COMMENTI, POST - di Andrea Appetito

Il rapporto misterioso tra il vento e il tempo

di ANDREA APPETITO – Chissà quale rapporto misterioso esiste tra il vento e il tempo. Chissà perché nelle isole ventose il tempo…

Chissà quale rapporto misterioso esiste tra il vento e il tempo. Chissà perché nelle isole ventose il tempo è spazzato via dal vento e al suo posto rimane la luce.


Da una settimana rileggo alcune pagine del libro di Deleuze su Spinoza. Ogni giorno scopro qualcosa di nuovo. Sono le pagine in cui si parla delle “passioni tristi”. Deleuze scrive: «In tutta la sua opera Spinoza non cessa di denunciare l’uomo dalle passioni tristi e l’uomo che sfrutta queste passioni tristi… Lo schiavo e il tiranno». 


Esiste un legame profondo tra il tiranno e lo schiavo. Per stabilire il suo potere il tiranno ha bisogno di anime tristi e impotenti. Odio, avversione, scherno, timore, disperazione, rimorso, invidia, vergogna, rammarico, collera, vendetta, crudeltà, senso di colpa… sono passioni tristi. Persino nella speranza e nella sicurezza a ben guardare si nascondono granelli di tristezza.…Dovremmo imparare a riconoscere i granelli di tristezza che bloccano i “meccanismi” della gioia e della potenza. La tristezza è una terra arida e stagnante, senza flussi e senza vento. Il tempo è denaro e la luce elettrica divora il cielo stellato. Gli sguardi sono assenti, voraci. I corpi covano rancori e rimorsi. Le mani non hanno nulla a cui aggrapparsi. Hanno tradito tutto per pagare le rate del debito con cui sono nate. Un debito inestinguibile. 


Più leggo e più mi convinco che nel discorso spinoziano possiamo trovare lo slancio per uscire dall’impasse politica, culturale, sociale… che dura ormai da anni e che ultimamente si è acuita. Incarognita. I nuovi tiranni che si autodefiniscono “internazionale del populismo” spingono ogni giorno più in là il confine dell’indicibile e dell’osceno poi testano le nostre reazioni. Se la porosità degli utenti è in grado di assorbire i nuovi messaggi di odio allora rilanciano. Non seguono le regole della logica ma evocano le pulsioni più auto-distruttive. Sul fronte opposto le reazioni sono quasi sempre tristi. Anche loro seminano tristezza e impotenza. Inconsapevolmente alimentano il potere che vorrebbero combattere.


Nell’indignazione ci sono molte briciole di tristezza. Indignarsi non basta. Produce un sollievo illusorio nell’afa stagnante. Serve a farci sentire migliori. Migliori e impotenti.


Le passioni tristi sono un cappio al collo. Ogni tentativo di slancio si risolve in un suicidio. Occorre sfilarsi questo cappio dal collo e saltare sulle passioni gioiose, cavalcarle come vento e passare dalle reazioni (tristi e impotenti) alle azioni (gioiose e creative). I fuochi della gioia bruciano gli idoli tristi e sgombrano l’orizzonte per affrontare la realtà insieme e senza paura, come nei giorni di festa. 

(foto: renan_brun – licenza pixabay https://pixabay.com/it/photos/mare-tempesta-onde-nuvole-ocean-5103840/ )