Del Ghingaro_Zappelli Cuori infranti

Che noia! Per fortuna Zappelli c’è!

di FORTESTOMACO – Continua il viaggio nella politica viareggina. Se la sinistra affoga, la destra affanna. Ci penserà Zucconi?


di FORTESTOMACO

Se Atene piange Sparta non ride. Potremmo cominciare così, con questo vecchio proverbio, per parlare di quello che si muove nel centrodestra a Viareggio.  

Se, come abbiamo visto, il centrosinistra a sette mesi circa dalle prossime elezioni comunali sostanzialmente è ancora fermo al punto di partenza e con gli occhi arrossati e bagnati, il centrodestra non ha certo da gioire.

Forza Italia, le cui diverse anime nel 2019 si divisero ed una parte appoggiò l’esperimento di Giorgio del Ghingaro, ha formulato, e già da molto tempo, una proposta di sostanza per il candidato a sindaco, con tanto di imprimatur dei vertici regionali e nazionali: Ciro Costagliola. Lo ha fatto a prescindere dagli altri partiti componenti dell’alleanza nazionale e la proposta non è banale.

Ciro Costagliola, giornalista e docente, ha infatti alle spalle un curriculum politico e di impegni sociali e civili importante. Ha avuto modo di farsi conoscere nella realtà locale per gli impegni assunti come, tanto per citarne alcuni: nel Consiglio di Indirizzo della Fondazione Festival Pucciniano, consigliere comunale e poi vicesindaco durante il mandato del Sindaco Lunardini; ha anche ricoperto incarichi di rilievo nazionale: consigliere per i rapporti istituzionali presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri durante l’era di Mario Draghi; consulente e consigliere politico legislativo alla Camera dei Deputati; è inoltre un esperto di amministrazione, di comunicazione. Sono mesi che è in campo e ha già organizzato diverse iniziative e formulato proposte.

Costagliola potrebbe essere la candidatura sulla quale il centrodestra si ri-aggrega per candidarsi alla guida della città.

Le cose logiche a prima vista, però, non sono sempre quelle più scontate in politica. Anche a livello nazionale la situazione è in movimento con l’annuncio di un incontro, non formale a quanto si mormora, tra Forza Italia e Calenda.

Il centrodestra in questa fase amministrativa viareggina si è diviso in diversi rivoli e non è stato capace, salvo il nutrito gruppo della Lega in Consiglio Comunale, di quell’opposizione forte e unitaria all’amministrazione Del Ghingaro: quella che molti elettori si aspettavano e su cui contavano.

La Lega di Salvini ha preso il suo corso diversificandosi con un’opposizione più decisa e rigorosa e anche con proposte interessanti sul piano amministrativo. A tal riguardo va citato il capogruppo Santini, ma soprattutto il consigliere regionale Massimiliano Baldini, già protagonista del téte a téte con Giorgio del Ghingaro del 2015 con un ricorso al Tar per il riconteggio delle schede che procurò il temporaneo annullamento dei risultati e l’avvio di un breve periodo commissariale; e poi per il ruolo costruttivo e propositivo che ha assunto in Consiglio Regionale sollevando spesso esigenze e bisogni della Versilia e dell’area costiera con efficaci odg ed interrogazioni.   

Proprio Baldini nei giorni scorsi ha provveduto a darci la dimensione delle consistenti e robuste divisioni presenti nel centrodestra. Ha infatti dichiarato, rispondendo per le rime all’onorevole Riccardo Zucconi di FdI: “La nostra è una posizione cristallina che fa seguito a una linea politica che ci vede radicalmente alternativi a chi governa il Comune di Viareggio, sindaco e assessori compresi… Fratelli d’Italia invece… porta avanti da tempo un approccio decisamente differente dal nostro, occhieggiando a più riprese al sindaco e alla maggioranza (astensioni sul bilancio, posizione tenuta sul mercato di piazza Cavour, il voto favorevole in molte occasioni come per la vicenda dell’Autorità Portuale e l’ultima la vicenda del ponticello sul lago di Massaciuccoli e dello scontro, fino alle aule del Tribunale, tra il Circolo Velico e la Fondazione Festival Pucciniano ndr).

