Emigrazione in Brasile
LA CULTURA, OLTRE LA LINEA - di Giovanni Lorenzini

CALCIO – Severino Gragnani, il massarose in Brasile

Nato nel 1897 nel comune agreste della Versilia, fu l’artefice della prima partita in notturna nella storia del calcio mondiale

D’ACCORDO, in questo periodo i pensieri dominanti sono – ovviamente – altri. Ma uno sguardo a questa piccola storia ci può scappare anche perché nel suo ‘mondo’ è stata la scintilla di una rivoluzione diventata poi epocale all’insegna dello sport & spettacolo. Una storia che inizia negli ultimi anni  dell’800 quando una famiglia originaria di Massarosa si trasferisce  in cerca di lavoro in Brasile nello stato di San Paolo: padre, madre e due bambini. In quegli anni il fenomeno migratorio era molto diffuso non solo nel comune di Massarosa ma anche nel resto della provincia di Lucca: memorabili alcuni servizi sul giornalino massarosese ‘Incontro’.

Di quel nucleo famigliare fa parte Severino Gragnani: è nato nel 1897 a Massarosa,  quando varca l’oceano ha solo 2 mesi. Gragnani è ancora oggi un cognome diffuso sul territorio massarosese: sicuramente qualche parente alla lontana di Severino c’è sempre. Con il passare degli anni il giovane Severino si rivela un ragazzo molto intraprendente, prima a scuola e poi nel mondo del lavoro. Il ragazzo è sveglio, dimostra anche una vivacità di pensiero che ben presto gli apre le porte per lavorare nell’azienda elettrica dello stato paulista. Ed è proprio in questa veste che Severino Gragnani scala i gradini gerarchici interni, diventando anche dirigente (oltre che atleta) della squadra calcistica aziendale. Ed è proprio in questa veste che in tutti i sensi, in calda serata di inizio estate del 1923, che si accende la lampadina destinata a dare una svolta epoca al mondo del calcio non solo brasiliano ma internazionale.

Il 23 giugno, infatti, grazie all’intuito e all’intraprendenza di Severino Gragnani viene disputata la prima partita in notturna della storia del calcio alla luce artificiale prodotta da un sistema di riflettori, proiettori e lampade da 1000 e 1500 watt montate su tralicci di legno, sistemati nell’occasioni lungo il perimetro del campo da gioco dell’azienda elettrica, la Light & Power. Un piccolo capolavoro di intuito e praticità arricchito nelle successive sfide alle luce artificiale da un altro accorgimento: il pallone da gioco venne infatti dipinto con vernice bianca, per favorire i giocatori e anche gli spettatori. D’accordo, l’illuminazione odierna dei grandi appuntamenti calcistici è di tutt’altra qualità, ma ogni volta che vedrete una notturna, ricordate il nome di Severino Gragnani, italiano di Massarosa di nascita, ma brasiliano di adozione,