Vincenzo Lancia
ATTUALITA', CULTURA E ATTUALITA' - di Celestino Pio Casula

AUTO – Lancia, eutanasia di un marchio

di CELESTINO PIO CASULA – Un grande marchio italiano simbolo di eleganza e di qualità industriale lasciato morire in silenzio.

Molti appassionati di auto si saranno fatti una domanda, riguarda un celeberrimo marchio Italiano, sinonimo di eleganza. Correva l’anno 1906 quando Vincenzo Lancia fonda la sua fabbrica. Da allora si sono succeduti molti modelli iconici facenti parte della storia dell’automobile. La scelta fu quella di costruire auto di lusso, la particolarità nella denominazione tramite lettere dell’alfabeto greco. Vorrei qui ricordare un modello celebre come la Lancia Lambda del 1920, eccezionale per eleganza e contenuti tecnici. Saltando in avanti nel tempo il primo passaggio di proprietà fu da Lancia a Carlo Pesenti proprietario di Italcementi. Dopo 11 anni l’ingresso nel gruppo Fiat per evitare la scalata societaria da parte di Michele Sindona. Saltiamo in avanti: dopo il breve ed inutile passaggio in Alfa-Lancia Industriale si arriva al momento odierno dove Stellantis, il super gruppo europeo formato da Fca (Fiat Chrysler) e da P.S.A (Peugeot-Citroen) pone la Lancia in posizione subalterna. Invece di valorizzare e rilanciare un marchio che sarebbe un vero gioiello commerciale e tecnico, al momento langue in un triste limbo con un unico modello in listino: la Lancia Ypsilon, né sportivo né di lusso, il vuoto pneumatico.

Perchè? Come mai questa lenta, estenuante agonia? A chi giova? Perché all’interno di Stellantis non si è pensato ad un polo del lusso elegante costituito da Lancia e dal marchio Francese Ds? Misteri del mondo dell’automobile, posizione di scarso rilievo dei rappresentanti Italiani nel consiglio di amministrazione di Stellantis, poca progettualità pensando solo al profitto dimenticando che per farlo ci vogliono modelli, marchi, che abbiano fascino, contenuti tecnici, prezzo e linee attraenti e coinvolgenti. Povera Lancia… e Povera Italia!