Più avanti, tanto per dovere di chiarezza, l’avvocato Baldini ha aggiunto: “…un atteggiamento ambiguo di FdI che potrebbe salvare chi governa facendo da stampella laddove mancasse qualche consenso di coloro che tra le fila di Del Ghingaro hanno il mal di pancia sempre più forte”… Pertanto, proprio per chi non avesse capito bene, continua il Baldini: “…non ci sentiamo secondi a nessuno e avanzeremo la nostra proposta di candidatura a sindaco“. Punto e a capo.

Ma tutto come si sa è sempre relativo! Infatti, a distanza di pochi giorni dalle dichiarazioni stampa soprariportate, dalle gigantografie appese su grandi cartelloni in città con il volto del consigliere regionale, l’avvocato Baldini con un post annuncia il suo ritiro a fine mandato.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è la ‘vannaccizzazione della Toscana’. Il consigliere regionale scrive, infatti, dopo aver preso atto che si sta concretizzando una linea politica nuova che sta modificando radicalmente gli equilibri interni alla Lega: “E’ una metamorfosi che non condivido sia perché sono molto distante da certe marcate e ripetute derive di ‘richiamo nostalgico’”.

E tanto tuonò che piovve a dirotto!  Non son passati che un pugno di giorni che in Toscana la Lega si sta incrinando con i gruppi dirigenti provinciali messi da una parte. Vannacci, che sta assumendo posizioni sempre più rilevanti nel partito nella nostra regione, ha presentato i candidati alle regionali a Viareggio senza minimamente coinvolgere gli organismi dirigenti del partito: quindi, a seguire le loro dimissioni in massa.

Cosa faranno i dirigenti e i rappresentanti della Lega a Viareggio dopo le loro dimissioni? Continueranno, magari senza sostegni espliciti, a rimanere dentro un partito vannaccizzato, come dicono spregiativamente? Daranno vita a liste civiche locali? E verso chi si rivolgeranno gli emarginati viareggini del Baldini? Vedremo.

La politica del resto, soprattutto quella del giorno d’oggi, ci ha abituato a continue metamorfosi, a colpi d’acceleratore, a brusche inchiodate e, soprattutto, a repentini e frequenti trasformismi: trasformismi così inimmaginabili un momento prima e nei confronti dei quali i campioni mondiali assoluti della categoria come un Depretis o un Brachetti si troverebbero oggi a tremendo disagio.

Tra questi si colloca David Zappelli, capogruppo dell’area del Del Ghingaro in Consiglio Comunale che, abbiamo appreso non senza rimaner sorpresi, si candiderà per le regionali nella lista di Eugenio Giani, ritrovandosi gomito a gomito come alleati quelli del Pd.

Lo Zappelli, per chi avesse perso qualche puntata o fosse un po’ smemorato, ha contribuito da esperto incendiario ad alimentare per anni il fuoco dello scontro contro il Presidente della Regione Toscana Giani: l’Autorità Portuale, le nomine dirigenziali nella sanità, il tracciato della ciclovia, l’asse di penetrazione oggi ribattezzato eufemisticamente strada del mare e poi su ancora altre questioni non irrilevanti.  E’ stato portavoce e megafono cortigianesco del Del Ghingaro fino a ieri l’altro.

David Zappelli ha diritto a fare le scelte che ritiene opportune, ma, quanto meno, per il ruolo che ha e/o ha avuto, ci si sarebbe aspettati un qualcosa che ci mettesse al corrente se della questione ne avesse preventivamente parlato con il Sindaco.

E’ uscito solo qualche giorno dopo la tempesta con un articolo davvero comico e farsesco fino all’inverosimile – Totò avrebbe detto di scompisciarsi dalle risate! – a cominciare dal titolo: “Zappelli: la mia candidatura alle regionali: coerenza, servizio e futuro per Viareggio”. Dove l’interessato afferma che “che non  si è mai allontanato dal progetto civico rappresentato dal Del Ghingaro e che la sua candidatura è un ponte tra Viareggio e Firenze.”

Ah ah ah che rider mi fa! Ci sente la pancia davvero e lacrimiamo persino! E lo Zappelli-Coerente-Sempre è entrato, niente po’ po’ di meno, nella lista del Giani con il quale i suoi ordini del giorno presentati in Consiglio Comunale hanno polemizzato fino a ieri in maniera viscerale e diretta; ma anche alleato di quel Pd di cui nell’articolo dice peste e corna… Ci ritorneremo a breve su questo Arlecchino di passaggio che merita tutta la nostra attenzione: “No pagliaccio io son! Son quei che stolido mi feci giullar di re Giorgio…”. Caro Zappelli “ tu viscere non hai, sol ambizion è l’senso per te… Va  non merti il nostro duol ma solo scherno e derision!.Un po’ di lirica non guasta mai!

