Caporetto

Caporetto al confronto appare una piccola cosa

Nella storia italiana non c’è una pagina così negativa, il contrasto con le Regioni è indice del disfacimento dello Stato

Oggi l’Italia è ad un punto della sua storia senza senza precedenti. La pandemia devastante ha provocato e si accompagna ad una crisi economica rovinosa. Ma rispetto ad altri paesi, l’Italia sta vivendo anche un momento di grande discordia istituzionale che si manifesta nel dissidio tra Stato e Regioni e tra singole Regioni. Il governatore della Campania parla addirittura di confini regionali. Lo Stato appare debole e forte nello stesso tempo, perché non c’è un governo con persone autorevoli e adeguate che abbia il necessario sostegno nazionale, anche se molti provvedimenti del governo – i decreti del presidente del Consiglio dei Ministri – non passano attraverso il vaglio del Capo  dello Stato e l’approvazione delle Camere, malgrado tocchino libertà sancite dalla Costituzione. In questo contesto confuso ed autoritario nello stesso tempo appare vistosa l’assenza del Parlamento e delle alte cariche dello Stato- Il contrasto tra Regioni è indice del disfacimento dello Stato unitario. E c’è chi, non capendo cosa accade, invoca un’assemblea costituente. Una  vera torre di Babele in momenti in cui ci dovremmo sentire responsabilmente tutti nella stessa barca. Nella storia italiana non c’è una pagina così negativa. Caporetto al confronto appare una piccola cosa. Se poi aggiungiamo la sostanziale avversità dell’Europa  nei nostri confronti, abbiamo il quadro completo di una situazione di cui forse non ci rendiamo neppure conto e dalla quale potrebbe determinarsi un vero conflitto sociale provocato dalla crisi e dalla miseria. Affidiamoci allo Stellone d’Italia, ma questa volta forse non sarà sufficiente.