Home Cinema Tips - di Lorenzo Simonini CINEMA TIPS. “Arca Russa” di Aleksandr Sokurov

CINEMA TIPS. “Arca Russa” di Aleksandr Sokurov

by Lorenzo Simonini

Questa settimana parliamo di un film intellettuale e affascinante, sia sul piano tecnico che su quello simbolico: “Arca Russa” di Aleksandr Sokurov, cineasta russo tra i più importanti nel panorama internazionale

Bentornati a un nuovo appuntamento con la rubrica Cinema Tips. Come già detto in passato, la nostra rubrica si impegna a dare consigli cinematografici che siano sempre diversi tra loro. È successo che abbiamo parlato di film sia leggeri che impegnati. Questa settimana ci assumiamo la responsabilità di dedicare una pagina a un lungometraggio intellettuale e affascinante, sia sul piano tecnico che su quello simbolico. Sto parlando di “Arca Russa”, di Aleksandr Sokurov, cineasta russo tra i più importanti nel panorama internazionale.

Uscito nel 2002, viene già considerato da diversi esperti tra i più importanti film del XXI secolo. Si svolge interamente al Museo Ermitage di San Pietroburgo, luogo di cultura di livello mondiale. La scelta della location non è casuale: il lungometraggio, infatti, vuole indagare le epoche della storia di una Nazione enorme come quella russa, attraverso una serie di personaggi che hanno influenzato questo passato: Pietro il Grande, Caterina II, e gli zar Nicola I e Nicola II. Inoltre si tratta di un viaggio all’interno delle bellezze custodite all’interno di questo palazzo, tra le quali non possiamo non citare l’indimenticabile scultore Canova. L’indagine è fortemente connotata non soltanto dagli aspetti politici, su cui viene fatto un profondo ragionamento umano, ma anche dall’aspetto tecnico con cui è stato girato il lungometraggio. Sokurov e tutta la sua troupe hanno messo in piedi un unico “shot”, ossia circa 90 minuti di piano-sequenza durante i quali la macchina da presa, guidata dalla voce stessa del regista che incarna il ruolo di un visitatore sognante e da Astolphe De Custine, diplomatico francese dell’Ottocento che fa un po’ da Virgilio al pubblico, affonda il proprio occhio all’interno di questo viaggio spazio-temporale in cui Arte e Storia si uniscono per dare vita a una visione sofisticata e straordinaria di una serie di momenti fondamentali per tutta l’umanità.

Non fatevi impressionare dall’idea che ammirare 90 minuti di piano-sequenza possa rendere il lungometraggio molto impegnativo: siamo di fronte a una vera e propria lectio magistralis di cinema, non soltanto sul piano registico ma dell’intero lavoro fatto dalla troupe, in tutte le fasi di realizzazione di questo gioiello. Non fatevi, inoltre, ingannare dal pensiero che possa piegarsi verso un aspetto documentaristico: per quanto ci sia l’indagine visiva di indimenticabili tracce artistiche, la trama in realtà prende forma, anche se magari sotto forma di labile linguaggio. È come leggere un manuale di storia russa, ma con il piacere incantevole della macchina cinematografica, la quale di sicuro aggiunge un tocco affascinante all’intero contesto. Insomma, per chi cerca qualcosa di più profondamente cinefilo, questo lungometraggio non può assolutamente mancare.

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