ARCHITETTURA - di Franco Allegretti

ARCHITETTI MEDIEVALI -Annunciazione e Visitazione

Il messaggio straordinario nel Portale di S.Leonardo al Frigido

Se il contenuto e la forza espressiva del pilastro di destra e evidente, quello di sinistra è effettivamente più complesso. La Madonna è sempre stata interpretata come un omaggio, che a partire dall’anno Mille assume una presenza costante nel panorama artistico del cd medioevo. Nel pilastro o stipite di sinistra sono rappresentate due scene fondamentali della vita di Maria. 

La prima è l’annunciazione e la seconda è la Visitazione . 

La Visitazione nel Portale di S.Leonardo al Frigido
da Gomez-Moreno Carmen Bulletin The Metropolitan
Museum of Art da Gomez-Moreno Carmen
Bulletin The Metropolitan Museum of Art June 1965

L’Annunciazione è sovrastata da un’iscrizione: H  E  SALUTATIO MAR  e cioè  H [IC] E [ST] SALUTATIO MAR [IAE] – Questo è il saluto a Maria

Dello stesso periodo un’altra famosa Annunciazione è quella nella Chiesa di S. Andrea. a Pistoia di Gruamonte (1150 ca.-1199 ca) e bottega con un ipotizzata realizzazione nel 1166.

Chiesa di S. Andrea. a Pistoia di Gruamonte (1150 ca.-1199 ca)

La differenza principale è che in quella di Graumonte si nota la presenza di ornamenti in ogni spazio della scultura, mentre l’altra si limita all’essenzialità del gesto di accoglienza attraverso lo stringersi le mani delle due donne. La differenza è notevole: per gli appassionati dello stile, il maestro del Frigido abbandona ogni forma decorativa per concentrarsi sul contenuto, mentre per Graumonte la posizione è nel lato dell’entrata dove si vede meno, nel capitello che sorregge l’architrave dove sono rappresentati i re Magi.

Un altra bella Visitazione si trova nella facciata di San Giovanni in Venere a Fossacesia (CH) databile intorno all’anno 1165, in cui l’insieme scultoreo presenta forme decorative molto elaborate anche se l’insieme ha subito asportazioni.

Coeve a Biduino sono le famose visitazioni di Bonanno Pisano. La prima è quella nel portale di San Ranieri nel Duomo a Pisa del 1181, e la seconda, sempre di Bonanno nel Duomo di Monreale a Palermo.

Alcuni hanno avanzato l’ipotesi che Biduino lavorasse insieme a Bonanno alle operazioni di fusione almeno della prima porta, ma anche se suggestiva l’ipotesi non è suffragata da dati certi. Anche perché in Bonanno il concetto espressivo della visitazione è veicolato dall’aggiunta del simbolo di una costruzione: due pilastri, una costruzione merlata in mattoni, una cupola al centro sorretta da tre pilastri e due cupolette ai lati. Le aperture laterali hanno un accenno ad archi leggermente acuti, come quelle ai lati. Tralasciando il tema delle influenze artistiche (tema molto secondario), Bonanno vuole esprimere il concetto della solidarietà femminile collegato con il concetto del “riparo e del rifugio”. Due donne che si rifugiano nella casa di Elisabetta.

Così, nel 1186 Bonanno a Monreale ripete il tema della Visitazione inserendo il “segno” dell’edificio” (questa volta senza la cupola centrale”), proprio per confermare la sua interpretazione di questo episodio.

Possiamo affermare che le due interpretazioni della Visitazione appartengono alla stessa “ideologia per immagini” con particolari differenze tese a rafforzare il contenuto interpretativo.

Di particolare interesse è un capitello custodito presso i Musei Civici di Monza in cui è rappresentata la stessa scena della Visitazione con l’abbraccio tra Maria ed Elisabetta, più altri personaggi, che ricorda l’essenzialità delle forme (si presume) di Biduino o comunque della sua bottega.

 Visitazione ambito lombardo Monza (MB), Musei Civici prima metà sec. XIII

Non si possono non citare, sempre nello stesso periodo, altre Visitazioni come quella del Duomo di Fano (1140 ca) o quella ben più nota del maestro Niccolò a San Zeno a Verona, prima metà del XII secolo. 

Duomo di Fano 1140 ca
Maestro Niccolò a San Zeno a Verona, prima metà del XII secolo. 

Di Wiligelmo, altro grande maestro presente tra XI e XII secolo, troviamo traccia nella Cattedrale di Modena. 

