Giovanni Bacaro - Università di Trieste

Caro Jovanotti, non tutto è buono ciò che è bello

di SILVIO BERTOLDI – Il prof. Bacaro dell’Università di Trieste ha avviato uno studio sull’impatto ambientale dei Jova Beach party.

La musica, migliaia di persone pacificamente gioiose. E chi potrebbe dire mai che non è uno spettacolo della vita oltre che un evento da segnare sul calendario? E Jovanotti, un grande artista, chi potrebbe dire mai che la sua musica sia indifferente ai temi più preziosi del mondo che ci circonda? Con ciò, nessuno è perfetto e non ci si deve arrabbiare se capita di scrivere che stavolta sbaglia nel considerare la natura solo dal suo punto di vista.

Di oggi è la notizia che Giovanni Bacaro, professore associato di Botanica Ambientale ed Applicata, coordinatore del corso di laurea magistrale in Ecologia e Sostenibilità dei Cambiamenti Globali, all’Università di Trieste, sta svolgendo un campionamento della vegetazione pre e post concerto.Due giorni fa il quotidiano La stampa ha pubblicato un lungo articolo del geologo Mario Tozzi: “I concerti con 50 mila persone non sono sostenibili da alcun sistema naturale soprattutto dalle nostre spiagge già compromesse”.

Lo scopo di questo campionamento, ha dichiarato il prof. Bacaro è definire lo stato attuale della vegetazione, la sua diversità e individuare gli habitat presenti nell’area del Muraglione; monitorare gli effetti dell’attività antropica su questa componente una volta concluse le attività. Lo studio viene integrato, grazie alla collaborazione con la professoressa Monia Renzi, prof associato in Ecologia dell’Università di Trieste, con l’analisi delle Macro e Microplastiche presenti nell’area pre e post concerto.

Sempre oggi, Italia Nostra ha dichiarato sulla tappa prevista a Viareggio il 2 e 3 settembre che “La località, la spiaggia del cosiddetto ‘Muraglione’, per il concerto di Jovanotti a Viareggio non è compatibile con i princìpi di tutela ambientale che oltretutto l’iniziativa del Jova Beach Party pretende di voler difendere”.

Cosa dice Italia Nostra. Lo stress ambientale delle dune che hanno preso a riformarsi naturalmente provocato dal calpestio di migliaia e migliaia di persone; il lavoro preparatorio di ‘ripulitura’, installazione palco ecc. le distruggerà interamente, come abbiamo già visto succedere a Fermo e altrove. La natura dovrà quindi ricominciare nuovamente da zero. La storica associazione ambientalista mette un punto anche sulla polemica ormai accesa da giorni: “Ci uniamo al coro – già nutrito in tutta Italia – che si pone una semplice domanda: come fa una manifestazione musicale che​ sola, fra tutte, semina danni ambientali dovunque abbia luogo, a proclamarsi e sbandierarsi ‘verde’?”.

In Italia neppure la musica riesce ad unire gli italiani. Ma poiché Lorenzo con il suo Jova Beach Party è un mito dell’Italia che va e che non disturba il manovratore nelle sale dei bottoni, non è consentita la critica.