“Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, …, non può essere mio discepolo”
In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
“Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo.
Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo. Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”. Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace. Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo”. Lc 14, 25-33
Quando Gesù si accorge che molte persone lo seguono, le invita a riflettere sull’amore per Lui, che deve essere posto al di sopra di ogni altro affetto. Neppure la propria vita può avere la precedenza su Dio. Seguirlo significa prendere la propria croce, accettare le difficoltà senza lamentarsi, confidando in Lui e riconoscendo in Dio la nostra forza e il senso più autentico della nostra esistenza.
Spesso Gesù ci richiama a liberarci dalla schiavitù delle cose terrene, in particolare dall’attaccamento al possesso, che non può donarci la vera gioia. In questa domenica, la Chiesa proclama santi Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis: due giovani, vissuti in periodi diversi, che hanno saputo trasformare la loro vita in una luce per i loro coetanei, rispondendo con semplicità e profondità all’Amore di Gesù. Non si sono limitati a testimoniare il Vangelo, ma sono diventati per chi li ha conosciuti un segno concreto di speranza e di luce.
San Pier Giorgio Frassati diceva:
“Tu mi domandi se sono allegro? E come non potrei esserlo? Finché la fede mi darà la forza sarò sempre allegro. Ogni cattolico non può non essere allegro; la tristezza deve essere bandita dagli animi dei cattolici.”
San Carlo Acutis ci ricorda:
“Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie. La tristezza è lo sguardo rivolto verso se stessi, la felicità è lo sguardo rivolto verso Dio.”
IL SIGNORE VI BENEDICA
Buona Domenica
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Don Luigi Pellegrini è parroco della Chiesa di Santa Rita, a Viareggio, artefice della Casa Famiglia e del Campo della Casa Famiglia, nel 2008 è stato nominato Cavaliere della Repubblica.
