ATTUALITA', COMMENTI E CULTURA, CULTURA E ATTUALITA' - di Celestino Pio Casula, LA CULTURA

Ahi serva Italia, di dolore ostello

di CELESTINO PIO CASULA – “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!”.

Un pensiero retroattivo. Avevo preparato questo articolo il 26 gennaio, poi è rimasto sulla mia scrivania. Oggi mi è caduto l’occhio sul figlio, ho trovato interessante proporlo per la pubblicazione anche con qualche giorno di ritardo.

26 gennaio 2021. Oggi dopo lunga malattia il governo a guida Conte si è fermato. Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha rassegnato le sue dimissioni nelle mani del Presidente Mattarella. Domani pomeriggio inizierà la liturgia delle consultazioni, non tanto per un obbligo di legge, ma per prassi consolidata Se non sapessi che si parla di politica sembrerebbe quasi di parlare di X Factor. Solo che in quella trasmissione, in teoria, si cercano talenti musicali: qui invece, si cercano “costruttori,” ovvero quelli che in ogni crisi politica italiana venivano un tempo rubricati come “voltagabbana”. Comunque vogliate apostrofarli, sono personaggi figli di una stagione politica veramente strana. L’antipolitica è entrate nelle istituzioni a valanga nel 2018, il motto più ripetuto asseriva che avrebbero aperto il Parlamento come una scatoletta di Tonno. E in parte ciò è stato fatto non per nutrirsi del tonno, ma per bearsi di farlo.

Risultato di tutto questo affaccendarsi è stata una vita governativa ondivaga e sicuramente di scarsa o nulla efficacia. La Salviniana uscita fatta fuori tempo e senza adeguata preparazione politica ha favorito, dopo il primo matrimonio politico andato male, una sorta di unione civile su presupposti carenti per visione e per obbiettivi da raggiungere, ora la nuova ed insuperabile rottura che supera e definisce scenari nuovi.

Le elezioni a mio modesto personale parere, sarebbero la via maestra da perseguire, ma stanno sullo sfondo come possibilità che si rafforza o si indebolisce secondo il momento ed i mal di pancia di questo o quel partito o movimento. Alcuni agitano il Covid come esimente per lo svolgimento di elezioni anticipate. È solo un tentativo, per altro piuttosto maldestro, per procrastinare l’inevitabile, cioè le elezioni. Tranne che qualcuno improvvisamente non fiondi nel mezzo a questo caos, ed allora sarà interessante capire e nome e per conto di.

In tutto questo, i mercati dopo le dimissioni di Conte come hanno reagito? Il cosiddetto spred tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi si è ridotto. Gli esperti di finanza direbbero che i mercati scommettono su una rapida composizione della crisi. Probabile. Veramente non ho risposte, diciamo però che una vocina interiore mi dice che la speculazione economica si è trasferita dai titoli di Stato a a quelli farmaceutici, da i titoli di Stato ai tentativi di scalare le nostre eccellenze industriali. Diciamocela tutta, la via maestra è impedire che questi attacchi vadano a buon fine e sicuramente per alzare un argine forte, sicuro, invalicabile ci vuol altro personale politico.

Cosa succederà ora? Vedremo. Certo è che rimane intatto quello che Dante diceva: ” Ahi serva Italia, di dolore ostello / nave sanza nocchiere in gran tempesta, /non donna di provincie, ma bordello!”. (Purgatorio, canto VI, vv. 76-78).

Tornando ad oggi, 9 febbraio, ciò a cui stiamo assistendo, con tutto il beneficio d’inventario del caso, non mi pare che fenda superato l’articolo che scrivevo un paio di settimane fa.