IN ITALIA, VERONA - di Giovanni Villani

Alla scoperta dei tesori della Chiesa

di GIOVANNI VILLANI – Anche la Chiesa italiana si attrezza per mettere a disposizione il proprio patrimonio artistico seguendo il passo dei tempi. D’altronde se guardiamo bene questa tutela fa anche parte della sua missione di evangelizzazione.

Dal 1996 sono stati così istituiti, per volere della Conferenza Episcopale, gli Uffici Diocesani per i Beni Culturali Ecclesiastici: uno strumento a servizio del vescovo per affiancare parroci e comunità cristiane nel delicato compito della tutela.

Ma oggi, per attuare un’azione più radicale ed efficace di salvaguardia del patrimonio, bisogna ricorrere ad un sistema di gestione e valorizzazione più innovativo. Nel caso di Verona, ecco che allora il locale Ufficio Diocesano è arrivato ad una capillare catalogazione dei 395 enti ecclesiastici, schedando 75.790 beni mobili, 730 luoghi di culto, 79 fondi archivistici (in attesa di implementazione) e ben 88.637 record bibliografici.

Questa schedatura è diventata uno strumento condiviso con gli organi adibiti alla tutela, come la Soprintendenza e il Nucleo Operativo dei Carabinieri e viene utilizzata non solo ai fini di studio, ma anche di monitoraggio, di prevenzione e di intervento ai fini del restauro. Il tutto è sorretto prevalentemente dalle risorse che arrivano dell’8 per mille del gettito fiscale dello Stato italiano, gestito dalla Chiesa cattolica, che ogni anno permette di intervenire a fianco delle comunità più bisognose.

Per una adeguata valorizzazione di questa complessa catalogazione ai linguaggi della contemporaneità, la Conferenza Episcopale Italiana ha voluto investire anche in Beweb (www.beweb.chiesacattolica.it), un portale che ha compiuto di recente 20 anni di attività e che raccoglie milioni di beni architettonici, storici e artistici, archivistici, bibliografici e migliaia di luoghi della cultura della Chiesa cattolica italiana descritti e raccontati perché possano aiutarci a riscoprire la comune appartenenza a un solo popolo.

Uno strumento per riappropriarci del nostro patrimonio e della sua testimonianza di fede che entra nella nostre case portando non solo contenuti scientifici descritti con parole semplici, ma anche bellezze da visitare e iniziative a cui partecipare per farci rivivere l’esperienza del patrimonio in prima persona.

Sull’onda di queste iniziative a Verona è nata da qualche anno, la Fondazione Verona Minor Hierusalem, che grazie ad alcuni specialisti nel settore del rilievo architettonico, ha avviato un laboratorio di geomatica (disciplina che si occupa di acquisire, modellizzare, informazioni in un prescelto sistema di riferimento) e rilievo fotogrammetrico, attivando corsi di approfondimento della tecnica e costruendo modelli tridimensionali di statue e sarcofagi contenuti nelle chiese da essa custodite.

Tutto è nato dal desiderare di rendere fruibile la bellezza delle chiese anche a persone cieche, oggi non realizzabile direttamente a causa della pandemia, ma consentirà prossimamente anche una visione e una conoscenza a distanza delle opere, favorendo comunque il contatto con al loro bellezza. Non si tratta solamente di una visione alternativa dell’opera architettonica; questo complesso lavoro di rilievo, ricostruzione e pubblicazione virtuale – da poco avviato – porterà anche ad una diversa, più dinamica e innovativa modalità di documentazione e, assieme, di memoria