A22 Autostrada del Brennero arriva la terza corsia

di GIOVANNI VILLANI – Il tanto agognato raddoppio dell’autostrada che collega la A1 al confine di Stato, il tratto Modena-Verona.

Non sembra più un sogno, la terza corsia sulla Autobrennero A 22, il tanto agognato raddoppio di quella fondamentale autostrada che collega la A 1 al confine di Stato. Il tratto Modena-Verona sembra quello più fattibile, alla portata del progetto, in tempi abbastanza brevi, perché in larghissima parte dispone al centro della doppia carreggiata, una zona a prato, ideata con il preciso proposito di un possibile futuro allargamento.

La società Autobrennero ha presentato al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, proprio in questi giorni, il consistente e dettagliato piano di interventi che inizieranno quando sarà rinnovata la concessione per i prossimi 50 anni, dal momento che dal 2014 la società sta ancora operando in regime di proroga. Una condizione di provvisorietà che attualmente non le consente di avviare importanti progetti, alcuni da anni ancora in lista di attesa.

La risposta dal Ministero è attesa di giorno in giorno (la domanda è stata inviata ancora nel maggio scorso) e per Natale si dovrebbe ottenere un primo consenso per il via alla fattibilità dei lavori. Il piano degli stessi prevede un investimento di complessivi 7,2 miliardi di euro, il più consistente presentato in Europa. Il versante veronese dovrebbe assorbirne per 1,2 miliardi, comprendendo anche l’adeguamento del casello di Nogarole Rocca. “Ci stiamo avviando ad una fase storica per la nostra autostrada – ha commentato l’ad della società Diego Cattoni – che è pronta a trasformare l’asse tra Modena e il Brennero nel primo corridoio green d’Europa con un piano di investimenti interamente autofinanziato, non appena il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti avrà sciolto il nodo della concessione”.

La società investirà in digitalizzazione e mobilità verde. L’asse del Brennero è fondamentale per il sistema produttivo europeo, che significa anche trasporti via rotaia. Infatti con le società collegate, Rall Traction Company, Lokomotion, In Rail, Autobrennero sta costruendo il secondo gruppo italiano del comparto imprese ferroviarie merci. “Quindi il tutto – ha soggiunto Cattoni – significa intermodalità, che per il veronese passa poi dallo sviluppo strategico dell’interporto di Isola della Scala”.

Subito dopo il via al mega progetto, si aprirà la procedura di gara per assegnare la concessione su cui Autobrennero, essendo la proponente, avrà il diritto di prelazione.

Nel piano sono previsti per Verona nuovi caselli autostradali per Vigasio e per l’aeroporto Catullo, oltre l’ampliamento di quello di Nogarole Rocca. Saranno rifatti 13 sovrappassi e nuovi parcheggi a Brentino Bellunese e Affi, nonché il rifacimento di 6 aree di servizio, mentre 150 milioni sono destinati all’interporto di Isola della Scala.

Il direttore tecnico dell’A22 Carlo Costa ha inoltre dettagliato gli interventi inserito nella finanza di progetto per i due caselli da costruire ex novo (aeroporto Catullo e Vigasio). Per il primo ha spiegato trattarsi di una realizzazione all’avanguardia in Europa. “Sarà dotata di 11 piste, quattro in entrata e sette in uscita, in collegamento con la viabilità esistente. Porterà direttamente dalle corsie della Brennero ai parcheggi dell’aereoporto. Mentre il casello di Vigasio sarà dotato di sette piste (tre in entrata e quattro in uscita). Anche di questa opera si parla da anni, dalla progettazione del district park, diventando un tema caldo da quando Intel, la multinazionale statunitense, leader nella fabbricazione di microchip e semiconduttori, ha annunciato di voler aprire nel Nord Italia un grande sito di assemblaggio e confezionamento di microchip. Candidate, il Veneto e il Piemonte. Per il Veneto il presidente della Regione, Luca Zaia, ha puntato proprio su Vigasio.  

Il casello assicurerebbe un punto in più e un collegamento diretto tra Vigasio con la direttrice che porta al valico del Brennero e quindi agli stabilimenti produttivi che il colosso dei microchip a stelle e strisce ha già deciso di insediare in Germania. La società Autobrennero è partecipata per l’85% da enti pubblici, fra cui Comune, Provincia e Camera di Commercio di Verona e per il 15% da privati. (Giovanni Villani)

(foto: Autobrennero Spa – Comunicato stampa- foto di archivio)