Umberto Buratti Sindaco di Forte dei Marmi Smart Working

Buratti (PD) sindaco del Forte, però solo il fine settimana

di ALDO BELLI – Il sindaco smart working, la nuova invenzione del PD Toscana, come se i cittadini fossero una realtà virtuale da Playstation.

Forte dei Marmi è uno dei comuni che a breve andrà al voto amministrativo per il nuovo sindaco ed il nuovo consiglio comunale. Ad aprire ufficialmente la campagna elettorale è stato l’onorevole Umberto Buratti (PD), in lizza contro Bruno Murzi sindaco uscente. L’idea di un sindaco smart working francamente ci mancava: ma il PD, del resto, in Toscana è ormai la fantasia al potere tra commissariamenti e presidenti di regione che sfarfallano.

Buratti, infatti, il sindaco lo farà solo il fine settimana (lo conferma di fatto in una intervista a La Nazione), e gli altri giorni disporrà sui bisogni dei fortemarmini da Trastevere o da Campo dei Fiori, con qualche riunione magari su Skype dalla buvette di Montecitorio. “La legge” dice “non prevede incompatibilità per i sindaci dei piccoli comuni” (a fare contemporaneamente l’onorevole e il sindaco.) Se è per questo, la legge non prevede neppure che al mattino si dica buongiorno, eppure è buona educazione come rispetto del prossimo.

Ma esiste ancora un rispetto del prossimo (leggi dei cittadini) in Italia? Dice ancora Buratti: “Questo impegno, non lo nascondo, per me è anche un po’ un sacrificio, ma lo affronto con lo spirito di servizio che ci insegna il presidente Mattarella”. E su questo posso concordare: così come la rielezione di Mattarella ha segnato il fallimento della classe politica (incapace di trovare un degno successore tra 60 milioni di italiani), la candidatura di Buratti è il segno di un Partito Democratico bollito, che in quindici anni (Buratti è stato sindaco dal 1997 al 2017) non è stato in grado di fare crescere neppure un gallo capace garantire l’amministrazione di Forte dei Marmi nei prossimi cinque anni, dovendo riscaldare una ministra seppur buona ma pur sempre riscaldata.

Questo è il segno tragico del nostro tempo. E tragico al punto che se neppure una persona per bene e competente come Umberto Buratti non si è resa conto dell’assurdità che si tinge di ridicolo di questo suo “sacrificio”, allora ci sorge il dubbio che neppure sulle persone di buon senso che pure rimangono in politica possiamo sperare.