CAMMINARE NEL VERDE, UN VERO TOCCASANA PER LA PSICHE (di Ugo Cirilli) 

Quante volte ci siamo trovati a passeggiare in un ambiente verdeggiante e curato, sperimentando una crescente sensazione di rilassamento?

Il vento che agita leggermente le fronde degli alberi, il canto degli uccelli, le tensioni e lo stress che lentamente evaporano…

Sembra quasi che una forte componente istintuale ci segnali quali sono gli scenari più distensivi per noi, accendendo, è proprio il caso di dirlo, un semaforo verde: via libera al relax, sei nel luogo giusto!

Da tempo la scienza si interroga sul legame uomo-ambiente, studiando gli effetti dei diversi tipi di paesaggi.

Relax e una condizione “meditativa”

Nel 2013 un team di ricercatori di Edimburgo e di Londra ha condotto uno studio davvero particolare, per quanto riguardava il metodo impiegato.

I soggetti, 12 studenti universitari, dovevano infatti indossare un dispositivo portatile per l’elettroencefalogramma, chiamato Emotiv EPOC: 14 sensori che rilevavano le onde cerebrali, appoggiati sulla testa tramite una particolare cuffia e uno zaino, contenente un sistema per l’elaborazione dei dati.

Con tale apparecchiatura, gli studenti camminavano lungo un percorso che prevedeva tre scenari diversi della città di Edimburgo: una via dello shopping, un’area verde curata con alberi e prati e un distretto commerciale, piuttosto affollato.

La valutazione delle onde cerebrali (frequenza e ampiezza) aiuta a capire se la persona si trova in uno stato di sonno, rilassamento, veglia o allerta. I risultati dello studio sono chiari: gli studenti mostravano i livelli più bassi di tensione e allerta quando transitavano nella zona verde. In tale ambiente, inoltre, vivevano maggiormente una condizione “meditativa”, di distensione priva di grandi sforzi attentivi. Quando lasciavano la zona verdeggiante addentrandosi in un’area più urbana, l’allerta, la tensione e lo sforzo attentivo tornavano a salire.

Gli “ormoni del buonumore”

Oltre agli effetti distensivi individuati nel precedente studio, dobbiamo considerare un altro vantaggio delle camminate nel verde: l’attività fisica può favorire il rilascio di endorfine nell’organismo. Le endorfine sono ormoni prodotti dal corpo; tra i vari effetti, inducono sensazioni di benessere e buonumore.

Ricercatori dell’Università di Turku, in Finlandia, hanno osservato che persone impegnate in esercizi fisici ad alta intensità rilasciavano quantitativi notevoli di endorfine, ma ciò avveniva come reazione a una condizione di forte stress. Era come se l’organismo dovesse attenuare le sensazioni di malessere, conseguenti alla notevole fatica. Invece, individui che praticavano un esercizio fisico di moderata intensità avevano un incremento delle endorfine, sebbene minore, senza vivere la fase di disagio legata ai grandi sforzi.

Una lunga camminata può rientrare quindi nelle attività fisiche “leggere” che, senza affaticare fortemente l’organismo, influenzano comunque positivamente il rilascio di endorfine e l’umore!

Prepariamo quindi un paio di scarpe comode: tante meravigliose zone verdi, urbane o extraurbane, ci attendono per rigenerare la nostra psiche!

Studi citati

P. Aspinall, P. Mavros, R. D. Coyne, J. Roe, The urban brain: analysing outdoor physical activity with mobile EEG. British Journal of Sports Medicine 49(4), 2013

T. Saanijoki, L. Tuominen, J. J. Tuulari, L. Nummenmaa, E. Arponen, K. Kalliokoski, J. Hirvonen, Opioid Release after High-Intensity Interval Training in Healthy Human Subjects. Neuropsychofarmacology 43, pages 246–254, 2018