SPORT, SPORT DALLA TV - di Tommaso Gardella

AUTO – Futuro incerto per il DTM dopo l’abbandono di Audi

Dopo l’addio di inaspettato di Audi il Deutsche Tourenwagen Masters rischia l’estinzione

Il Deutsche Tourenwagen Masters o DTM è una serie automobilistica per vetture turismo organizzata in Germania, ma con gare disputate in tutta Europa.

È di qualche settimana fa la notizia che Audi lascerà il DTM (Deutsche Tourenwagen Masters) a fine stagione. Con un annuncio sorprendente e improvviso, la storica serie tedesca che quest’anno compie 35 anni, rischia di far chiudere i battenti, la casa degli anelli giustifica il suo ritiro (dopo 23 titoli, 114 vittorie, 345 podi, 106 pole position e 112 giri veloci), con la volontà di concentrarsi al 100% nelle categorie full elettric e facendo riferimento ai molteplici impegni sportivi nei quali si è impegnata (ufficialmente e sostenendo team clienti privati). Una decisione ovviamente accelerata dalla pandemia, che rischia di far chiudere i battenti alla storica serie tedesca, comunicata alla ITR, l’organizzazione che gestisce il DTM, e coerente con la nuova policy aziendale di Audi, che investirà quasi 40 milioni di euro nella mobilità elettrica (secondo i piani, le auto elettriche e ibride andranno a rappresentare il 40% delle vendite totali entro il 2025).

Nello specifico, il primo aprile il vecchio direttore marketing di Audi, Herjus Duesmann, sostenitore del DTM, è stato spostato alla Volkswagen e al suo posto è arrivata Hildegard Wortmann, orientata all’elettrico e grande fan della Formula E.

Presa coscienza della decisione, non poteva non rilasciare dichiarazioni un amareggiato e preoccupato Gerhard Berger, capo di ITR, abile nel riuscire comunque ad attirare sponsor e finanziatori dopo l’addio di Mercedes nel 2017.

Oggi è un giorno molto difficile per il motorsport in Germania e in tutta Europa. Sono profondamente dispiaciuto per la decisione di Audi Sport di ritirarsi dal DTM al termine della stagione 2020“, e ancora, “data la nostra associazione comune e le particolari difficoltà che tutti noi stiamo affrontando durante questa pandemia di COVID-19, avremmo sperato in un approccio più unito”. Berger fa riferimento a un gentlemen agreement non scritto, che includeva le due case partecipanti (BMW e Audi), e che avrebbe traghettato il DTM alla completa transizione al full elettric entro il 2025.

Punto sul quale anche i vertici BMW hanno voluto dire la loro, rimasti sorpresi e delusi non solo dalla notizia, ma anche dalle modalità con la quale questa sia stata comunicata, sostenendo che Audi, con il suo ritiro, abbia rotto un patto interno al DTM (quel gentlemen agreement cui faceva riferimento Berger).

Tramite Klaus Frohlich, responsabile del reparto ricerca e sviluppo del gruppo bavarese, BMW Group ha rilasciato queste dichiarazioni al Süddeutsche: “Ho trovato affatto sportivo prendere una decisione del genere senza prima interpellare noi, che siamo i principali colleghi nella serie. Questo mi ha molto seccato, quando la Mercedes fece questa scelta, l’allora AD di Daimler, Ola Kallenius, mi chiamò personalmente per spiegarmi tutte le ragioni. Fu molto professionale e l’apprezzai. Audi è mancata in questo” – aggiungendo che -“non capisco perché abbia scritto nella nota ufficiale ‘preferiamo andare in Formula E per un futuro elettrico piuttosto che stare nel DTM’, proprio perché il DTM dal 2025 sarebbe divenuto completamente elettrico”.

Prevedere quello che succederà, vista la situazione in cui ci troviamo e con una crisi alle porte che si prospetta epocale, è impossibile ma sicuramente Berger ha avuto giorni migliori ma non diversi secondo lui: “Non ho mai fatto distinzione tra tempi facili o difficili durante la mia carriera sportiva o professionale. Ci saranno sempre ostacoli, è la vita. Quanto sarà grande questo ostacolo lo quantificheremo insieme ai nostri partner“.

Le possibilità per ora sono due e non sembrano praticabili: la prima prevede un impegno di Audi come fornitrice di motori, ma dalla comunicazione si può facilmente evincere la non volontà di continuare con i motori termici; la seconda, invece, propone l’ingresso nel campionato delle vetture GT3, poco probabile vista la loro presenza in una moltitudine di campionati sparsi in giro per il mondo e che toglierebbero quell’esclusività che da sempre caratterizza il DTM.

Dalla Dream Race di fine 2019, che sperava in un’unione tra DTM e Super GT, all’incubo odierno, nel giro di un anno le cose sono drammaticamente precipitate e complice il fatto che nessuna categoria si avvicini minimamente alle regolamentazioni del campionato tedesco, un’unione con un’altra serie (come WEC ed IMSA, o WTCC e TCR) appare molto improbabile.

Il motorpsort ci ha abituati a improvvisi colpi di scena. Ora tocca al DTM sorprenderci di nuovo, salvandosi con le proprie mani.

(foto: licenza https://commons.wikimedia.org/wiki/File:2018_Deutsche_Tourenwagen_Masters,_Brands_Hatch_(45586658562).jpg )