Zappelli però, in verità, non è nuovo a queste improvvise giravolte: era stato già protagonista, infatti, di un altro clamoroso voltafaccia una decina d’anni fa, quando il suo voto mise in crisi la giunta Betti e aprì la strada al default del Comune e al suo commissariamento. Un vecchio detto dice che da fallo nasce fallo! Ecco a voi signori!  

E’ vero… Non era solo allora… Collega di congiura fu Sandra Mei che ora è assessora alla Cultura nella Giunta del Ghingaro e che le voci danno in stato di ansia e di scontentezza da tempo: non si sente troppo considerata dal Capo? Pensa di meritare un ruolo ancora più importante nella vita amministrativa? Ha mal digerito la nomina di Miracolo a Presidente del Festival Pucciniano? Non sopporta più i metodi del Sindaco? Non condivide più determinate scelte amministrative e politiche? Seguirà lo Zappelli come allora, fino ad estrarre la spina dalla presa? Sarà conseguente fino a far mancare il suo apporto all’amministrazione Del Ghingaro?

A quanto pare no visto che ha firmato una nota, assieme a tutti gli assessori e a nove consiglieri comunali, nella quale si confermano e si rilanciano per il futuro le basi su cui si è articolata l’esperienza sedicente civica: sì, perché come scrivono “guardano avanti e chi si volta indietro è solo” che pare proprio chiaramente riferito al Pd locale e allo Zappelli.

E’ certo che il Sindaco non sta con le mani in mano ed il rinvio della riunione degli stati generali che aveva programmato per il 12 settembre pare dunque necessario per reimpostare la strategia e fronteggiare una eventuale fronda prima che  assuma i contorni della congiura ed evasione in massa.  

Se i congiurati però sono come gli Zappelli, Giorgino se la ride amabilmente sotto i baffi.

Quindi… Come diceva Mao: Grande è la confusione sotto il cielo… Sia se ti giri a destra e a sinistra ma anche davanti!  Quello che ormai appare chiaro sono gli scricchiolii, discussioni alquanto concitate tra i partiti protagonisti del cosiddetto civismo e quelli del centrodestra che hanno la valenza di un vero e proprio sciame sismico per tutto il sistema politico amministrativo viareggino. Per ora senza crolli o macerie, ma con una situazione che potrebbe aggravarsi di giorno in giorno. Come evolverà la situazione? Ad oggi,  rimanendo nel campo del centrodestra, è davvero difficile prevederlo.

Altra questione è quella del candidato o candidata sindaco, sui quali non risulta che la Lega ad oggi abbia individuato una proposta per supportare il “non essere secondi a nessuno”, o comunque tale da avere l’autorevolezza di far fare a Forza Italia un passo indietro liquidando con un grazie e una pacca sulle spalle il Costagliola… Ovviamente, con il benestare di Debora Bergamini. Né, a giudicare dai toni utilizzati, tale da provocare una riconciliazione tra la Lega e FdI che, al momento, appare una pia illusione dei sognatori di turno salvo gli sviluppi regionali e viareggini interni alla Lega.

Vannacci, visto che è salito sul ponte di comando, come e dove vorrà girare la leva del timone a Viareggio? Staremo a vedere… Chissà…! FdI sono cauti e per alcuni versi la loro cautela e la sospensione in volo a mezz’aria assomigliano a quelle del Pd: dire e non dire, opposizione in consiglio opaca, poco visibile, alquanto sbiadita, assenza di un progetto o di una visione di prospettiva. Alla base di questa fase amletica di Pd e FdI ci sono naturalmente motivazioni molto diverse.

E’ probabile, infatti, che i Fratelli d’Italia stiano pensando e/o siano pronti a tessere i rapporti per una possibile disponibilità a sostenere un civismo di derivazione delghingariana soprattutto ora che l’assetto della giunta e della maggioranza è percorso da scosse elettriche di elevata intensità. Ma come ci dice la proprietà commutativa della moltiplicazione: cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia! E il risultato è che le due potenzialmente maggiori forze dei rispettivi campi non sono in grado, ad oggi, di esercitare e di mettere in campo quella forza magnetica per attrarre e unire.

