Home LA PERLA DEL TIRRENO - di Gian Carlo Iannella Viareggio, Capitano mio capitano

Viareggio, Capitano mio capitano

by Gian Carlo Iannella

Quel capolavoro di fregatura sociale pomposamente chiamato job’s act tra le cui norme spiccava la creazione di un ispettorato unico del lavoro

Non si sono ancora spenti gli echi del trionfale debutto del Comitato viareggino di Italia Viva fortemente voluto da Rossella Martina ed atteso da migliaia di viareggini. Prossimamente accorreranno alla Leopolda migliaia di fans del Genio di Rignano. Un insieme indistinto di radical chic, ex democristiani, ex forzaitalioti, ex socialisti, ex seguaci di Silvio, ex centristi, ex liberali, socialdemocratici, repubblicani. Insomma ex. Tutti insieme, credo, ringrazieranno il prode Matteo così smart, come ama definirlo Rossella, da aver varato quel capolavoro di fregatura sociale pomposamente chiamato job’s act tra le cui norme spiccava, per particolare genialità, la creazione di un ispettorato unico del lavoro in sostituzione dei controlli diversificati espletati da Inps, Inail e Ispettorato del Lavoro. La straordinaria e smartissima riforma ha prodotto, tra le altre sciocchezze, l’abnorme contrazione dei controlli ispettivi sulle aziende sia sotto il profilo del rispetto delle norme sulla sicurezza che sotto quello del rispetto degli obblighi retributivi e contributivi. Risultato? Quasi settecento morti sul lavoro dall’inizio dell’anno.
Sia chiaro: non c’è un nesso diretto tra riforma e decessi che ahimè ci sono sempre stati in un paese senza regole come questo, ma è indubbio come la riduzione delle risorse finanziarie, l’allungamento dei tempi di effettuazione dei controlli e la contrazione del numero di ispettori abbia contribuito ad aggravare, anziché contenere, i numeri di questa strage quotidiana. 
Mentre le truppe cammellate viareggin-renziane si preparano all’esodo biblico, la città è scossa da vicende altrettanto gravi.
Grazie al fiuto di chiara matrice salviniana, dei consiglieri comunali Pacchini e Santini, è stata scoperta nientemeno che una moschea all’interno di un capannone industriale nella zona del Bicchio.
Una moschea. Il dinamico duo leghista era stato allertato, pare, da alcuni residenti insospettiti, oltre che da un insolito viavai di persone, anche da lamenti provenienti dall’interno del capannone e pronunciati in una lingua all’apparenza incomprensibile. Con la consueta tempestività il capogruppo Santini ha sollevato il problema chiedendo, tra l’altro, l’intervento dei reparti speciali dell’antiterrorismo incaricati di tradurre le frasi registrate. E’, infatti, sorto qualche dubbio circa la lingua usata dai fedeli radunatisi nella moschea : si tratta di abitanti di Querceta o autentici musulmani?
L’inquietante vicenda fa il paio con la recente e preoccupante scoperta di tordelli al ripieno di pollo venduti in alcuni noti pastifici cittadini davanti ai quali, su ordine diretto del capitano Salvini, i consiglieri leghisti, all’uovo allertati, avevano appositamente predisposto delle ronde. Per non parlare dell’episodio che aveva visto coinvolta, solo una settimana fa, la storica pizzeria Rizieri e che, per motivi di ordine pubblico, non è stato mai pubblicizzato per evitare il diffondersi del panico tra la popolazione. Fonti investigative ci hanno confermato che durante i festeggiamenti per la recente, prestigiosa, nomina di Massimiliano Baldini a responsabile degli enti locali per la provincia di Lucca, alcuni supporters leghisti avevano notato strani movimenti all’interno della saletta riservata all’impasto di pizze, focacce e cecine. Prontamente intervenuti per chiedere chiarimenti, gli stessi avevano scoperto la presenza di alcuni esemplari di “Cecina al cous-cous” preparata a seguito di una ordinazione, sembra, proveniente proprio dalla zona del Bicchio.
Non solo. Gli stessi attivisti avevano anche individuato nei frigoriferi numerose bottiglie di SpumAkbar, una variante araba della spuma viareggina; nonché alcune confezioni del Dessert “Alì Versliàr” ,discutibile riadattamento musulmano dell’insostituibile dessert Versilia. Tutti gli alimenti sono stati sequestrati durante la cena conviviale e le foto, prontamente scattate, sono state inviate al Capitano Salvini.
Insomma Viareggio ancora e sempre agli onori della cronaca nazionale dopo l’avvistamento del coccodrillo nelle acque del Massaciuccoli, la presenza risalente al 2004 del killer romano Luciano Liboni tra i banchi del piazzone intento a scegliere un deodorante da Ipersoap, gli avvistamenti di dischi volanti in piazza Mazzini arricchiti da un, presunto, incontro ravvicinato del terzo tipo con un alieno che fotografava, naturalmente a bocca aperta, la passeggiata e, per finire, lo sventato attentato progettato alcuni anni fa  da Al Qaeda durante l’alzabandiera del Carnevale ed avente come obiettivo proprio Alessandro Santini colpevole di attività antimusulmana.
Comunque sia, un dato è certo: ora, grazie alla notoria intelligenza del popolo italiano che, in maggioranza relativa, dichiara di riconoscersi nel pensiero leghista, la città può dormire sonni tranquilli grazie alla costante presenza sul territorio delle camicie verdi e, in particolare, del loro capogruppo del quale si dice ormai certa la candidatura a sindaco per le elezioni della prossima primavera. L’interessato, fedele al suo stile riservato e lontano dai riflettori, non conferma né smentisce anche se dal suo entourage trapela una notizia bomba: il principe Emanuele Filiberto di Savoia, suo storico amico, avrebbe accettato la proposta di ricoprire l’incarico di assessore al Sociale in caso di vittoria alle elezioni del 2020.
Amen.

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