Palazzo Mansi, Lucca
LUCCA - di Paolo Pescucci

ARTE LUCCA (VIDEO) – Gli arazzi di Palazzo Mansi

di PAOLO PESCUCCI – I diciotto preziosi arazzi fiamminghi raffiguranti Storie di Aureliano e Zenobia, tra le meraviglie italiane.


Sono particolarmente affezionato al Museo di Palazzo Mansi a Lucca, da quando bambino accompagnai il prete nella benedizione pasquale di quegli ambienti immensi e ricchissimi, illuminati da scarse lampade ed accompagnati dalle spiegazioni del custode, unico abitante del palazzo. Quindi l’inaugurazione della nuova illuminazione degli arazzi seicenteschi degli appartamenti monumentali è stata l’occasione per un gradito ritorno.

I diciotto preziosi arazzi fiamminghi raffiguranti Storie di Aureliano e Zenobia decorano le quattro Sale delle allegorie degli Elementi che si succedono al piano nobile di Palazzo Mansi chiudendo, con la Sala dell’Alcova, il percorso degli appartamenti monumentali di parata. Grazie alla nuova illuminazione risplende in ogni dettaglio la magnifica e coloratissima narrazione affidata a questi tessuti, opera di Geraert Peemans, della Manifattura di Bruxelles, su disegno di Justus van Egmont (1601-1674), allievo di Peter Paul Rubens.

Gli arazzi giunsero a Palazzo Mansi quasi per errore. Nell’estate del 1668, infatti, Ascanio Martini, mercante lucchese attivo ad Anversa e corrispondente di Ottavio Mansi, inviò per sbaglio al marchese una “tappezzeria finissima di disegno raro e foggia nuova” al posto di “tovaglie” e “telerie Bianche” da lui richieste. Ottavio cercò di rivendere la costosa merce ma non ebbe successo, così le opere rimasero a palazzo.

I diciotto arazzi raffigurano la triste storia di Zenobia, principessa di Palmira, antica capitale della Siria, che nel 272 d.C. difese fino allo stremo delle forze la sua terra dall’esercito romano guidato da Aureliano. L’imperatore, tuttavia, la sconfisse e la portò a Roma in catene d’oro. Le stanze sono arricchite da arazzetti verticali con Storie di Antonio e Cleopatra inseriti da Raffaello Mansi Orsetti, che nell’Ottocento ne curò l’attuale allestimento per coprire gli spazi vuoti lasciati dai grandi panni con Storie di Aureliano e Zenobia. Gli arazzetti, pur non coerenti col racconto principale, ne completano l’allestimento e sono identificati dalla dicitura Pars Accomoda.

Il nuovo impianto di illuminazione, realizzato dalla ditta ZR Light con ERCO Illuminazione Srl, si compone di sobri elementi illuminanti posizionati a terra e perfettamente integrati con l’ambiente che ospitano anche le didascalie delle scene figurate. Corredati da led con grado di illuminazione adeguato ai parametri conservativi necessari, garantiscono un’ottima e diffusa distribuzione luminosa col minimo assorbimento energetico e di ingombro. Questa illuminazione immerge il visitatore in una atmosfera di grande suggestione e completa l’allestimento illuminotecnico recentemente realizzato nella prima sala della ricca Pinacoteca del Museo. Realizzato col contribuito della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca tramite art bonus, con una spesa di circa 30.000 euro.

L’inaugurazione di mercoledì 16 giugno è stata l’occasione per chiedere quando verrà creato il famoso biglietto unico per accedere ai musei lucchesi, ma la risposta è che sarebbe addirittura burocraticamente impossibile. Strano a Torino, ad esempio, esiste da molti anni la Torino+Piemonte card, ma forse la è un’altra repubblica. Stessa impossibilità di fare sconto all’ingresso di persone residenti nella provincia di Lucca, lì addirittura si tira in ballo la comunità europea che non vuole. Nonostante ciò, l’invito è ad andare nei nostri musei lucchesi a vedere i tanti tesori che magari nemmeno conosciamo e di dirlo ai nostri amici, ai nostri corrispondenti in Italia ed all’estero.