leninino – E fecero proprio bene, perdio! Era un rinnegato come Kautsky. La dirigente di Levaya Ecologiya i Svoboda, invece, come approdò al Piddì?

Carletto Marxino – Fu davvero un grande e inatteso regalo, come la sorpresa nell’ovo di Pasqua! La Matrioska prima prestò la sua opera intellettuale e il suo incommensurabile ingegno al grande Baccellorosky, che aveva notato le sue capacità quand’era presidente della Provincia e poi fu chiamata, sempre per le ottime qualità politiche e intellettuali al gruppo consiliare del Piddì alla Duma in Regione… Ma il suo contributo preziosissimo era un po’ dietro alle quinte delle vicende regionali. Poi, come Napoleone, rientrò in patria dopo che, come componente della segreteria regionale del Piddì, diede l’ok al commissariamento del Partito di Viareggiograd. Coerenza fino in fondo: al Piddì di allora c’era infatti come coordinatore proprio quel Bettinosky sfiduciato anni prima da Levaya Ecologiya i Svoboda.

Giovanni Leninino – E poi che successe ?

Carletto Marxino – Dopo il suo rientro, tra Sfranco (il commissario che lasciava) e Sirmianchuk (quello che lo sostituiva) fu l’apoteosi: Tesi di Aprile e incarico in giunta come vicesindaca. Quel birbone di Del Gangheroff I il Conquistatore ebbe finalmente pane per i suoi denti! La Matrioska portò idee alternative, un vero e proprio fiume in piena, si oppose coraggiosamente alle mire personalistiche e ai programmi farlocchi del Sindaco, fino al suo licenziamento. Ma ora la riavremo e come Sindaca! Sonni tranquilli per Viareggiograd, a cui il sole non tramonterà mai come quello di Carlo Quinto.

Giovanni Leninino – Scusa un attimo. Ma il Delgangheroff I come c’era finito dalla Sassonia a Viareggiograd?

Carletto Marxino – La Duma cercava uno straniero per confondere le acque, si presentava bene, così i Tovarish gli dettero il lasciapassare all’uscita dell’autostrada pensando di fargli poi il lavaggio del cervello alla Torre Matildelubjanka, e invece… Il lavaggio gliel’ha fatto lui sì, lasciandoli tutti in mutante. Ma è una storia lunga, poi un giorno te la racconto con calma.

Giovanni Leninino – Vabbè. Allora, Carletto, io vado al Piddì. E come faccio per iscrivermi?

Carletto Marxino – Dobbiamo attendere qualche giorno che il Piddì abbia trovato una sede… Stanno facendo una sottoscrizione e le masse popolari stanno accorrendo a migliaia e verseranno il loro contributo…

Giovanni Leninino – La rinascita del proletariato!

Carletto Marxino – Sì, però per iscriverti devi avere un compagno o una compagna che ti presenta! Sai, a quelli rinnegati non danno la tessera, sono rigorosi e non tollerano oppositori prezzolati. Sono veri bolscevichi: cioè… insomma, una minoranza che però diventerà maggioranza perché rappresenta il proletariato, operai contadini, il popolo di Viareggiograd. Stanno guidando la riscossa: la bandiera rossa non c’è più, ma la fiaccola rivoluzionaria è accesa nei cuori come i lumini sulle tombe al cimitero. Altro che Buckharin , Trotskij, Zinov’ev, Kamenev! Qua c’è la mente e lo spirito rivoluzionario puro.

Giovanni Leninino – E, quindi: che devo fare?

Carletto Marxino – Parla col Magnagallich e fatti presentare, e poi segui gli annunci sul giornale, quelli del cerco casa: come vedi la scritta venduta al Piddì puoi metterti in moto!

Giovanni Leninino – Avanti o popolo alla riscossa! – iniziò allora a cantare – Avanti popolo alla riscossa / con il Pd al Delgangheroff romperemo le ossa.

Carletto Marxino – Gli uomini del Piddì sono rivoluzionari di professione, aborrono incarichi e poltrone per loro, non hanno ambizioni… Tranne una: gli interessi della classe operaia e del popolo! E poi sono comunisti e democratici al tempo stesso, gestiscono il partito come si fa in clandestinità, con il pugno di ferro: lotta all’estremismo infantile e ai prezzolati controrivoluzionari. Come tattica hanno il Cantiere: ma proprio per prendere per il naso il gruppo menscevico; e come strategia: il Sol dell’Avvenir. Giovanni, guardati intorno: a Viareggiograd la rivoluzione e alle porte!