Cinema Tips. DUE GIORNI, UNA NOTTE.

Nuovo appuntamento con la rubrica “Cinema Tips” che trovate esclusivamente qui, su “Toscana Today”. Oggi ho il piacere di scrivere in merito a un film che tratta come argomento centrale il lavoro e la dignità che ruota attorno ad una attività lavorativa, argomenti che non passano mai di moda specialmente in questi tempi. La pellicola in questione si intitola “Due giorni, una notte”.

Scritto, diretto e prodotto da Jean-Pierre e Luc Dardenne, vede come protagonista Marion Cotillard, nomination agli Oscar 2015 per il ruolo in questo lungometraggio in cui interpreta una dipendente di una piccola azienda che ha dovuto temporaneamente lasciare il lavoro per curarsi da una forte depressione. Tuttavia il capo dell’azienda propone ai suoi dipendenti di non reintegrarla nel processo produttivo in cambio di un bonus di 1000 euro. Inizia così la lotta che la ragazza deve affrontare per salvaguardare quel posto di lavoro e avrà soltanto due giorni e una notte per poter convincere i 16 dipendenti dell’azienda.

Una tematica sempre spinosa quella della dignità che gira attorno al mondo del lavoro, in quanto si vanno a toccare tematiche non soltanto di natura sociale, ma anche culturale e sentimentali. D’altronde il lavoro è il motore di una società, ma a farlo funzionare ci sono persone, in carne e ossa, e tutte loro hanno necessità, bisogni, desideri, famiglie, tutti argomenti che alle volte non viene poi preso così tanto in considerazione dai capi di un reparto produttore. Eppure è bene ricordare che siamo tutti umani e non macchine fatte per produrre, perciò salvaguardare la dignità e la sicurezza di tutti è la priorità assoluta. Non nego che la produttività sia importante, ma la vita delle persone lo è di più.

Interessante da aggiungere, inoltre, è l’aspetto cinematografico con cui viene girato il lungometraggio. Da subito il linguaggio usato dai cineasti belga è ben definito, con macchine da presa in spalla, quasi tipiche di quel cinema desideroso di affrontare tematiche sociali di spessore, che cercano di dare un forte senso di realtà allo spettatore che guarda la pellicola, anche grazie a riprese strette e vicine ai volti degli attori.

Indubbiamente credo sia da ritenersi un film di elevato spessore in grado di affrontare argomenti sempre interessanti per il cinema che, a mio modo di vedere, dovrebbe fare questo. È giusto che il cinema abbia il suo aspetto di puro intrattenimento, ma ritengo che sia più doveroso conferirgli una connotazione sociale, di strumento capace di indagare la realtà e di far riflettere su tematiche sempre importanti. Anche per questi film e questi obiettivi, viva il cinema.