Fiat 600
ATTUALITA', CULTURA E ATTUALITA' - di Celestino Pio Casula

auto – La vecchia cara 600 e i gingilli dell’elettronica

di CELESTINO PIO CASULA – Troppa elettronica, troppi pluri-iniettori, qualcuno obbietterà che è il progresso, ma io dissento.

Faccio un salto indietro di un po’ di anni, quando a casa arrivò una bella 600D che già montava il motore 750 cc. Il pilota che già albergava in me si metteva al volante e immaginava di guidare. I miei mi raccontavano quanto fossi buffo in quelle pose, dicevano pure che già conoscevo molte delle vetture allora circolanti. Io ho solo un vago ricordo, il nome, storpiato, dell’Alfa Romeo che io chiamavo Ancora meo… Orbene, correva l’anno 1977, novembre, quando ebbi una gradita visita: il grande Gianni Lenci, mio istruttore di guida mi consegnò la patente a casa, Ero diventato grande pensai… Il primo pensiero fu quello di mettere le mani sul motore della vecchia, cara 600, ovvio che il diniego da parte dei miei fu immediato.

Però, c’è sempre un però. Il meccanico vicino casa dove ci servivamo aveva notato la mia predisposizione per la meccanica e la mia preparazione, probabilmente ancora teorica, ma sicuramente buona. Erano anni, quelli, nei quali se volevi la manutenzione spicciola della macchina spesso te la facevi da solo: carburatore monocorpo, candele, spinterogeno, bobina e filtri, niente elettronica, niente centraline, solo meccanica, elettricità e tanta passione.

La passione e le competenze si sono, nel tempo, affinate ed evolute, purtroppo oggi, troppa elettronica, troppe iniezioni pluri-iniettore.. Troppe centraline rendono quantomeno difficile se non impossibile prendersi cura della propria vettura. Qualcuno obbietterà è che è il progresso. Mi dispiace non concordo: si è esagerato con l’elettronica, acceleratore non più collegato fisicamente col motore, sterzo elettrico, freni elettrici… ed hanno spacciato tutto questo tripudio di elettro-attuatori per livelli maggiori di sicurezza e di minor impatto ambientale. Balle colossali. Penso al classico servosterzo idraulico, ai freni idraulici, il vecchio buon cavo dell’acceleratore per non parlare dei sistemi di alimentazione, oramai tutti iniettori mono o plurimi.

Tempo fa un manager di primissimo piano di Mercedes fece una sorta di “meaculpa” dicendo che si erano fatti prendere la mano dai gingilli elettronici: restò una voce che grida nel deserto, ma non vi fu seguito a quella importante presa di posizione.