Duomo di Modena 1099-1184

Sicuramente il tema della Visitazione è un tema molto sentito e molto rappresentato, in quanto sono moltissime le testimonianze di icone, mosaici, arazzi, anche nelle chiese ortodosse-bizantine e in tutto il Mediterraneo. Il tema è presente anche temporalmente prima del periodo sopra evidenziato: cito solo l’Altare di Ratchis datato tra il 737 e il 744 dove è rappresentata una Visitazione nella quale al posto della semplice stretta di mano è rappresentato un vero e proprio abbraccio.

Fornella dell’altare di Ratchis  Museo Cristiano di Cividale del Friuli

Il tema della visitazione permane nella storia dell’arte attraverso varie epoche tra cui sono da segnalare autori come Giotto, il Pontorno e molti altri.

In Giotto il contenuto è l’accoglienza: il concetto di riparo, di difesa nella casa di Elisabetta, con altre donne che accompagnano e danno asilo a Maria, viene esplicato con estrema forza.

La Visitazione Giotto 1306 circa Cappella degli Scrovegni a Padova
Jacopo Pontormo, La Visitazione, 1528-29,. Carmignano, Pieve di San Michele Prato Jacopo

Nel capitello di Monza, nelle Porte di Bonanno fino al quadro del Potorno si possono evidenziare elementi interessanti ed indicativi. Il Vangelo di Luca racconta che Maria viene a sapere da un Angelo del suo concepimento: agli occhi dei suoi contemporanei il fatto non doveva apparire molto in linea con la morale corrente. Maria si rifugia da sua cugina ed è accolta, quasi difesa, anche da altre donne.  Sembrerebbe la storia di una ragazza madre che lascia la famiglia (a Gerusalemme) e trova ospitalità dalla cugina. E’ Zaccaria, il marito di Elisabetta e sacerdote, che farà sposare Maria a Giuseppe.

Vi è poi il racconto della nascita di Gesù contenuto nel Corano:  Maria è sola, in preda ai dolori del parto e sotto una palma e assistita solo “dall’ombra di Dio” che fa sorgere un ruscello e cadere datteri.

Gli elementi di puzzle incominciano ad andare al loro giusto posto. 

L’altro stipite dove appare S.Leonardo e lo schiavo liberato è chiaramente un messaggio di libertà verso gli schiavi. Lo stipite di Maria è un segnale di rifugio e accoglienza per quelle madri costrette dalla morale e dalla religione a soffrire più del necessario. Questo contenuto evidente e connesso è rappresentato da Biduino con estrema forza espressiva. Tramite alcuni accorgimenti che suscitano ancora meraviglia. Solo le due protagoniste senza alcuna decorazione.

Se avete fatto attenzione, nell’Annunciazione la rappresentazione dell’Angelo è costituita dall’emergere della figura sopra la cornice.

Annunciazione Pilastro sinistro del Portale di S.Leonardo al Frigido Cloisters New York da Gomez-Moreno Carmen Bulletin The Metropolitan Museum of Art June 1965

Un’ala e una parte della gamba e del piede vanno sopra la cornice.  Così nell’architrave, Gesù sopra l’asina con l’aureola, l’apostolo che guida l’asina, l’albero e i ragazzi che esultano, tutte le loro figure escono dalla cornice.  L’esultanza e  la gioia hanno  bisogno di maggiore spazio.  

La solidarietà tra donne (malviste? chiacchierate? che facevano “scandalo”), il reciproco sentimento della misericordia, invece ha bisogno di quiete, di calma, di serenità.

La visitazione nel pilastro di sinistra del Portale di S.Leonardo al Frigido Cloisters New York da da Gomez-Moreno Carmen Bulletin The Metropolitan Museum of Art June 1965

Il grande storico dell’arte Erwin Panofsky affermava che “in un’opera d’arte la “forma” non può essere separata dal “contenuto” la distribuzione dei colori e della linee, della luce e dell’ombra, dei volumi e delle superfici, per quanto possa essere gradevole come spettacolo visivo, deve essere anche intesa come portatrirce di un senso che non è unicamente visivo”.

Uscire dalla cornice è proprio l’intenzione di Biduino: pensata prima ancora di iniziare i lavori sul marmo. A differenza della pittura, nella scultura questa intenzione deve avvenire prima. Nel blocco di marmo ancora informe, la bozza del disegno deve prevedere questa anomalia, una vera e propria  disarmonia, che manda in frantumi l’idea di molti storici di una continuità linguistica di Biduino con l’arte antica e specialmente con quella romana. E’ un fuori schema, o meglio: un rompere lo schema tradizionale che sarà ripreso dall’arte contemporanea, con altre mille altre sfaccettature e gesti di nuova creatività.

(foto: dell’autore)