BARBERINO TAVARNELLE – La pedagogia povera

Presentato a Barberino Tavarnelle il primo manuale italiano sulla pedagogia povera, ispirato alla didattica francescana. Metodo: A. Catalano

Meravigliarsi davanti ad un tramonto, comunicare con l’ascoltofono, costruito artigianalmente per liberare la creatività dei più piccoli, inventare storie e giocare con le piccole cose, pescando dal pozzo dell’immaginazione e della natura, animare i corridoi e le classi delle scuole dell’infanzia di Barberino Tavarnelle con i musei sentimentali, fatti di oggetti comuni e segni della quotidianità. Giochi poveri, nudi, scarni ma pieni di inventiva ed emozioni. I principi, di ispirazione francescana, che propongono un ritorno all’essenzialità, alla semplicità, alla profonda verità dell’esistenza umana sono i punti cardine della pedagogia povera o della meraviglia, ideata dal poliedrico Antonio Catalano, artista, scrittore, poeta, musicista, artigiano di origine potentina.

La poetica, entrata da alcuni anni nelle scuole dell’infanzia di Barberino Val d’Elsa, Marcialla, Sambuca in Val di Pesa e Vico d’Elsa, come forma sperimentale ed innovativa è oggi una metodologia didattica di successo che coinvolge i più piccoli e le loro famiglie in un percorso che miscela poesia, immaginazione e conoscenza empirica della realtà, attenta ai dettagli e alla lentezza del tempo educativo. Intrisa di arti visive e teatro, il nuovo modello pedagogico è stato sperimentato per la prima volta sul territorio nazionale dall’Istituto comprensivo Don Lorenzo Milani di Barberino Tavarnelle, con l’obiettivo di introdurre una tecnica ‘sostenibile e magica’ che insegna ai bambini, con l’innata attitudine all’esplorazione, ad insegnare loro a coltivare il senso dello stupore di fronte ai prodigi della vita.

La dirigente Salvadori

“Interesse, curiosità, voglia di entrare in relazione con gli altri e stabilire contatti diretti con l’ambiente circostante sono alla base del progetto – dichiara la dirigente scolastica Paola Salvadori – che è quello che dovrebbe fare la scuola, creare le condizioni perché gli studenti non perdano la fame di conoscenza ma alimentino costantemente il desiderio di arricchire il loro bagaglio culturale e formativo”.

Dall’esperienza che pone al centro il benessere dei bambini attraverso il senso della meraviglia come strumento di crescita è nato un manuale, il primo libro italiano che riflette sulle funzioni e gli obiettivi del metodo di Antonio Catalano. Il volume “Pedagogia povera o della meraviglia”, edito da Erickson e curato dalla pedagogista Marina Baretta e dall’insegnante Irene Lorenzini e l’introduzione dello scrittore Bruno Tognolini, è stato presentato nei locali della scuola dell’infanzia “La Casa del Sole” di Barberino Val d’Elsa.

Il sindaco Baroncelli

“Un bellissimo progetto di comunità che ha messo in rete le scuole dell’infanzia e ci auguriamo presto anche le scuole degli altri ordini – dichiara il sindaco David Baroncelli – la poetica di Catalano rende visibile ciò che non siamo più abituati a vedere, la scuola diventa un cantiere aperto e un universo possibile dove imparare a prendersi cura di sé e degli altri, un’importante opportunità dii crescita per le bambine e i bambini che insegna anche alle loro famiglie e a noi adulti ad emozionarci e meravigliarci usando gli occhi dell’anima”.

All’iniziativa sono intervenuti l’assessore Roberto Fontani, la dirigente scolastica Paola Salvadori, Raffaella Biagioli, presidente del Corso di Laurea Scienze della Formazione Primaria dell’Università di Firenze e Davide Capperucci, professore associato di Pedagogia sperimentale dell’Università di Firenze. Il libro, illustrato dalle curatrici Marina Baretta e Irene Lorenzini, contiene le esperienze dei docenti e delle famiglie e i contributi pedagogici e scientifici di vari esperti. L’iniziativa si è conclusa con l’intervento di Antonio Catalano che ha letto alcune sue storie, tratte dagli oltre 180 racconti che attestano un nuovo modo di narrare e condividere la pedagogia povera.