Un grande politico e pensatore italiano del secolo scorso, Antonio Gramsci, coniò il concetto di egemonia: ossia la conquista del consenso e dell’influenza culturale e politica, processo in cui una classe egemone riesce a far assumere la propria visione del mondo alla maggioranza del popolo.

E’ chiaro che le due forze non avendo una visione, in questo caso della città e del suo futuro, non esprimono idee-forza, non sono nelle condizioni di avere diffusi, stabili e continuativi rapporti con i cittadini. Se mai, è il caso di Fratelli d’Italia: pensano a come rientrare in gioco alla grande. Per questo si muovono in maniera felpata, con un tatticismo estremo, senza scoprirsi, in mano a gruppi ristretti che nelle quasi segrete stanze e mediante i rapporti con le rispettive dirigenze o con i parlamentari amici di riferimento, sostituiscono alla strategia e ai programmi politici le ambizioni e le esigenze dei singoli. Per ora stanno sull’albero a cantare: aspettano di capire meglio la piega che prenderà la situazione, quali evoluzioni… O meglio,le contorsioni che potranno avvenire subito dopo le elezioni regionali. Il rebus non è dei più facili.

Inutile dire che se sommiamo le attuali incertezze e l’assenza di programmi e di candidati del centrosinistra a quelle che stanno avvolgendo le forze del centrodestra non è poi del tutto fantascientifico il fatto che potremmo trovarci in una sorta di partita di shanghai, con tanti bastoncini che si presenteranno separati e con colori diversi.

Così si darebbe luogo ad una frammentazione che premierebbe sicuramente chi riuscisse ad essere più visibile e ad avere in campo un buon cavallo di razza o comunque un personaggio in grado di raccogliere, al di là delle liste e/o dei partiti che lo sosterranno, consensi nella società viareggina, nelle periferie, tra quel ceto medio che è la vera spina dorsale dell’elettorato cittadino: commercianti, artigiani, balneari, lavoratori dei servizi, imprenditori agricoli.

Già presentarsi divisi, comunque, per il centrodestra costituirebbe un handicap di partenza davvero impattante. Rimarrebbe la possibilità – se naturalmente prima a livello regionale o nazionale non maturasse qualcosa di diverso – di riunificarsi nel caso in cui uno dei cavalli potesse accedere ad un successivo ballottaggio. Anche per le elezioni del 2015 ci fu divisione e diversi e numerosi schieramenti in competizione.  L’attuale situazione infatti fa presupporre un risultato simile se non ancor più frammentato.

C’è poi la questione tutt’altro che secondaria di come le varie forze del centrodestra si vorranno caratterizzare, se verranno utilizzati alcuni aspetti della realtà viareggina, come quello della sicurezza, in termini esasperati, puntando sulla paura e sulle sensazioni emotive che provocano i purtroppo tanti episodi che registriamo quasi giornalmente in città. Un conto sarà quindi la proposizione di soluzioni sensate e ricercando le migliori strategie per alzare le difese, le sorveglianze e le prevenzioni anche con il coinvolgimento attivo dei cittadini; altra musica sarà se il peggior Salvini o il Vannacci di turno diventassero i suggeritori, nel secondo caso addirittura protagonisti diretti dei programmi, o i direttori d’orchestra principali della campagna elettorale.  

Come si può intuire il meteo politico viareggino oggi ci dice questo: massima e perdurante variabilità nel medio periodo. Situazione fluida e viscosa ad alta quota (le dirigenze) e a bassa quota (gli elettori). Susseguirsi di spostamenti repentini di fronti freddi e caldi, con l’alternarsi di bello e cattivo tempo. Forti burrasche da bollino giallo si alterneranno quindi a grandinate di non comune violenza e a temperature infuocate. Il surriscaldamento del suolo darà vita a correnti ascensionali africane che si scontreranno in cielo con aria polare fredda e gelida.

Essendo privi di strumenti di massima precisione e tecnologicamente avanzati e non volendo ricorrere all’Intelligenza Artificiale – che comunque consigliamo vivamente ai numerosi aspiranti politici visto che quella naturale non ce l’hanno o la usano davvero poco – avvertiamo che le previsioni data la fluidità delle situazioni potranno risultare imprecise.

Alla prossima…