OPINIONI, PENSIERI BREVI - Pier Franco Quaglieni

Terroristi scrittori e la libera circolazione delle idee

Le logiche del divieto stile Salone del libro gestito dal Circolo dei lettori, sono illiberali ed antidemocratiche. Le idee dell’ex terrorista di Prima linea vanno confutate, non vietate

Che un Circolo Arci torinese inviti a presentare un suo libro – in questo Paese tutti oggi scrivono libri, mi attendo anche quello di un mio ex portinaio – un ex terrorista di Prima Linea, mai pentito, che non voglio neppure nominare, può farci indignare, ma non deve stupirci. L’Arci e’ faziosa e vetero-comunista da sempre. Non credo si sia mai schierata in modo deciso negli anni di piombo e non ricordo sue prese di posizione in merito, come invece fece il sindacalista comunista Guido Rossa. Certi comunisti parlavano di “sedicenti” brigate rosse e di compagni che sbagliano. Aprirono gli occhi molto tardi. Forse non li hanno mai aperti completamente per davvero neppure oggi. Una qualche simpatia per l’estremismo e’ sempre rimasta sotto pelle, ce l’aveva anche il comunista-snob Franco Antonicelli che esaltava “Lotta continua”. Nel contempo, non sono d’accordo con chi vuole impedire agli ex terroristi di parlare o di presentare i propri libri. I liberali sono per la libera circolazione delle idee, anche le più intollerabili, rosse e nere, senza esclusioni. In una democrazia il diritto di parola non si nega a nessuno, anche se gli ex terroristi dovrebbero provare vergogna invece di scrivere libri più o meno  apologetici  dei loro misfatti. Se la tribuna non fosse l’Arci o un centro sociale, ma l’ Università o il Comune, certamente sarebbe inopportuno ospitare simili personaggi. Ma il divieto assoluto di parola non è accettabile. Solo chi proviene da una cultura autoritaria può accettare il divieto a vita di parlare. Le logiche del divieto stile Salone del libro gestito dal Circolo dei lettori, sono illiberali ed antidemocratiche. Le idee dell’ex terrorista di Prima linea vanno confutate, non vietate.